Alessandro Ossola tra sogni, paure e sfide impossibili

al 'giffoni'

Alessandro Ossola, atleta paralimpico italiano, è stato ospite al 'Giffoni Film Festival'. Tanti i temi toccati, tra questi un prezioso messaggio indirizzato ai giovani: "Continuate a darci dentro anche quando sembra tutto perso"

Sogni, paure e sfide impossibili. Alessandro Ossola, atleta paralimpico italiano, è stato ospite al 'Giffoni Film Festival'. Tutto il talk dell’atleta si è sviluppato attorno a questi temi che si rincorrono proprio come Alessandro rincorre i suoi sogni, senza fermarsi di fronte alle difficoltà che la vita gli può mettere davanti. E' stata probabilmente questa la lezione più importante che Alessandro ha lasciato ai ragazzi con i quali si è da subito instaurato un rapporto di amicizia e fiducia che lasciava trasparire la sua profonda umanità.

L'importanza dei sogni

Alessandro ha esordito parlando dell'importanza dei sogni e degli obiettivi, approfittando della presenza di Mario Ferrara, uno dei fondatori del Festival assieme al direttore Claudio Gubitosi, i quali proprio da un sogno hanno dato vita all’incredibile festival che Giffoni è. I sogni hanno guidato Alessandro anche nei suoi momenti più bui, in cui spesso la paura rischiava di prendere il sopravvento. Dopo aver posto una domanda agli ambassador, chiedendo secondo loro qual era stata la sua più grande paura alle Olimpiadi di Tokyo, Ossola ha raccontato il suo timore di deludere tutte quelle persone che credevano in lui prima della gara più importante della sua vita. Una gara che oltretutto Alessandro ha corso nell’anniversario del suo incidente in moto che lo ha portato ad aver bisogno di una protesi.

Ossola

Il rientro dopo l'incidente

In quel momento Alessandro è riuscito a reagire grazie al suo carattere, sempre molto positivo, ma anche e soprattutto grazie alla famiglia che gli è sempre stata vicino, e grazie agli amici. Alessandro ha raccontato quanto difficile, ma anche piacevole, sia stato il ritorno all’attività dopo l’incidente: la prima cosa che ha tentato di fare è stato tornare a giocare a calcio a 5, sport che praticava prima della protesi. Nonostante le difficoltà, Alessandro voleva tornare a rivivere le stesse emozioni che provava prima dell’incidente ed è stato così solo quando le persone lo hanno trattato alla stessa maniera in cui veniva trattato prima, subendo gli stessi tackle e tornando a rivivere quelle emozioni. E per farlo è stato fondamentale trovare il coraggio di rimettersi in gioco.

Il messaggio ai giovani

Parlando ancora di paura, Alessandro ha raccontato che a volte il suo timore è stato quello di essere definito o come il “poverino”, o come “eroe”. Secondo lui la verità sta nel mezzo: l’atleta si ritiene una persona coraggiosa ma non un eroe, una persona che avrebbe potuto mollare nei momenti in cui ha avuto paura, ma che non lo ha fatto. Ha poi parlato di questo sentimento che siamo abituati a pensare come una cosa negativa, ma che ci ricorda come questa sia un istinto di sopravvivenza, spingendoci a trovare delle soluzioni per ovviare a quelli che percepiamo come dei “pericoli”. L'incontro si è concluso con un messaggio molto prezioso per i ragazzi: Anche quando sembra che le sfide siano davvero impossibili, una volta che iniziate a farlo poi diventa possibile. Continuate a darci dentro anche quando sembra tutto perso”.