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Bufera al Paris Saint-Germain: Cavani rifiuta un milione per cedere rigori a Neymar

Calcio
Neymar e Cavani, durante un allenamento

El Pais fornisce una ricostruzione degli eventi degli ultimi giorni. Nel tentativo di riappacificare le parti, Al Khelaifi avrebbe mandato i suoi emissari per convincere Neymar e Cavani. Intanto, è stato scoperto l'ingaggio del giocatore, che percepisce circa 37 milioni all'anno

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Paris Saint-Germain letteralmente nella bufera. Infatti, proprio quando Football Leaks ha reso noti i dettagli relativi al contratto di Neymar, lo scontro tra il brasiliano e Cavani si arricchisce di un nuovo capitolo, tutt’altro che distensivo. Stando a quanto riporta El Pais, Al Khelaifi avrebbe inviato dall’uruguaiano un emissario che gli offrisse dei soldi per cedere il ruolo preminente di battitore di rigore e punizioni. Per la precisione, gli sarebbe stato offerto un milione di euro. In realtà, il presidente del PSG si è offerto di pagare al giocatore il bonus previsto nel caso in cui chiuda la stagione da capocannoniere della Ligue 1. In virtù di un apporto realizzativo notevolmente ridotto nel caso di mancata esecuzione dei penalty, la dirigenza parigina si è quindi offerta di pagare direttamente il bonus, senza attendere la fine della stagione. Cavani ha risposto seccato, rifiutando i soldi. Logicamente non si sarebbe opposto nel momento in cui il club avrebbe voluto corrispondergli la cifra, ma avrebbe continuato a battere i rigori perché è in squadra da ormai quattro anni, è il terzo in ordine per la fascia di capitano e ha guadagnato sul campo lo status che ha adesso. Al tempo stesso, Al Khelaifi ha provato a convincere anche Neymar a lasciar perdere i calci di rigore, in considerazione del fatto che già è la stella della squadra e non ha bisogno di tirarli. Anzi, un atteggiamento più altruista in queste situazioni ne avrebbe consolidato l’immagine di “re magnanimo”, cedendo i rigori a Cavani che essendo centravanti vive di gol.

Gli sviluppi

Tuttavia, Neymar non è parso molto recettivo alle richieste della dirigenza del club. Il giocatore, dopo aver trascorso il weekend della settimana scorsa a Londra, è rientrato il mercoledì per capire l’atteggiamento di Cavani all’interno di questa mediazione forzata. Quando è stato comunicato il rifiuto dell’uruguaiano alle richieste, la reazione è stata irritata. Al punto che il brasiliano ha convinto Unai Emery a non convocarlo per la partita di sabato col Montpellier per un problema al piede. Gara che, peraltro, il Paris Saint-Germain ha pareggiato 0-0 giocando malissimo. Intanto, né dirigenti né calciatori si stanno muovendo in modo concreto per far riappacificare le parti. Tranne Daniel Alves, che ha organizzato una cena il giovedì in cui però pare non ci sia stato molto piacere tra i commensali. Anche a questo El Pais fornisce una spiegazione plausibile. Al momento dell’arrivo di Neymar, per rientrare nei parametri del fair play finanziario quanto prima, il PSG ha provato a liquidare diversi elementi della rosa: Di Maria, Pastore, Thiago Silva, Matuidi, Aurier, Lucas Moura, Draxler e Ben Arfa. E’ facile notare come alcuni di questi siano veterani all’interno della squadra e la voglia della società di disfarsene per favorire l’acquisto di Neymar ha fatto sì che il brasiliano trovasse un clima ostile nei suoi confronti. Matuidi, a differenza degli altri, ha reputato offensivo il modus operandi del club e ha forzato la società a cederlo alla Juventus. Il suo trasferimento ha aumentato il disappunto tra diversi membri del gruppo, che hanno silenziosamente eletto Cavani leader del partito degli indignati, che raccoglie sempre maggiori adesioni. Infatti, anche per i connazionali di Neymar, Marquinhos e Lucas, l’atteggiamento idolatrante del PSG è parso eccessivo e irrispettoso nei confronti degli altri componenti della squadra.

Troppi soldi?

Pare che ci sia stato un confronto nello spogliatoio all’inizio della stagione, dove Thiago Silva e Thiago Motta hanno chiesto a Neymar di avere un atteggiamento rispettoso, dal momento che il suo arrivo aveva causato uno sconvolgimento negli equilibri consolidati. Oltre al fatto che percepisce una cifra netta che è più del doppio rispetto a quella di Cavani che è il secondo a libro paga. Il brasiliano ha ascoltato con aria assorta, senza troppa attenzione. Emery aveva inteso il pericolo potenziale di tutto questo, cercando di convincere i veterani a tenere il gruppo compatto e non favorire fratture. Al Khelaifi, a fine agosto, aveva dichiarato incedibili i giocatori che lui stesso aveva messo sul mercato, con l’allenatore che gli aveva chiesto espressamente di non cedere Di Maria se non strettamente necessario. Il presidente del PSG, che ha voluto chiudere anche l’acquisto di Mbappè, ha scelto la formula del prestito con obbligo di riscatto, per evitare la scure dell’UEFA. Ma resta ancora tutto da vedere. Intanto, però, è stato reso noto lo stipendio di Neymar, che percepisce 3.069.520 al mese, per una somma di circa 37 milioni di euro annui. Che al secondo sono circa un euro e venti centesimi. Non è tutto: la società paga anche la residenza del brasiliano: una villa antica di cinque piani, per circa 1000 metri quadri di spazio abitabile.