Il Rosario Central festeggia il titolo, ma al 96' il Boca Juniors segna e glielo scippa
argentinaIncredibile quanto successo in Argentina. Il Rosario Central batte l'Estudiantes 2-0 ed è virtualmente campione della Liga. I tifosi sugli spalti iniziano a esultare per la vittoria del campionato, con tanto di invasione di campo, anche i giocatori esultano. Peccato però che in contemporanea il Boca stia giocando gli ultimi minuti del match contro il Defensa y Justicia: gli Xeneizes vincono 1-0 con un gol di Enner Valencia al 96', è il gol che rovina la festa del Rosario e consegna il titolo al Boca
Rosario Central campione, anzi no: il titolo va al Boca Juniors. La sorte di un campionato che cambia in pochi secondi, una festa già in corso con tanto di invasione di campo improvvisamente interrotta dalle notifiche dei telefoni che segnalano il gol di Enner Valencia al 96'. Sembra la sceneggiatura di un film, che cambia a seconda da che parte si guarda la tv: se sei un tifoso del Boca è un film fantasy con un finale a sorpresa, se sei un tifoso del Rosario Central è un film horror che lascia dentro un trauma che difficilmente dimenticherai. Ma cosa è successo in Argentina nell’ultima giornata del campionato? Proviamo a ricostruire i fatti.
L'illusione della vittoria e l'invasione di campo
Boca Juniors e Rosario Central sono arrivate all’ultima giornata della Liga Profesional argentina 2026 con un solo punto di differenza: Boca 60 punti, Rosario 59 punti. Gli Xeneizes ospitano il Defensa y Justicia, il Rosario Central gioca in casa contro l’Estudiantes de Río Cuarto. Il match del Rosario Central termina in anticipo rispetto a quello del Boca: la squadra di Jorge Almirón vince la sua partita 2-0, in quel momento il Rosario Central è ‘virtualmente’ campione d’argentina. Virtualmente, appunto, perché il Boca Juniors è ancora in campo nei minuti di recupero, bloccato sullo 0-0 contro il Defensa y Justicia. L’entusiasmo sugli spalti dello stadio Gigante de Arroyito è alle stelle, i tifosi non riescono a contenere la felicità per un traguardo che sembra ormai a un passo, qualcuno inizia a esultare e la gioia, si sa, è molto contagiosa tra i tifosi passionali. Ecco allora che presto lo stadio si trasforma in una bolgia che festeggia per un titolo non ancora in tasca. L’entusiasmo contagia anche i giocatori del Rosario Central, che iniziano a festeggiare con tanto di magliette dedicate alla vittoria del campionato. Il pubblico si lascia andare anche a un’invasione di campo. Ma il titolo non è ancora aritmetico, il Boca Juniors sta giocando gli ultimi minuti del suo match contro il Defensa y Justicia…
La fuga di notizie false e la festa del Rosario rovinata
Al 96’ del match tra Boca e Defensa y Justicia si materializza il peggior incubo dei tifosi del Rosario Central: Enner Valencia segna di destro dopo una serie di errori clamorosi della squadra ospite, tra cui spicca l’uscita del portiere Matias Borgogno che non trattiene il pallone. È il gol che vale il titolo all’ultimo minuto: il Boca sale in testa ed è campione della ‘Tablia Anual’, la classifica complessiva che somma i punteggi delle squadre argentine tra apertura e clausura. La notizia arriva allo stadio Gigante de Arroyito, dove progressivamente i tifosi del Rosario Central smettono di esultare. Quando la festa si sta lentamente spegnendo, arriva una fake news tra il pubblico della ‘Canalla’: come riporta Rosario3, allo stadio si diffonde la falsa notizia che la rete del Boca sia stata annullata, poi qualcuno inizia a parlare di gol del pareggio di Defensa y Justicia. Un equivoco dietro l’altro che genera altra confusione tra i poveri tifosi del Rosario Central. "Ci siamo confusi, abbiamo festeggiato in anticipo perché ci siamo lasciati trascinare dalla gente", confessa Jorge Almirón, allenatore del Rosario. Poco dopo tutti si rendono conto di quanto sia amara la realtà: il Boca ha battuto davvero il Defensa y Justicia, strappando il titolo al Rosario proprio all’ultimo respiro. Oltre al danno, la beffa di una festa rovinata. Anzi no, per la precisione la festa si è soltanto spostata di 300 kilometri, ovvero dallo stadio del Rosario alla Bombonera di Buenos Aires. Una storia incredibile, tutta argentina.
