Juve-Real, la lettera di Pirlo: "Vincetela anche per me"

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Dai rimpianti per la sconfitta di due anni fa alle speranze per questa sera, Pirlo scrive una lettera ai suoi ex compagni: "Ogni tanto penso a Berlino, ora vincetela anche per me. Buffon e la Juventus non mi sorprendono, mi aspettavo tutto questo. So che a luglio verranno a giocare da queste parti e un saluto alla Coppa lo darei volentieri"

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Di nuovo in finale di Champions League, due anni dopo. Di nuovo contro una spagnola, per riscattare contro il Real Madrid la sconfitta contro il Barcellona. Da Berlino a Cardiff, non sembra cambiato nulla ma invece è cambiato molto. In campo, soprattutto. Perché la Juventus di oggi è certamente diversa rispetto a quella di due anni fa. A Berlino, a guidare il centrocampo, c’era Andrea Pirlo.

"Vincetela anche per me"

Quella contro il Barcellona fu l’ultima partita del centrocampista in bianconero, prima del trasferimento in America. Pirlo, quella partita, la definisce ancora un rimpianto ed oggi chiede ai suoi amici che sono rimasti alla Juventus di trionfare anche per riscattare la sconfitta di Berlino. "Cari compagni, vincetela anche per me. Che dire? Ci siamo: Juve-Real, finale di Champions – ha scritto Andrea Pirlo in una lettera pubblicata su La Stampa - Dico «ci», perché - anche se stavolta non sarò sul prato - sarò il primo tifoso. Oggi gioco a New York, e quindi vedrò la partita già iniziata, ma tra un’occhiata al telefonino e la corsa a casa, non la perderò. Ogni tanto ripenso alla notte di due anni fa, a Berlino, perché quando perdi una finale capita di trovartela tra i pensieri, e vorresti rigiocarla: purtroppo per me, non potrò farlo, ma sono contento per loro".

"Buffon e la Juve non mi sorprendono"

"E mi fa piacere per Gigi: è una vita che aspetta di alzare questa Coppa – prosegue - Mi auguro che la vinca, dopo che altre volte c’è stato vicino, fino a sfiorarla: detto da amico ed ex compagno, uno che lo conosce bene insomma, se la meriterebbe. È l’unica cosa che gli manca. Leggo e sento che potrebbe vincere il Pallone d’oro: lui non mi ha sorpreso, neppure in questa straordinaria stagione. Perché quando è convinto e deciso di una cosa, e ha degli obiettivi in testa, fa di tutto per raggiungerli. Come non mi ha sorpreso la Juve, anche se non è mai facile vincere tutto, perché sapevo che quest’anno puntavano ad arrivare in fondo alla Champions: non mi aspettavo nient’altro che questo".

"Un saluto alla Coppa lo darei volentieri"

"Ricordo che a dicembre, quando sono tornato a Torino, ero andato a cena con Gigi e avevo parlato con altri ex compagni, ed erano convinti di avere una grande squadra, per arrivare fino alla fine. Insomma, c’era quella consapevolezza e quella voglia, che anch’io ho conosciuto. Dopodiché, una finale non è ancora la fine e il Real è una grandissima squadra: c’è da aver paura, ma come di tutti gli avversari che ti ritrovi, a questi livelli. Ma se la Juve lo affronta come sa, ha grandi chance di vincere. In fondo, nelle partite che contavano, quest’anno non ha mai sbagliato. Non penso che riuscirò a star fermo davanti alla tv, perché ogni tanto prevale l’istinto, come fossi in campo. Mi alzo e immagino qualche indicazione: «Guarda di lì, passa di là». Molto meglio giocarla, che guardarla. Conosco bene anche le notti prima della sfida: pensi a come può essere la partita e di come possono andare le cose dopo che l’hai vinta. Che puoi perderla, invece, non ti passa mai per la testa, perché la positività deve essere davanti a tutto. Mi farebbe molto piacere che la Juve vincesse, per i giocatori, la società, i tifosi: hanno ricostruito una storia fantastica, in pochi anni. So che a luglio verranno a giocare da queste parti e li andrò a trovare. E un saluto alla Coppa, lo darei volentieri".

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