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Il piccolo Bradley non ce l'ha fatta, Defoe: "Sempre nel mio cuore"

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Il bambino affetto da un neuroblastoma e grande amico di Defoe si è spento oggi poco dopo le 13.30 inglesi, come ha annunciato la famiglia su Facebbok. Ieri, durante una conferenza stampa, l'attaccante inglese non era riuscito a trattenere le lacrime provando a rispondere a una domanda dulle condizioni del piccolo

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Il piccolo Bradley, il bambino che a causa della sua straziante malattia (una rara forma di cancro chiamata neuroblastoma) ha commosso mezza Inghilterra e non solo, non ce l'ha fatta. A darne notizia la famiglia, che su Facebbok ha voluto condividere con un annuncio il proprio dolore: "Il nostro piccolo eroe è volato in cielo con gli angeli oggi alle 13:55, tra le braccia di mamma e papà, circondato dall’amore della sua famiglia. Era il nostro eroe e ha provato a combattere la sua battaglia ma evidentemente avevano bisogno di lui da un’altra parte. Non ci sono parole per descrivere il nostro dolore. Grazie a tutti. "

Le lacrime di Defoe

Oltre alla famiglia e a tutti quelli che lo conoscevano di persona, la scomparsa del piccolo Bradley avrà colpito certamente anche Jermain Defoe, l'attaccante del Bournemouth ex Sunderland che da qualche mese aveva stretto un vero e proprio rapporto d'amicizia con il bambino affetto da una rara forma di neuroblastoma. I due si sono conosciuti e più volte incontrati, con l'attaccante inglese che ha contribuito e non poco a far conoscere la storia di Bradley e ha aiutato anche economicamente la famiglia e la fondazione creata in suo nome. Proprio ieri, quando un cronista gli ha chiesto di commentare le condizioni del piccolo che si erano improvvisamente aggravate, Defoe non ce l'ha fatta a trattenere l'emozione ed è scoppiato in lacrime mentre provava a rispondere: "Quando ho conosciuto Bradley non riuscivo a credere che fosse malato, sprizzava energia da tutti i pori e la trasmetteva agli altri - ha raccontato Defoe -. Da quel momento tra noi è nato un feeling particolare. Parlo con la sua famiglia tutti i giorni e sono stato da lui pochi giorni fa. Credevo di essere preparato ma vederlo soffrire così è difficile. Bradley sta lottando, ma purtroppo è una questione di giorni prima che la malattia abbia la meglio. Sarà nel mio cuore per tutta la vita. Siamo vicini alla famiglia e li aiuteremo ad andare avanti. Ogni mattina mi sveglio e controllo il telefono pensando a lui, al suo amore e all’energia che gli ho visto negli occhi".