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Maran: "Futuro? Ora alleno il Chievo, poi vedremo"

Serie A
Rolando Maran, allenatore del Chievo (Getty)

Passato, presente e futuro. Così l'allenatore gialloblù a L'Originale. Prossimo anno, chissà: "Col presidente Campedelli c’è stima. Ci siamo dati un po’ di tempo l’anno scorso perché volevo ripartire bene. Vedremo cosa accadrà"

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Il monito è chiaro: "Vogliamo continuare a stupire". Senza fermarsi alla classifica, ai punti, alla salvezza. L'obiettivo del Chievo è questo qui: non crearsi limiti. 11esimo posto, 32 punti, Maran vuole migliorare il nono posto dello scorso anno. Intervenuto in esclusiva su Sky Sport nel corso della trasmissione "L'Originale", l'allenatore gialloblù ha parlato così del suo Chievo. Presente, passato e futuro poi, dagli esempi seguiti ai sogni da realizzare. Prima un commento su Simeone, Guardiola e Jardim: "Sono tutti allenatori che hanno confermato quello che valgono con i risultati. Vanno stimati tutti, hanno caratteristiche diverse ma riescono a dare un’identità forte alle loro squadre". Esempi: "Mi è capitato di vedere Benitez, un po’ Villas Boas e poi ho avuto la fortuna di avere poco tempo a disposizione per vedere altri lavorare".

Sull'esclusione di Bonucci - "Bonucci va in tribuna". Così Allegri in conferenza stampa, il difensore è stato escluso dalla sfida di Champions contro il Porto per il battibecco contro il Palermo. Questo il commento di Maran: "Un allenatore molte volte deve prendere delle decisioni anche difficili. Ma ci sono dei momenti in cui devi dare un segnale e probabilmente per lui, questo era il momento giusto. Se l’ha fatto, l’ha fatto a ragion veduta. Max si distingue anche per l’equilibrio. E’ arrivato alla decisione che ha ritenuto giusta". E Maran? Che avrebbe fatto? "Mi è capitato di avere delle situazioni simili da dover gestire. Non vale una regola precisa, devi capire dove sei arrivato perché alcune situazioni si sistemano da sole. Si fa un’auto-ammenda a volte e il giocatore capisce che è stata un’esternazione d’istinto. Un allenatore non può far mancare il rispetto nella squadra"- Continua Maran, conclude così sull'argomento: "Ci possono essere casi in cui si prendono decisioni che non volevi prendere". 

Sul futuro - Continua Maran: "Io faccio l’allenatore del Chievo. Col presidente Campedelli c’è stima e amicizia reciproca. Ci siamo dati un po’ di tempo l’anno scorso perché volevo ripartire col piede giusto. Quello che accadrà, vedremo. Campedelli è un presidente che tanti vorrebbero avere perché ti fa lavorare nel migliore dei modi. Il Napoli? L’ho visto bene. Ma delle nostre è quella in cui abbiamo sofferto meno. Tensione? No, certe volte alcune dinamiche possono stimolare la squadra. Delle volte il crearsi un nemico ti aiuta a trovare quelle energie mentali per superare alcuni momenti". L'importanta del senso di appartenenza secondo Maran: "E’ molto importante. Quando hai una squadra hai costruito già un bel po’ dal punto di vista morale se riesci a costruire questa tua ossatura di giocatori con senso d’appartenenza. E’ più facile andare a ottenere risultati duraturi". Domenica arriva Zeman: "Troviamo una squadra galvanizzata, nel loro momento migliore. Ma noi vogliamo tornare subito a far punti”.