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Inter, Ronaldo: "Nerazzurro nel cuore. Spalletti? Non lo invidio"

Serie A
Ronaldo Luis Nazario de Lima, oggi ambasciatore del Real Madrid (getty)

20 anni fa l'arrivo del Fenomeno a Milano: "Ricordo quei momenti, faccio ancora fatica a crederci. L'Inter ce l'ho nel cuore. Spalletti? È stratega e gestore, ma dovrà trovare in fretta la strada giusta per far camminare la squadra". Sulla Juventus: "Raccolgono ciò che hanno seminato, hanno lanciato un segnale chiaro"

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Un “Fenomeno” a Milano: venti anni fa i primi passi nel calcio italiano di Ronaldo. Il brasiliano aveva scelto i nerazzurri ed era stato amore a prima vista: “Quella scena ce l’ho davanti agli occhi. Arrivo in sede per firmare il contratto e per strada non c’è nessuno, poco dopo mi affaccio al balcone da giocatore dell’Inter e faccio fatica a crederci: una marea di bandiere nerazzurre e di gente, venuta lì solo per vedermi”, ha raccontato l’ex attaccante a La Gazzetta dello Sport. Qualche rammarico per lo Scudetto: “A me dispiace non averlo vinto: era un progetto bellissimo, era un sogno, anche se poi abbiamo capito che morì un po’ per colpa nostra e un po’ di certe forze esterne, che aiutavano la Juve. Però non baratterei quell’anno con nulla: ogni vigilia era una grande attesa, di qualcosa che si sapeva poteva succedere. Ogni partita era una festa. Era rinato lo spirito interista, e la gente mi raccontava che certe cose non si vivevano da un sacco. Io l’Inter ce l’ho nel cuore”. Sulla nuova squadra che sarà guidata Spalletti: “Parlerei per affetto, dunque non sono così attendibile. Posso dire che con Spalletti dovrebbe aver trovato non solo uno stratega del calcio, ma anche un buon gestore di un gruppo: me ne parlava benissimo Galante, ai nostri tempi, e ricordo che gli dissi ‘Fabio, avevi ragione’, quando lo affrontai da allenatore avversario. Però non lo invidio, dovrà trovare in fretta la strada dove far camminare la squadra. Perché l’Inter la aspettano tutti, da anni: i suoi tifosi, e anche l’Europa”

"Sono pronto per una nuova esperienza"

Oggi Ronaldo è ambasciatore del Real Madrid, ma non esclude nuovi progetti per il futuro: “Spieghiamoci bene: io a Madrid sto da dio, Florentino mi ha appena rinnovato di un anno il contratto da ambasciatore del Real e non c’è bisogno che spieghi cos’è il Real. Però mi sento pronto per un’esperienza diversa, chiamiamola gestionale, e per questo sto valutando l’opportunità di acquistare una società di Segunda Divisiòn: ci sono un paio di opzioni, vorrei mettermi alla prova. Un po’ come ho fatto con le Ronaldo Academy, le mie scuole calcio che sto creando in tutto il mondo. In Cina hanno avuto un impatto straordinario: per ora ne sono nate trenta, dodici già operative. Oggi lavorare con la Cina significa avere opportunità illimitate: è una delle grandi frontiere del futuro". Futuro da allenatore? Non fa per Ronaldo: "Mai. La routine è la stessa di quando fai il calciatore: troppo pesante”.

"La Juve ha lanciato un segnale, raccoglie perchè semina"

Un commento anche su Juventus-Real: “Botta psicologica? Io la vedo in un altro modo: in Europa, con due finali di Champions in tre anni, ormai ha lanciato un segnale molto chiaro. In Italia continua a sembrarmi la più forte: il progetto più serio, di una società che ha saputo gestirsi anche con realismo. Ha venduto bene, ha reinvestito, è rimasta competitiva”. Complimenti ai bianconeri: "Bellissima finale, anzitutto. Con una Juve molto più competitiva rispetto a due anni fa contro il Barcellona. Però nel secondo tempo la palla ce l’aveva sempre il Real, è stato superiore in tutto: tutto. Oggi la Juve lavora in modo molto più trasparente rispetto ai miei tempi. E raccoglie perché semina. E merita. Dire che è favorita non significa che vincerà ancora di sicuro. Magari troverà l’ultimo step di maturazione il Napoli, che ho visto giocare a tratti un calcio meraviglioso proprio contro il Real. Sicuramente il miglior calcio d’Italia dal punto di vista della bellezza”.

"Mi sarebbe piaciuto avere Mou come allenatore"

Ronaldo potrebbe lasciare Madrid: "Sono quasi sicuro di sì: uno che segna 50 gol all’anno è una sicurezza troppo grande per poterci rinunciare. Decidono i giocatori? Sempre. Ma anche se non conosco bene le sue ragioni, penso non ci sia squadra che possa trattare Cristiano meglio del Real”. Infine una battuta su due dei desideri da Ronaldo mai realizzati: "Mi sarebbe piaciuto essere allenato da Mourinho: tutti ne parlano come di un grande comandante, mi incuriosisce immaginarmi a obbedirgli. Un giocatore con il quale avrei voluto giocare? Maradona: ci saremmo divertiti tutti, no?".