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From zero to hero: la rinascita di Luis Alberto, intuizione di Inzaghi

Serie A
Luis Alberto, fantasista della Lazio (Getty)

Lui, la famiglia e una rinascita che parte da lontano: "E' l'acquisto dell'estate". Dopo una stagione negativa, il fantasista spagnolo si è preso la Lazio e sogna anche la Nazionale. E a febbraio stava per lasciare il calcio...

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Ha il ciuffo biondo, la passione per il Padel e un piatto preferito un po' particolare: "Patatine fritte con le uova". Impossibile separarlo da sua moglie: "Senza Patricia non saprei come fare". Lei l'ha seguIto ovunque e ovunque lo seguirà, sempre al suo fianco con la figlia: "Papi, 18". Tant'è che lui, dopo il gol al Milan, non si è dimenticato di loro: "Dedico questo momento alla mia famiglia, mi sono sempre stati vicini". A lado de Luis, scrive lei su Instagram. A lado de Papi. Perché Luis Alberto da San Josè ha sorpreso tutti: tifosi, addetti ai lavori, pure i compagni. Tranne Simone Inzaghi, che in estate ci ha parlato subito perché intravedeva qualcosa: "Ci servi, non partire. A valorizzarti ci penso io". Detto, fatto. "Partitazo" con la Juve e trofeo vinto. Tant'è che quando gli chiedono qual è stata la sua miglior partita lui risponde così: "Semplice, quella contro i bianconeri!". Nonostante il gol al Milan e un'esultanza che sa di rivincita: "A febbraio ho pensato di lasciare il calcio, ma ho lavorato su me stesso". Orgullo de Luis. 

LA18: from zero to hero

Dicono di lui: "Luis Alberto ci ha trascinato, è come se l'avessimo acquistato da poco!". E ribadiscono: "Luis Alberto è forte, gioca sicuro, non perde palloni".Parola d'ordine? Fiducia: "Può coprire più ruoli, è un'ottima risorsa". Quasi all'improvviso, quasi inaspettata. Perché l'anno scorso non giocava mai, giusto una decina di presenze con un gol al Genoa. Arrivò l'estate scorsa come erede di Candreva, ma qualcosa non va: la lingua, l'ambientamento, uno style of play del tutto particolare, forse indisciplinato e senza dettami tattici di fondo. "Fallimento". Facile etichettarlo come tale dopo una stagione negativa, tra le sirene di un ritorno a casa e la perseveranza di Simone Inzaghi, come a ribadire un concetto in cui credeva: "Aspettiamo, le qualità ci sono". E infatti sono uscite fuori: ad Auronzo sempre titolare, in Austria pure. Inzaghino l'ha provato anche da regista, modificando il suo 352 proprio per lui: Luis Alberto lì davanti e qualità del gioco migliorata, verticalizzazioni come se piovessero. Come gli obiettivi: "Voglio giocare la Champions con la Lazio". Inzaghi incrocia le dita.

"Sogno la Nazionale spagnola"

Luis Alberto non si ferma, segna e sogna: "Il mio obiettivo è la Nazionale spagnola". Concorrenza? Tanta, tantissima. Un percorso difficile, ma non impossibile (Luis ha 24 anni). Forse un anno fa, quando lo spazio era pochissimo e la titolarità un miraggio lontano. Adesso, però, l'ex Depor ha trovato una sua stabilità, legata anche al bel rapporto con lo spogliatoio: i compagni, infatti, tifano per lui e sono i primi a commentare le sue foto. Strakosha docet: "Bravo frate!". Confianza, fiducia. E' questo il segreto. Come il ciuffo biondo, il Padel e le patatine fritte con le uova. Più la sua famiglia, guai a togliergliela: "Siempre a lado de Papi".