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Bologna-Inter, ecco perché il Var non poteva intervenire

Serie A

Lorenzo Fontani

Rigore guadagnato da Eder e trasformato dal solito Icardi (Getty)

Riguardo al rigore concesso all'Inter si può discutere su tutto, ma non su un punto: il Var non poteva intervenire. L'arbitro Mariani, posizionato nella cabina di regia del Dall'Ara, non aveva appigli per suggerire al collega in campo Di Bello di rivedere la propria decisione

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Mancava quindi il presupposto che è frutto di una domanda semplice quanto importante. La domanda che si deve fare il Var NON è: "La decisione dell'arbitro era corretta?", MA: "La decisione dell'arbitro era chiaramente sbagliata?". In mancanza di una risposta affermativa al secondo interrogativo, il Var NON deve richiamare l'arbitro. In teoria, non dovrebbe nemmeno "aprirsi" in cuffia per comunicargli un rassicurante "tutto ok" (cosa che sembra essere accaduta a giudicare dalle immagini) ma limitarsi a un "controllo silente".

E' da sfatare anche la discussione sull'arbitro che chiama il Var o il contrario. Tranne casi rari (ad esempio se ha un dubbio in mischia sul colpevole di una scorrettezza), l'arbitro NON chiama nessuno. E' il suo collega al video che controlla e, se ravvisa un errore CHIARO, interviene. Facendo correggere la decisione se si tratta di un dato oggettivo (fuorigioco) o suggerendo all'arbitro di andare personalmente a rivedere l'episodio se c'è da interpretarlo (come abbiamo puntualmente visto nelle prime giornate in caso di rigori revisionati, da Maresca in poi).

Un altro luogo comune da spazzare via è quello del DANNO PROCURATO: sul regolamento NON esiste, anche se è ovvio che non vedremo mai un fallo sanzionato in assenza di una qualche conseguenza per l'avversario. Il concetto da valutare in un caso come quello di Bologna è semmai quello di NEGLIGENZA.“Negligenza”, ci dice il regolamento, significa che "il calciatore mostra una mancanza di attenzione o considerazione nell’effettuare un contrasto o che agisce senza precauzione". Ciò che fa Mbaye su Eder rientra in questa definizione? O è un contatto del tutto fortuito nel quale il bolognese non ha la benché minima responsabilità? La risposta non è scontata e ognuno può dare la sua. Di certo, il Var Mariani non ha avuto bisogno di porsela. E anche se il rigore non fosse stato concesso, sarebbe dovuto rimanere in silenzio, "supportando", come si dice in gergo arbitrale, la scelta di Di Bello.