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De Laurentiis: "Scudetto? Juve preoccupata, ma i conti li facciamo a marzo. Altri 10 anni con Sarri"

Serie A

Il presidente del Napoli ha parlato al Corriere dello Sport. Dalla lotta scudetto con la Juve al rapporto speciale con Sarri, ma non solo: "Campionato o Champions League? Mai porre limiti alla provvidenza"

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Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato al Corriere dello Sport. Dalla sfida scudetto con la Juventus al rapporto con Sarri, passando per il contratto di Reina all'utilizzo del VAR, tanti gli argomenti toccati dal numero 1 azzurro.

"Abbiamo più certezze, la Juve è preoccupata"

De Laurentiis non ha dubbi, questo può essere l'anno giusto per il Napoli: "Abbiamo più certezze rispetto allo scorso anno. Ma a marzo faremo i conti. Peccato aver perso Milik, però almeno stavolta potrebbe rientrare già all'inizio del 2018, ci sarà una sosta lunga che potrebbe agevolare il recupero del ragazzo. Inglese? Se sarà necessario arriverà a gennaio. Lo scudetto? La Juve è legittimamente preoccupata, un po' nervosa: lo sarei anche io al loro posto. Vincono lo scudetto da sei anni, può darsi che abbiano un po' di ansia. La scelta di cedere campioni come Pogba, Bonucci e Pirlo le ha tolto parecchio. Io non li avrei venduti..." E, a proposito di campioni da tenere, De Laurentiis si sofferma anche sui suoi gioielli blindati: "Con Mertens avevamo è stato un rinnovo complicato perché nel frattempo aveva anche cambiato agenti. Per Insigne ci sono voluti sei-otto mesi, ma la nostra volontà è stata sempre quella di consolidare un organico competitivo e alla fine sono rimasti tutti. Reina? Vorrebbe tre anni di contratto, troppi per il fatturato del Napoli. Un lusso. Preferisco valutarlo ancora anno dopo anno, poi si vedrà".

"Innamorato di Sarri, spero resti qui almeno 10 anni"

Un capitolo a parte merita l'allenatore toscano: "Sta crescendo, arricchendo la sua già enorme cultura calcistica. Il gruppo che ha a disposizione è numeroso e di qualità, qui può divertirsi a lungo, fin quando vuole. La clausola da 8 milioni? Io di Sarri sono sempre più innamorato, perché non è un rompiscatole: spero resti con noi almeno altri dieci anni. La clausola non mi preoccupa e se la salute mi assiste vedremo dei gloriosi anni azzurri. Quando volli Sarri ci furono striscioni di contestazione, oggi la gente del San Paolo si diverte e può pure permettersi qualche sfottò vista la posizione in classifica. Campionato o Champions? Mai mettere limiti alla divina provvidenza..." Un altro allenatore che ha conquistato De Laurentiis è Di Francesco: "Mi ha sorpreso positivamente, è già competitivo. La Roma ha perso tasselli importanti e tra l'altro lì c'è un senso critico più sviluppato rispetto a Napoli".

"Benedetto il VAR"

Infine, uno sguardo d'insieme sul calcio italiano. A cominciare dal VAR: "Che sia benedetto. Sono piccole soste che danno aria, come se fossero dei time out. Il VAR ha fatto sì che la figura degli arbitri si sia elevata, c'è più onesta in campo". Sulla sproporzione tra i club in Serie A, De Laurentiis ammette: "E' evidente. Il campionato a 20 squadre non è veritiero: c'è chi viene in A solo per prendere il paracadute della retrocessione, un'invenzione di Lotito per guadagnare consenso. Soluzioni? Migliorare i risultati economici".