In Evidenza
Tutte le sezioni
Altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Borja Valero: "Potevo andare in Cina, Spalletti è stato decisivo. L'Inter un passo avanti"

Serie A
Borja Valero, centrocampista dell'Inter (getty)

Lo spagnolo racconta l'addio alla Fiorentina: "Non andavo d'accordo con Corvino, ma coi tifosi mi sono lasciato bene. La scelta dell'Inter? Non dettata dai soldi, altrimenti sarei andato in Cina. Spalletti ha insisto per avermi"

Condividi:

Borja Valero si è preso l’Inter. Luciano Spalletti lo considera l’anima della trequarti e, dopo quasi 10 mesi (l’ultimo in campionato il 23 febbraio), l’ex Fiorentina è tornato anche a segnare un gol: decisivo quello di lunedì sera al Bentegodi che ha regalato altri tre punti ai nerazzurri contro l’Hellas Verona. Lo spagnolo ha raccontato a Marca Plus il suo impatto con la nuova realtà, a partire dall’addio a Firenze: "Quando mi hanno chiamato, mi hanno chiesto di fare esattamente quello che facevo alla Fiorentina, ovvero essere costante e fare bene il mio lavoro. Io sono un operaio del calcio. Ero convinto che avrei chiuso la carriera a Firenze ma si sono venute a creare tutte le condizioni per venire all'Inter e so di essere fortunato ad avere avuto questa chance alla mia età”, ha ammesso. “Pantaleo Corvino aveva un modo di pensare diverso dal mio, non andavamo d'accordo e il rapporto si è rotto. Non potevo rimanere in un posto dove non andavo d'accordo con quello che era il mio capo”.

"L'idea di lasciare Firenze mi dava le vertigini, ma l'Inter è un passo avanti"

Irresistibili le avance nerazzurre: “Ho deciso di ascoltare le varie offerte”, ha continuato Borja Valero. “Luciano Spalletti è stato quello che ha insistito per avermi, mi ha dato molta fiducia. Non è stata una questione di soldi, altrimenti sarei andato in Cina il Natale scorso, mi offrivano tre volte quello che mi ha offerto l'Inter. Con i tifosi della Fiorentina mi sono lasciato bene, perché hanno capito la mia posizione. Sono stato sincero con loro e quando le cose si sono messe male loro sono sempre stati dalla mia parte. Ma io davo per scontato il fatto che avrei chiuso a Firenze. L'idea di lasciare la città mi dava quasi le vertigini. Sono uscito dalla mia zona di comfort ma questa è stata anche una motivazione in più per cambiare, perché si pensa che alla mia età un giocatore è già in fase calante. E invece venendo all'Inter ho fatto un passo avanti”. Lo spagnolo ha parlato anche del modo di giocare dell'Inter: "Giochiamo con due centrocampisti centrali e il mio compito è dare un contributo nel possesso palla e fare assist sulla trequarti. È molto diverso rispetto alla Fiorentina, ci sono grandi aspettative e da molti anni non si vince nulla. C'è molta pressione e devo adattarmi”.