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Serie A, le migliori giocate della 38^ giornata

Serie A

Emanuele Atturo e Marco D'Ottavi

Il calcio di punizione perfetto di Caprari, la grande parata di Handanovic, la rimessa laterale di Ola Aina e altre grandi giocate dall'ultima giornata di campionato

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L’ultima giornata di campionato è stata un bello spettacolo. L’Empoli ha provato fino all’ultimo a guadagnarsi la salvezza, mentre Milan, Atalanta ed Inter hanno dato luogo ad una girandola di scambi di posizione fino agli ultimi minuti. Tra partite amichevoli e partite all’ultimo respiro anche questa settimana la Serie A si è riempita di giocate spettacolari: solo tra quelle che non abbiamo messo qui possiamo citare le parate di Dragowski, il gol del Sassuolo, i tentativi di Quagliarella di migliorare il suo record di gol. Insomma anche questo campionato è arrivato al termine e già ci manca l’idea di poterci stropicciare gli occhi grazie alle giocate spettacolari dei migliori calciatori della Serie A.

La progressione di Lorenzo Pellegrini

Nel giorno dell’addio di De Rossi, Pellegrini è sembrato quello più emotivamente coinvolto. Forse perché ci teneva a fare bella figura, anche in una partita dal poco valore di campo, Pellegrini è stato tra i migliori giocando una partita di alto livello tecnico.

Per il centrocampista della Roma può essere stata la stagione della svolta: dopo aver perso il posto da titolare, averlo ritrovato in un ruolo diverso - trequartista - sembra averlo fatto crescere sia a livello tecnico che mentale. Oggi Pellegrini è uno dei giocatori più validi della rosa della Roma e - chiunque sarà il nuovo allenatore - dovrà trovargli il posto migliore in campo.

Pellegrini è infatti un giocatore duttile, che può fare bene più cose: associarsi con i compagni, trovare linee di passaggio non banali, tentare azioni personali. Qui riceve proprio da De Rossi e dopo aver resistito ad un primo contrasto, si avventura tra le maglie della difesa del Parma con un gioco di gambe rapido ed efficace che gli permette di liberarsi un ottimo spazio per il tiro.

La rimessa Laterale di Ola Aina

Spesso ci troviamo a fare lodi sperticate a portieri in grado di eseguire giocate importanti con i piedi, perché ovviamente non li consideriamo nella loro comfort zone. Allo stesso modo la rimessa di Ola Aina è una giocata improbabile, che sovverte l’idea per cui le cose importanti a calcio si fanno con i piedi.

Di assist con le mani non se ne vedono spesso in giro, non esiste neanche una statistica che possa aiutarci in qualche modo. Potrebbe essere il primo assist da rimessa laterale della stagione, reso ancora più improbabile dal fatto che non è un assist per una giocata a due-tre tocchi o per un colpo di testa, ma le mani di Ola Aina tirano fuori un lancio che scavalca la difesa della Lazio sul primo palo per arrivare a premiare il taglio di Iago Falque che può colpire al volo di sinistro.

Ogni tanto quando vediamo un bel passaggio ci viene istintivo dire che “è stato fatto con le mani”, per sottolineare come sia più facile essere precisi rispetto che usando i piedi. Eppure quando parliamo di lanci così lunghi sembra più vero il contrario: Ola Aina ha eseguito una rimessa laterale come se l’avesse fatta con i piedi.

L'azione dell'Empoli e la grande parata di Handanovic

Inter Empoli è stata una delle partite più divertenti della stagione, soprattutto nel concitato finale in cui la squadra toscana ha cercato in tutti i modi di trovare il gol del pareggio, che sarebbe significato salvezza per loro e perdita del posto in Champions League dell’Inter, dopo averlo tenuto abbastanza saldamente per tutta la stagione.

Al minuto 92’, l’Empoli è riuscita a costruire l’azione più bella della partita, un triangolo stretto tra Ucan, Farias e Caputo che ha permesso al turco di aggirare il recupero di D’Ambrosio e trovarsi in buona posizione davanti ad Handanovic. Se nel primo tempo Dragowski aveva tenuto a galla l’Empoli, con un paio di parate che potevano trovare spazio in questo pezzo, qui è stato Handanovic a superarsi e dimostrare che il premio di miglior portiere della Serie A se l’è meritato.

Questa uscita a chiudere lo specchio a Salih Ucan “vale una stagione”, Handanovic l’effettua con una rapidità ed un tempismo perfetti che in qualche modo scagiona anche il giocatore dell’Empoli, per cui è difficile anche solo immaginarsi una giocata che gli avrebbe permesso di battere il portiere dell’Inter.

Handanovic aveva già fermato Farias con una grande uscita bassa, ripetendosi nel finale: in un calcio in cui i portieri devono saper occupare al meglio tutta l’area la sua bravura in questo fondamentale è stata un grande vantaggio per l’Inter.  

Il tunnel di Meite nel gol di Lukic

In una seconda parte di stagione avara di storie, il Torino di Mazzarri si è conquistato un posto al sole riuscendo ad ottimizzare il suo calcio fino a renderlo efficace. Un calcio aggressivo, che richiede molto sforzo e reattività, soprattutto ai centrocampisti, chiamati ad essere decisi nel recupero del pallone e verticali nelle ripartenze.

Meite ha dimostrato lungo tutta la stagione di essere perfetto in questo sistema, grazie ad una fisicità molto sopra la media ed una capacità di giocare sempre ad un alto livello di intensità. La giocata che mette Lukic davanti alla porta è sintomatica delle qualità di questo centrocampista arrivato un po’ di nascosto dal Monaco, ma che è stata una delle più belle sorprese del Torino. Con la punta del piede destro elude l’aggressione di parolo facendogli passare la palla in mezzo alle gambe, accelera in conduzione seguendo una traccia centrale su cui i giocatori della Lazio non riescono a recuperare e poi non appena il centrale della Lazio stringe verso di lui, esegue un perfetto filtrante con il piatto destro che mette Lukic davanti alla porta.

La punizione di Caprari

Tirare una punizione sotto l’incrocio dei pali, lo sappiamo, è piuttosto complicato. Farlo dal lato “sbagliato” rispetto al proprio piede forte è ancora più complicato, non ci si può permettere di imprimere solo un effetto a rientrare ma dosarlo anche leggermente verso l’esterno. Per farlo bisogna avere una sensibilità tecnica sul piede che calcia che appartiene a pochi giocatori. Caprari non è certo Messi, ma ha il piede piccolo dei grandi dieci sudamericani. È un tipo di informazione che su internet non si trova, ma si può scommettere che Caprari abbia meno di 40, e quando calcia questa punizione sembra farlo con uno strumento piccolo, dolce e ricurvo, in grado di abbracciare la palla con calore per metterla dove preferisce.

Caprari quest’anno ha giocato poco, per qualche problema fisico e anche perché Giampaolo non si fida mai completamente di lui e preferisce usarlo come arma tattica a partita in corso. Caprari però è riuscito a mettere insieme comunque 6 gol in poco più di mille minuti giocati.

Il dribbling e l’assist di Gomez per Pasalic

All’ultima giornata è tempo di celebrazioni, e in una stagione in cui Zapata e Ilicic hanno rubato la scena a tutti, definendosi non solo tra i migliori giocatori della “Dea” ma della Serie A in assoluto - bisogna parlare della grandissima stagione del “Papu” Gomez. Perché l’impressione è che da un paio d’anni si sia cominciato a parlare di Gomez un po’ in tono minore, proprio perché finisce sul tabellino meno dei suoi compagni di squadra.

Gomez quest’anno ha giocato più lontano dalla porta e, spostato trequartista, ha svolto tante funzioni diverse. Il comun denominatore di tutto è la sua incredibile capacità nel portare palla e difenderla, e quest’azione ne è una dimostrazione fin troppo chiara. Gomez ad esempio non riesce a dribblare Magnanelli sul primo passo - come magari avrebbe fatto qualche anno fa - ma deve aggiungere un ricamo in più, girarsi, spostarla all’indietro con la suola, resistere al centrocampista del Sassuolo che gli tira la maglia. In questo dribbling c’è tutto il “Papu” Gomez, e anche la sensibilità con cui crossa di sinistra, una palla lenta che Pasalic spinge in rete, non ha niente di banale è testimonia invece la grande ricchezza tecnica di un giocatore che da anni rende la Serie A un campionato più bello.