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Il Napoli ritrova la sua coppia: Kvaratskhelia fa Osimhen, Osimhen fa Kvaratskhelia

la coppia

Marco Salami

Il georgiano pacato ha preso in prestito la furia agonistica dell'attaccante nigeriano: la stizza dopo i due pali, la rabbia al gol ritrovato. Osimhen ha invece indossato la maschera del collega supereroe dello scudetto: ha segnato senza esultare, è uscito dal campo, placido, stringendo la mano a Rudi Garcia. E il Napoli è ripartito

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Indossare l'uno la maschera da supereroe dell'altro. Scambiarsi di ruolo, non in campo, ma nella testa. Perché anche di testa il Napoli è ripartito dopo tre partite senza vincere. Troppe, per la squadra che ha cannibalizzato il campionato dello scorso anno e che, oggi, veste il tricolore sul petto. Il Napoli "riparte veramente" (tweet ADL) con tre punti, dopo una tre giorni intensa e coi due simboli - su tutti - dello scudetto. Ma a parti invertite. Da una parte Kvara, il georgiano pacato che sembra spuntato dal nulla: ha abbandonato l'esultanza "della buonanotte" dello scorso anno per lasciare spazio al volto deformato dalla grinta; la frustrazione dopo i due pali colpiti, la stizza per la sorte avversa, la rabbia al gol che mancava da troppo tempo. Perché ieri Kvara sembrava Osimhen. E invece Osimhen, da parte sua, sembrava Kvara. L'attaccante tornado che va sempre a mille all'ora ha preso in prestito il temperamento mite del collega col 77: ha segnato, ha controllato la bandierina del guardalinee, niente corse; braccia aperte per un abbraccio collettivo. Dopo la sostituzione rabbiosa di Bologna, è uscito, placido, stringendo la mano a Rudi Garcia, ha ceduto un rigore. E così il Napoli ha ritrovato la sua coppia.

Digiuno spezzato

Che si era "persa" (si fa per dire) per tre partite: zero gol, zero assist, di entrambi. E appena due punti contro Lazio, Genoa e Bologna. Senza il loro timbro il Napoli non ha vinto. Sono tornati e, contestualmente, lo hanno fatto anche i tre punti. Veniamo ai numeri: Kvaratskhelia non segnava dal 19 marzo scorso (in A e in assoluto): sei mesi di assenza (da non scordare: con l'estate in mezzo), 189 giorni di digiuno per chi sembrava giocare con la bacchetta magica. Una finta, due, l'avversario - o gli avversari - da una parte, e lui in gol. O in assist. Con l'Udinese ne ha fatto uno e mezzo: quello per Simeone e il rigore procurato. Rivederlo sorridere (si fa per dire, vista l'esultanza rabbiosa) cancella i dubbi e riporta alla mente i dati complessivi in azzurro: dall'inizio della scorsa stagione Kvara è riuscito a segnare e fornire assist nella stessa partita per sei volte: un primato condiviso col solo Lionel Messi nel periodo nei top cinque campionati europei. Seguono Neymar e Openda (5).

La maschera di Osimhen

E poi Osimhen, dopo la tre giorni di fuoco tra rigori, sostituzione di Bologna, TikTok e Instagram. Ha risposto, appunto, con rigore. Inteso nei modi e come quello ceduto a Zielinski, assist un po' di Kvara e un po' suo ("ha fatto un assist anche lui, visto che doveva tirarlo ma l'ha ceduto a Zielinski" - parole di Garcia). E poi, ovviamente, ha fatto quello che gli riesce meglio: segnare, per poi provarci ancora. È uscito dopo un'ora di gioco senza polemica. Insieme, lo scorso anno, hanno messo insieme 38 gol in campionato e 45 in stagione, 67 pensando anche agli assist. Supereroi veri che, ieri, si sono scambiati la maschera.