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Associazione Italiana Arbitri, scoppia la grana dismissioni

Serie A
Lorenzo Fontani

Lorenzo Fontani

Secondo alcuni pareri andrebbe rivisto il meccanismo di conteggio delle stagioni di militanza che - arrivati a 10 e rimanendo fuori dai primi 25 posti della graduatoria di merito - comportano l'uscita dall'organico arbitrale. C'è il rischio di ricorsi da parte dei dismessi. Intanto si starebbe sbloccando la nomina di Domenico Messina come nuovo Direttore Tecnico

Non c'è pace per l'Associazione Italiana Arbitri. Dopo la squalifica del presidente Zappi, l'autosospensione del designatore Rocchi per l'inchiesta della Procura di Milano (della quale ormai da un mese non si sa più nulla...), il rischio di commissariamento scongiurato (per ora) dal parere contrario del Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, l'esposto - federale e penale, sempre presso il pm Ascione - della sezione dell'Aquila per presunte manovre volte a penalizzare l'arbitro Dionisi in vista delle dismissioni, ora arriva un'altra grana che potrebbe inceppare proprio quest'ultimo meccanismo, quello dei promossi e - soprattutto - dei bocciati di fine stagione, con alto rischio di ricorsi da parte di chi si troverà messo alla porta.

 

E' infatti emerso un passaggio poco chiaro del regolamento riguardo al conteggio degli anni di anzianità dei direttori di gara. Com'è noto, gli arbitri che raggiungono un cumulo di 10 stagioni tra serie A e B possono essere confermati in organico soltanto se terminano la stagione entro il 25esimo posto nella graduatoria di merito finale. E' su questo che poggia appunto il caso-Dionisi con il relativo esposto, secondo il quale ci sarebbero state scelte sugli osservatori e voti sospetti che avrebbero garantito al "decenne" Rapuano il 25esimo posto penalizzando Ferrieri Caputi e condannando indirettamente l'arbitro aquilano (che sarebbe l'ultimo dei dismessi per graduatoria in caso di permamenza nei ruoli di Rapuano). 

 

Ebbene non è detto che Rapuano non si sarebbe "salvato" a prescindere. E non è detto che non si salvino a questo punto anche Abisso e Pezzuto, altri due che avrebbero raggiunto la fatidica soglia delle 10 stagioni e che a quanto risulta sarebbero fuori dai primi 25 (stessa situazione per Piccinini che però potrebbe essere comunque condannato dalla classifica generale). Cosa è successo? E' successo che quando fu introdotta questa norma, nel 2023, si stabilì che ai fini dell'anzianità di servizio non venissero considerate le stagioni 2021-22 e 2022-23 e si riprendesse il conteggio dalla stagione 2023-24: una sorta di "cuscinetto" per alleggerire l'impatto della novità. Esclusi quei due anni per l'appunto Rapuano e gli altri arriverebbero a 10 stagioni di militanza tra CAN, CAN A e CAN B. Ma c'è un ma: un anno fa infatti la regola è stata corretta in modo poco chiaro, lasciando il termine del 2021 per il conteggio del pregresso ma cancellando quello del 2023 per la ripartenza del "contatore", senza aggiungere esplicitamente quando si sarebbe dovuto riprendere il calcolo. E così lasciando spazio a due interpretazioni opposte, una secondo la quale quel periodo di cuscinetto non sarebbe più esistito, un'altra secondo la quale, entrando in vigore il nuovo regolamento dal 1° luglio 2025, le stagioni "congelate" diventerebbero quattro, e si riprenderebbe a contare da quella appena conclusa, 2025-26. Una differenza non da poco, visto che ne va della carriera degli arbitri. 

 

Urge chiarimento, e le richieste sono già partite: se passasse l'interpretazione dei 4 anni di "stop" del contatore (ci sarebbero già dei pareri in questo senso) ne discenderebbe intanto che Rapuano si sarebbe salvato comunque, e questo secondo qualcuno potrebbe "depotenziare" l'esposto riguardante Dionisi, ma soprattutto che gli altri "beneficiari" - salvandosi - condannerebbero un numero equivalente di colleghi agli ultimi posti della graduatoria. Con conseguente rischio di ricorsi. Una grana non da poco, che sta agitando il Comitato Nazionale, all'interno del quale non ci sarebbe una posizione univoca. Come uscirne? Un'ipotesi che pare stia circolando è quella di chiedere alla Figc di congelare per quest'anno le dismissioni, vista anche la stagione a dir poco travagliata, ma questo vorrebbe dire aumentare l'organico di 5 unità (i promossi dalla CAN C), esattamente il contrario di quello che si auspicava in Via Allegri (e che aveva in mente Rocchi, prima di venire travolto da una vicenda nella quale lui stesso aspetta ancora di capire quali sarebbero i profili penali). 

 

Se non altro, intanto, potrebbe sbloccarsi a breve la nomina di Domenico Messina come nuovo Direttore Tecnico (la nuova carica istituita anche per marcare la separazione tra parte politica e tecnica, della quale l'AIA ha urgente bisogno), già rimandata quando sembrava cosa fatta: l'ex arbitro internazionale e designatore della serie A, nelle ultime stagioni responsabile prima degli arbitri ciprioti e poi serbi, avrebbe incassato le rassicurazioni dei due candidati alla presidenza della Figc, Abete e Malagò, e quindi il Comitato Nazionale dell'AIA potrà nominarlo senza rischiare di ritrovarsi senza l'interlocutore che deve procedere alla firma, per l'appunto la Federcalcio. Tra i suoi compiti ci sarà anche quello di indicare i designatori: l'opzione Orsato, com'è noto, rimane quella in pole position.

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