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Palermo, l'umiltà di Tedino: "Io come Sarri? Non sono degno del paragone". E su Nestorovski: "Importante il suo ritorno"

Serie B

L’allenatore del Palermo è intervenuto in conferenza stampa in vista del prossimo impegno di campionato contro la Cremonese. Tra la questione legata al rientro di Nestorovski dalla Nazionale macedone e un paragone con Maurizio Sarri, ecco le sue parole

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Obiettivo continuità. In serie positiva da tre gare, dopo il pareggio esterno dell’ultimo turno contro il Pescara il Palermo è pronto ad affrontare una nuova complicata trasferta. Prossimo avversario la Cremonese, dietro ai rosanero – secondi in classifica - soltanto di un punto. Per la sfida contro gli uomini di Tesser Bruno Tedino potrà contare anche su Ilja Nestorovski, rientrato dalla convocazione della Nazionale macedone su richiesta dello stesso club siciliano. Fattore importante secondo l’allenatore del Palermo, che in conferenza stampa ha commentato così la situazione: "In passato siamo rimasti senza i giocatori impegnati con le Nazionali e non abbiamo mai cercato alibi – ha detto Tedino -, adesso avremo anche altri giocatori a disposizione, ma non è che siamo diventati molto più forti. Le squadre che vincono sono quelle che vanno in campo con fame, voglia ed energia, ovvero gli stimoli giusti. Io però sono contento che Nestorovski, ma anche Chochev e lo stesso Jajalo, hanno messo la faccia di fronte alle loro Nazionali per il bene del Palermo. Penso sia un segnale importante per tutta la città, perché senza la loro volontà probabilmente non sarebbe successo nulla e non sarebbero tornati. Siamo soddisfatti, la nostra società si è dimostrata ricca di buon senso. E chiaramente grazie al ritorno di questi giocatori andremo a Cremona con dei vantaggi, avendo a disposizione giocatori forti che proveranno a vincere in tutti i modi".

Io come Sarri? Non sono degno di questo paragone

Non soltanto la prossima sfida di campionato, Tedino ha parlato anche del paragone fatto dal patron del Palermo Zamparini tra il suo allenatore e Maurizio Sarri: "Ma che Sarri... Io conosco Maurizio in maniera molto precisa dal 2004, non sono degno di questo paragone – ha detto l’ex Pordenone -. Probabilmente esistono delle situazioni parecchio analoghe, anche Sarri è emerso a fatica dalla Serie C. Lui nasce al Sansovino, era riconosciuto molto per le palle inattive, ma quando ci ho giocato contro da allenatore della Pistoiese si vedeva che faceva un calcio molto propositivo. Poi ha avuto la possibilità di lavorare con una società come l'Empoli che ha creduto nel suo operato e adesso è un allenatore tra i primi cinque al mondo. Mi ricordo che quando ci siamo affrontati mi fece anche i complimenti, ma di sicuro non posso essere paragonato a lui. Magari più avanti, quando farò qualcosa in più, allora sì. Ma adesso sono soltanto un tassello piccolissimo di un puzzle da 3000 pezzi, mente lui ne ha già costruito uno da 1000".