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Parma, Calaiò: "In Lega Pro ci vuole ignoranza"

Serie C - Lega Pro
Emanuele Calaiò, attaccante del Parma (foto parmacalcio1913.com)

E’ stato l’uomo decisivo nella sfida con il Pordenone, il club ha deciso di esporre la sua maglia nel museo della società. L’attaccante: "Il gol per me conta relativamente, a trentaquattro anni credo di non dover dimostrare nulla a nessuno"

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Ventiquattro presenze e 10 reti con la maglia gialloblù, Emanuele Calaiò è una pedina fondamentale nella formazione allenata da D’Aversa. Anche nell’ultima gara contro il Pordenone l’attaccante è stato molto improntante per il raggiungimento della vittoria. Mentre la squadra prepara il prossimo impegno con l’AlbinoLeffe, lo stesso calciatore si presenta in sala stampa per parlare di se stesso, della squadra e di una iniziativa importante della società dopo la rete in rovesciata dell’ultimo turno: "La società ha deciso di mettere la mia maglia nel Museo del Parma appena inaugurato. E’ una scelta che mi onora, vederla lì è straordinario, un’emozione che mi porterò dentro sino alla fine della mia carriera. Contro il Pordenone è arrivato il 160° gol in partite ufficiali tra i professionisti. Sono numeri davvero importanti ma solo se la squadra alla fine vince. Per i tifosi e per noi qualche sofferenza in meno sarebbe meglio anche se è sempre bello vincere le partite così; significa che siamo una squadra con carattere e volontà".

Sull’ultima gara giocata e vinta -
"Dopo il furto di Venezia - continua l’attaccante - pareggiare o perdere domenica con il Pordenone sarebbe stato davvero brutto. L’atteggiamento è l’aspetto più importante e siamo molto felici perché la vittoria ci dà morale. Una gara vinta in questo modo, può essere un crocevia in una stagione, anche se ci sono tante tante partite ancora da giocare ed è presto per dirlo. Nel girone di ritorno dobbiamo fare più punti rispetto all’andata, dobbiamo accelerare soprattutto ora che siamo in buona condizione. Domenica è stata una bella soddisfazione per tutti e quelli sono momenti che dobbiamo portarci dentro sino a fine anno. Quella palla al 92′ l’ho annusata e l’ho sognata e sapendo che la rovesciata è un colpo che ho nel mio repertorio, non mi sembrava vero. Faccio le cose che mi vengono e mi piacciono, quelle difficili, e non ci ho pensato due volte".

Sull’allenatore e sul gruppo - "In questi due mesi D’Aversa è stato bravissimo a gestire la squadra e a migliorare sia le lacune in campo che quelle mentali. Non eravamo sereni, era dall’inizio della stagione che dicevamo che con i nomi non saremmo arrivati da nessuna parte. In Lega Pro, serve l’ignoranza giusta. In questo momento si vince con intensità e decisione e se pareggiamo l’atteggiamento con gli avversari emergono le nostre qualità. Non è facile per alcuni ragazzi stare fuori allenandosi bene ma il Parma ha una rosa ampia. Sono arrivati giocatori importanti e la forza della squadra deve essere il gruppo. Chi non gioca deve mettere in squadra un clima di competizione capace di far rendere tutti. Il mister non guarda in faccia nessuno, Nunzella e Mazzocchi per esempio, domenica sono entrati benissimo in partita dalla panchina e non era per nulla facile o scontato", ha aggiunto Calaiò.

Sugli obiettivi -
Infine, sulla società e l’importanza del Parma, l’ex Napoli aggiunge: "Sono venuto qui con l’idea di sposare un progetto importante. Ho firmato un triennale con una società gloriosa in una città importante. Non potrei chiedere di meglio, la mia felicità non deriva dall’essere l’idolo della settimana e il gol per me conta relativamente; se la squadra vince con doppietta di Frattali a me va benissimo. A trentaquattro anni credo di non dover dimostrare nulla a nessuno, voglio solo portare la mia esperienza a disposizione della squadra e sono felice di aver dato una gioia ai tifosi e al gruppo. Dobbiamo credere al primo posto fino alla fine".