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Formula 1, GP Messico. Ricciardo dal Giappone al Messico: dopo la pole, l'urlo è di gioia

Formula 1

Mara Sangiorgio

Una pole che sa di riscatto dopo la rabbia e la frustrazione di questi mesi: Daniel Ricciardo scatterà davanti a tutti in Messico. Ha beffato di 26 millesimi il compagno Verstappen che per tre sessioni era stato sempre il più veloce. La Ferrari sa che la sua forza è nel motore, Hamilton è prudente ma pronto a festeggiare il titolo. Il GP è in diretta su Sky Sport F1 e su Skysport.it in live streaming

GP MESSICO, LA GARA QUI IN LIVE STREAMING

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Da un urlo a un altro, da Suzuka a Città del Messico. In mezzo un mese e una marea di emozioni da prendere a pugni un muro, letteralmente. La pole position di Daniel Ricciardo è la pole della determinazione e sicuramente della liberazione, 13 gare dopo quella conquistata a Montecarlo. Dall'olimpo del Principato poi, mai sul podio e all’attivo ben cinque ritiri. Ma Ricciardo ci ha creduto soprattutto qui, lui solo contro tutti – vista la delusione di parte del box Red Bull – ha beffato di 26 millesimi il compagno Verstappen che per tre sessioni era stato sempre il più veloce. L’olandese, che ancora una volta ha dato la colpa a quel motore Renault che tra tre gare saluterà, ha perso per ora la grande occasione di diventare così il più giovane poleman di sempre. 

La Red Bull non metteva due macchine in prima fila dal 2013 ed è tornata a farlo qui, su una pista che l’ha fatta rinascere anche in qualifica. Ora questa conquista bisognerà difenderla, perché dalla seconda fila e con un lunghissimo rettilineo che porta alla prima staccata Hamilton terzo e Vettel quarto ci proveranno sicuramente, anche grazie alle scie e alle loro power unit, ad attaccare subito i due davanti come già si è visto dodici mesi fa. La Red Bull già venerdì a dimostrato di saper gestire al meglio le gomme. La forza della Ferrari e Vettel sta sicuramente nel motore. E poi c’è Hamilton, che punta anche lui alla vittoria ma che dentro di sé sa che gli basta un settimo posto per urlare di gioia per la vittoria più grande. Quella del quinto Mondiale.