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MotoGP, Dovizioso: "Commosso dalle mie imprese. Totti e Del Piero due esempi"

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Il pilota della Ducati è pronto per il 2018: "E' stata una stagione strepitosa, ripartiremo da lì. Lorenzo lotterà per il titolo. Marquez? Probabilmente il più forte mai affrontato, Valentino è un grande in tutti i sensi"

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Il 2018 di Andrea Dovizioso si preannuncia elettrico. Gli impegni non mancano, a partire dalla presentazione della nuova Desmosedici del prossimo 15 gennaio a Borgo Panigale e proseguendo con la prima sessione di test dal 28 al 30 a Sepang. Il vicecampione del mondo della Ducati non vede l'ora di tornare a lottare per il Mondiale: "Sia io sia la squadra siamo consapevoli di quello che è successo e di che cosa ancora ci manca - ha detto il Dovi intervistato dal 'Corriere della Sera' -. È stata una stagione strepitosa ed è la base per la prossima. Sappiamo che cosa dobbiamo migliorare per giocarcela con le superpotenze, Honda e Yamaha. Siamo cresciuti nella gestione dell’elettronica e delle gomme. Ora dobbiamo riuscire a far girare la moto a centro curva come gli avversari, è un limite che abbiamo pagato caro soprattutto a Phillip Island e in certe piste dove non puoi frenare forte". La battaglia per il titolo riparte contro quello che Dovi considera, probabilmente, il pilota più forte mai affrontato, Marc Marquez: "Forse sì, però anche Stoner era pazzesco - ha spiegato -. Ci metto poi Vale e Jorge nei loro anni migliori. Marc fa più effetto perché vince ora. Probabilmente è lui il più forte, ma non ci giurerei. Cosa gli ruberei? La capacità di non mollare mai". Il secondo posto del 2017 e il titolo sfumato solo a Valencia hanno lasciato in Dovizioso voglia di rivincita, ma anche consapevolezza nei propri mezzi: "Ho ricevuto un grande sostegno ovunque sia andato, quanta gente mi ha fatto rivivere quei momenti! Mi sono anche commosso - ha detto il pilota della Ducati -. Ero a una cena di beneficenza assieme ad altri piloti. A sorpresa trasmettono un video con le mie sei vittorie commentate da Guido Meda e Mauro Sanchini. E io come un bambino scoppio a piangere. Mi chiamano sul palco ma le parole si strozzano in gola. Provo a deglutire e... niente: tre minuti di scena muta. Alla fine scendo senza dire nulla. Ma è stato bellissimo lo stesso!"

"Valentino è un grande. Lorenzo? Ognuno fa il suo lavoro"

Dovizioso si aspetta un rivale in più per la prossima stagione: Jorge Lorenzo. Con il maiorchino, al suo secondo anno con la Ducati, c'è un rapporto professionale e nulla più: "Sicuramente lotterà per il titolo, partirà come ha finito la scorsa stagione: veloce. Però fra andare veloci e vincere c’è differenza, vediamo come approccerà questo 2018 - ha detto DesmoDovi -. Io e Jorge non ci frequentiamo più di tanto, abbiamo fatto un test a Jerez e finisce lì. Ognuno fa il suo lavoro". Dovi ha dovuto spesso stare nell'ombra del più grande pilota di sempre, Valentino Rossi, che non ha ancora chiarito la posizione relativa al suo futuro in MotoGP: "A Misano non ha corso ed è stato un weekend molto diverso, anch’io ho provato una strana sensazione. Non me l’aspettavo - ha spiegato il vicecampione del mondo 2017 -. Valentino è grande in tutti i sensi: a livello di presenza, lo senti. Indipendentemente dal fatto che vada veloce o meno quel giorno. Cambia un bel po’ se non c’è". A proposito di Rossi, c'è una Yamaha grande assente nell'ultima lotta iridata: "Ritroveranno la bussola - è convinto Dovizioso -. Eravamo in cinque fino a tre quarti della stagione a lottare per il Mondiale e secondo me sarà ancora così quest’anno. Anzi potremmo essere anche in sette perché le moto buone non mancano".

"Totti e Del Piero due esempi di umiltà"

Il 2018 sarà anche il primo anno da Vip per Dovizioso, riconosciuto ora a livello globale dopo la straordinaria battaglia in pista con Marquez: "Sono contento perché significa che sono entrato nel cuore delle persone, cosa che mi era sempre riuscita difficile per il mio modo pacato di essere - ha detto il pilota della Ducati -. Dall’altro lato però non amo tanto essere famoso: mi piace fare una vita serena, le cose normali che fanno tutti, tipo andare in pizzeria". Per la gestione della popolarità potrebbe chiedere consigli a due sportivi che ammira da sempre: "Ho avuto la fortuna di conoscere Francesco Totti a Misano - ha detto il Dovi -. Ci siamo parlati solo un minuto prima della gara, ma ho capito subito che è uno “giusto”. Perché pur essendo così grande è rimasto umile. E l’umiltà ti allunga la carriera. Qualche anno fa avevo incontrato Alessandro Del Piero in una partita di beneficienza allo Juventus Stadium, anche lui è un esempio".