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MotoGP, GP Mugello, Marc Marquez in pole: "La scia presa a Dovi? Sono stato più furbo"

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Marquez sfrutta la scia di Dovizioso e conquista la pole al Mugello: "Se non disturbi nessuno è lecito. Pirro mi marcava stretto, ho deciso di cambiare strategia e ha funzionato"

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Pole e record della pista in qualifica per il leader del Motomondiale Marc Marquez, autore del tempo di 1:45.519 nel sabato del Mugello. Lo spagnolo della Honda ha migliorato di 537 millesimi il primato ottenuto da Danilo Petrucci in mattinata, sfruttando la scia di Andrea Dovizioso. E proprio questo è uno dei temi più discussi nel post qualifica: "Abbiamo fatto una grande pole, una grande strategia. Il primo giro l'ho fatto abbastanza pulito, poi ho visto che col secondo pneumatico ci voleva la scia, e allora bisognava fare la giusta strategia: ho calcolato tutto bene e ho preso la scia a Dovizioso".

"Se non disturbi nessuno puoi prendere la scia"

"A volte prendo io la scia, altre gli avversari sfruttano la mia, per esempio è successo nelle qualifiche a Le Mans. Alla fine devi cercare di essere il più furbo. L'obiettivo era partire in prima fila, aver conquistato la pole mi rende ancora più contento", spiega Marquez. In Ducati il suo comportamento è stato giudicato lecito ma poco professionale: "Se non disturbi nessuno prendere la scia è lecito. In alcuni casi devi essere tu il più furbo, in altri invece ti fregano, in altri ancora devi cercare di fare qualcosa di diverso. E' il motociclismo, funziona così".

"Pirro mi seguiva, serviva una nuova strategia"

In conferenza Marquez parla anche del ruolo di Pirro: "Nelle qualifiche avevo la velocità, ma ho subito visto che Pirro mi seguiva in tutti i miei tentativi, era come se le Ducati gli avessero detto di fare così. Sono uscito per primo come sempre e Pirro era lì, ho rallentato e lui era lì, mi sono allontanato e lo ha fatto anche lui, ho fatto il mio giro e lui ancora era lì con la prima gomma, poi mi sono fermato ai box e ho detto: 'Cambiamo strategia'. E ha funzionato bene". "Nel primo giro spingevo, ero abbastanza solo, ma poi Petrucci e Dovizioso hanno rallentato e li ho superati. Aspettavo perché Pirro aspettava, dopodichè anche lui era lì ad aspettarmi allora ho pensato ‘Aspettiamo Dovi’. Ti devi giocare le tue carte, devi cambiarle, alla fine la nostra è stata efficace ma è stata creata su di loro, non per me".