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SBK 2017: cosa ci hanno lasciato i test?

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Carlo Baldi

I test non sono gare e vanno presi con le molle, ma quelli di Jerez e di Portimao hanno senza dubbio fornito molte ed interessanti indicazioni, che possono aiutarci a comprendere come potrebbe essere il prossimo campionato (che sarà seguito in diretta da Eurosport, canali 210/211 della piattaforma Sky) 

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Ben consci del fatto che in Superbike i pronostici sono fatti per essere smentiti, ecco le nostre previsioni per la stagione che inizierà tra tre settimane a Phillip Island.

Rea e Sykes

Come è ovvio il campione uscente Johnny Rea parte con i favori del pronostico. Nei test invernali ha dimostrato di essere ancora affamato di vittorie e di voler portare a tre i suoi titolo mondiali, forte anche di una moto ed un team straordinari. Sarà un’altra stagione dominata dal nordirlandese? E’ troppo presto per dirlo, Di certo i suoi avversari sono cresciuti in numero e qualità.

Il compagno di squadra è il primo avversario, ma dopo il “regalo” di Losail l’atmosfera in casa Kawasaki è cambiata. Certo Sykes e Rea saranno sempre acerrimi avversari in pista, ma il clima tra loro è più sereno. Ora i due si parlano e si scambiano informazioni, a tutto vantaggio della competitività della Ninja. Il dinoccolato Tom ha cambiato strategia di gara ed ha imparato a dosare l’usura delle gomme, per essere competitivo dal primo all’ultimo giro. Un avversario pericolosissimo per Johnny, così come lo sarà Chaz Davies.

Davies

Dopo aver dominato la seconda parte della scorsa stagione, quest’anno il gallese spera di poter contare su di una moto competitiva su tutti i tracciati, un fattore indispensabile per poter tenere il passo di Rea e della sua Kawasaki, che non conoscono piste sfavorevoli. Chaz dovrà stare molto attento ai primi due round, nei quali negli scorsi anni ha perso troppi punti. Nel 2015 Rea tornò in Europa con 95 punti contro i 38 di Davies, mentre lo scorso anno il pilota della Kawasaki ne ottenne ancora 95, mentre Davies si fermò a 55. Dare un così largo margine di vantaggio ad un pilota costante come Johnny condiziona di fatto tutto un campionato. Vedremo cosa succederà quest’anno in Australia, ma soprattutto in Tailandia, pista da sempre ostica per il bicilindrico italiano.

Melandri

Oltre ai “soliti” Davies e Sykes, quest’anno Rea dovrà certamente fare i conti anche con il rientrante Melandri. I recenti test hanno dimostrato che per Marco il tempo delle prove è terminato e che il ravennate è già in grado di sfruttare tutto il potenziale della sua Panigale. Sarà senza dubbio un Melandri più maturo, conscio di avere una delle ultime possibilità della sua carriera di potersi laureare campione del mondo. Le premesse ci sono tutte : pilota di talento, moto e squadra competitive. L’unica incognita potrebbe essere rappresentata dal carattere di Marco, incline ad esaltarsi quando le cose vanno bene ma ad abbattersi nelle avversità.

Hayden e Bardl con la nuova Honda CBR

Riteniamo che saranno questi i piloti che si contenderanno il mondiale 2017, ma non escluderemmo i due alfieri della Honda, Nicky Hayden e Stefan Bardl. Le loro capacità non si discutono, così come l’abilità dei tecnici del team Ten Kate, però la loro CBR è nuova e tutta da sviluppare. Dopo un incoraggiante inizio a Jerez, già a Portimao sono emersi problemi di assetto e di elettronica. Nulla di strano per un mezzo completamente nuovo, ma quanto tempo dovranno perdere Bradl e Hayden per rendere competitiva la Fireblade? Questa sarà la chiave del loro campionato. Se non perderanno troppi punti nei primi round, anche i due ex campioni del mondo Moto2 e MotoGP potranno inserirsi nella lotta per il titolo. In caso contrario si candidano al ruolo di mine vaganti, destinati a lottare per la vittoria solo in alcune gare e a faticare in altre.

Savadori e l’Aprilia

I test di Jerez e Portimao hanno messo in grande luce i due piloti del team Milwaukee Aprilia, Lorenzo Savadori ed Eugene Laverty. La RSV4 resta una delle moto potenzialmente più competitive della SBK, ma deve avere l’appoggio della casa per poter tornare ai fasti di alcune stagioni or sono. I nuovi regolamenti hanno tarpato le ali alla moto di Noale, che deve essere “ridisegnata” in alcuni aspetti per poter tornare a lottare per la vittoria. La coppia Savadori-Laverty è ben assortita, un mix di esperienza e voglia di vincere. L’italiano migliora a vista d’occhio ed è ormai molto vicino ad entrare stabilmente nel novero dei top riders della categoria. Laverty ha già dimostrato di essere un pilota vincente, sia con la Yamaha che con l’Aprilia. Anche in questo caso quindi l’incognita è data dalla moto. Se la casa di Noale rimetterà mano alla RSV4 e ne curerà lo sviluppo, allora Laverty potrebbe dire la sua anche in ottica campionato, mentre Lorenzo potrebbe fare un ulteriore salto di qualità, andando a cogliere quel podio che lo scorso anno ha solo sfiorato.

La Yamaha

Non vediamo invece la possibilità di lottare per il titolo per i due piloti Yamaha Alex Lowes e Michael VdMark. La casa di Iwata è ritornata in grande stile nei campionati delle derivate dalla serie, con un impegno a 360 gradi in tutti i campionati, SBK, SS, STK 1000 e SS300. Questo significa un maggior sforzo economico e tecnico, focalizzato soprattutto sulla classe regina. La R1 si sta avvicinando a grandi passi alle regine della categoria, il team inglese Crescent sarà sempre più appoggiato dalla casa madre, che non è certamente tornata per far numero, ma per lottare per la vittoria. Non ci convincono però i due piloti Lowes e VdMark. Giovani e talentuosi, ma sino ad ora incostanti ed inclini all’errore. Forse sarebbe stato meglio puntare su uno solo dei due affiancandogli un pilota più esperto e abile nella messa a punto (Haslam? Laverty?).

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