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8 ore di Suzuka: tutta live su Eurosport

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8 ore di Suzuka - Foto: www.fimewc.com

La classica dell'endurance della due ruote in diretta per gli abbonati Sky su Eurosport 2 domenica a partire dalle 4.30. Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla prestigiosa gara giapponese

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Appuntamento da non perdere

Gli abbonati Sky potranno seguire l'edizione 2017 della 8 ore di Suzuka su Eurosport 2, canale 211 della piattaforma Sky. L'edizione dei 40 anni della classica giapponese dell'endurance, ultima prova del mondiale FIM EWC, sarà trasmessa live dalle 4.30 ora italiana di domenica con il commento di Alessio Piana e Jacopo Zizza.

Una gara che vale un mondiale

La 8 ore di Suzuka dei 40 anni è un evento di importanza ancora più grande per le quattro grandi case giapponesi. Honda, Suzuki, Yamaha, Kawasaki schierano in modo ufficiale il meglio della loro produzione "big bikes", le "millone" che corrono nel mondiale SBK, ovviamente adeguate secondo il regolamento endurance. Vincere qui per un costruttore del sol levante è importante da un punto di vista commerciale quasi (alcuni sostengono addirittura di più) come mettersi tutti dietro in MotoGP. 

Un gran caldo e poi il buio

Correre in luglio in Giappone è forse peggio che farlo in Malesia. Caldo e umidità sono devastanti e otto ore di gara, seppur da dividersi in tre (una volta in due), sono durissime per il fisico dei piloti. Si fa una gran fatica, le moto sono pesanti e certamente i cavalli da gestire non son pochi e ci vuol testa e sangue freddo perché la corsa è lunga e i continui doppiaggi mai banali.
Si parte alle 11.30 e si va avanti fino alle 19.30, il che significa arrivare con il buio della notte giapponese, girando con le luci delle moto accese. Spettacolare, Da vedere.

Che pista

Lunga quasi sei chilometri, varia, con tutte le tipologie di curve possibili da quelle che tornano indietro alla chicane, dai curvoni da pelo alla sequenza di esse. C'è di tutto e anche i rischi non mancano. Non si può negarlo, Suzuka è pericolosa. Dalla tragedia di Kato nel 2003 la MotoGP qui non ci viene più. Giusto così.

Gomme e benzina in meno di 10 secondi

In otto ore di gara la Yamaha R1 vincitrice nel 2016 ha percorso 218 giri, divisi tra i tre piloti. Fondamentale per i team trovare nei test pre-gara e nelle prove libere un assetto equilibrato che vada bene o quasi bene per tutti e tre i rider. Meglio una piccola rinuncia per tutti piuttosto che mettere in difficoltà un componente del team, perché se questo non tiene il ritmo degli altri due, la corsa non si vince. Non ci sono storie.
Fondamentale anche l'apporto del team durante i pit stop (sette/otto nell'arco della corsa). Con gli sganci rapidi gomma anteriore e posteriore si cambiano in quattro/cinque secondi, poi col pieno di benzina si sale, si fa per dire, a sette/otto. Quattro meccanici al lavoro e pilota giù dalla sella, impressionate vederli all'opera.

I favoriti, ma non solo

Canepa la speranza mondiale e Miller dalla MotoGP. Quasi 70 gli equipaggi al via tra i team del campionato All Japan e quelli top del FIM Endurance World Championship 2016/17. Sulla carta il successo dovrebbe essere un discorso ristretto agli ultimi vincitori dello Yamaha Factory Racing Team (Nakasuga, Alex Lowes,  Van der Mark) pronti alla battaglia sportiva con l'HARC-PRO Honda (Takahashi, Jack Miller, Nakagami), lo storico Yoshimura Suzuki (Tsuda, Guintoli, Brookes), il Kawasaki Team Green (Leon Haslam, Watanabe, Azlan Shah) e l'F.C.C. TSR (Aegerter, De Puniet).
Come si vede chiaramente dagli equipaggi non sono pochi i piloti del motomondiale e del world superbike.

Non si può dimenticare però che il nostro Niccolò Canepa tenterà l’assalto finale al titolo mondiale FIM EWC con il team GMT94 Yamaha (la 8 ore di Suzuka assegna punteggio doppio). Tra gli altri italiani in gara il debuttante Raffaele De Rosa (BMW Team Motorrad39), e l'esperto Daniele Veghini con l'Aprilia RSV (Team Sugai Racing).

Grande corsa, grandi vincitori

Ecco qualche nome dei dominatori delle 39 edizioni fin qui disputate: Gardner (Honda 1986, 1991 e 1992), Rainey (Yamaha 1988), Lawson (Yamaha 1990), Rossi (Yamaha 2001), Rea (Honda 2012). Giusto per far capire lo spessore dei partecipanti e l'importanza della corsa per i costruttori giapponesi. Certo non siamo più al top degli anni '90/'00 ma lo spettacolo resta di quelli veri, unici, da non perdere.