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NBA, Popovich su Trump: "Non credo a ciò che dice"

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Gregg Popovich compirà 68 anni il 28 gennaio (Foto Getty)

L'allenatore dei San Antonio Spurs prima della partita di Cleveland ha parlato a lungo delle "Women's March" e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Vi proponiamo la trascrizione completa del suo pensiero

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Gregg Popovich non è mai stato uno di quegli allenatori che pensano esclusivamente alla pallacanestro 24 ore al giorno. Anzi, molta della sua grandezza è dovuta al fatto di saper andare oltre il parquet di 28 metri per 15, che sia affrontando problemi personali dei suoi giocatori o parlando di ciò che accade nel mondo in qualità di personaggio pubblico. Ieri sera, prima della partita con i Cleveland Cavaliers, l’allenatore dei San Antonio Spurs ha dedicato metà della sua conferenza stampa pre-gara per parlare della “Women’s March” che hanno raccolto più di un milione di persone nelle strade degli Stati Uniti a partire da Washington, dove si è appena insediato il neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump, cui non aveva risparmiato critiche già nello scorso novembre. Quella che segue è la traduzione del lungo discorso fatto da Popovich ai giornalisti presenti.

“La marcia di oggi è stata grandiosa. Quel messaggio è importante e tantissimi altri gruppi avrebbero potuto marciare insieme a loro. E qualcuno è andato in tv a chiedere: ‘Qual è il loro messaggio?’. Beh, il loro messaggio è ovvio. Il nostro presidente è entrato in carica con il rating di approvazione più basso di chiunque nella storia. E c’è una maggioranza di persone là fuori, dato che Hillary [Clinton] ha vinto nel voto popolare, che non crede nel suo lavoro. Speravo che fosse – o quantomeno avesse la capacità di essere – abbastanza maturo per fare qualcosa di realmente inclusivo, piuttosto che dire solamente ‘Includerò tutti quanti’. Poteva parlare dei gruppi a cui non ha mostrato rispetto e che ha preso in giro durante le primarie, o fare in modo che qualcuno ci credesse davvero. Ma ormai siamo arrivati a un punto per cui non si può davvero credere a nulla che esca dalla sua bocca. Davvero non si può”.

“Tutte quelle ‘migliaia che erano sui tetti dopo l’11 settembre’? Ce ne erano tipo due. E quel ‘Siamo andati alle Hawaii per controllare il certificato di nascita [di Barack Obama] e gli investigatori non potevano credere a quello che hanno trovato!’? Ovviamente non c’era nulla. Quel tipo di cose. Sempre di più, continuamente, senza sosta. Con la CIA oggi, invece di onorare le 117 persone dietro di lui mentre stava parlando, ha parlato di quanta gente ci fosse. È preoccupante. È molto preoccupante. Mi sentirei meglio se qualcuno in quella posizione mostrasse la maturità e il livello psicologico ed emozionale di una persona di quell’età. È pericoloso e non fa bene a nessuno”.

“Spero solo che faccia un grande lavoro, ma c’è differenza tra rispettare il ruolo che ricopre e la persona che lo ricopre. E quel rispetto va guadagnato. Ma è difficile rispettare qualcuno quando tutti noi abbiamo dei figli e lo vediamo comportarsi da misogino, xenofobo e razzista, o mentre prende in giro le persone portatrici di handicap. Quello che davvero mi infastidisce sono le persone attorno a lui. Gli Sean Spicer, le Kellyanne Conway, i Reince Priebus che lo conoscono e possiedono un approccio cinico e ipocrita per difenderlo sul serio, cercando di far sembrare che non abbia davvero detto ciò che ha detto. Perciò quando si arrabbia con i media per il solo fatto che riportano ciò che dice, mi lascia di stucco. Quando Kellyanne Conway l’altro giorno ha detto che in realtà non ha preso in giro quella persona con handicap... è andata oltre l’incredibile. Davvero ti fa chiedere: fino a dove si spingerebbe una persona per coprire così tanto un’altra? Ha detto una cosa tipo: ‘Bisognerebbe guardare dentro di lui e voi non sapete cosa c’è in lui. Lui non farebbe una cosa del genere’. Beh, no, lo ha fatto e basta. Se i nostri figli avessero detto tutte le cose che lui ha detto in quel periodo, , li avremmo tenuti in castigo per sei mesi. Senza alcun dubbio. Ma perché ignoriamo tutto questo? Per quale motivo? Questo ci dice qualcosa su di noi ed è pericoloso, o almeno è quello che mi fa paura da matti. Mi rende inquieto. Ma oggi mi ha fatto piacere vedere la marcia di protesta per i suoi comportamenti, perché mi dice: ‘Ehi, viviamo in un paese dove a tantissime persone importa’. E dobbiamo essere vigili per fare in modo che – anche se tutti speriamo che faccia cose buone per la nazione – non finisca per metterci in imbarazzo e faccia dei passi indietro rispetto a tutte le libertà che abbiamo conquistato con il lavoro per così tanto tempo”.

“Penso che quando i media riportano quello che dice, non so perché si arrabbi. Ma lo fa, e mi manda ai pazzi vedere come una persona possa essere così permalosa. È tutto ovvio, ruota tutto attorno a lui. Qualsiasi cosa gli da fastidio, che sia Saturday Night Live o Hamilton, o che lei abbia avuto tre milioni di voti più di lui. ‘Sono illegali’, dice. Non importa cosa sia, c’è un modello dietro tutto questo. Ed è pericoloso. Avrei gradito avere qualcuno con una certa serietà, ma è arrivato dove è ora attraverso il collegio elettorale che è parte del nostro sistema, perciò spero che faccia delle cose buone. C’era una giovane ragazza oggi che ha detto: speravo solo che andasse lassù e dicesse qualcosa del tipo ‘So di aver detto certe cose’, oppure ‘Mi piacerebbe davvero riunire tutti’, o ‘So che alcuni di voi hanno paura’. Ma non lo può fare, perché non è ciò che fanno i bulli. Ecco perché”.