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NBA Preview: Washington Wizards-Cleveland Cavs

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Questa notte in diretta su Sky Sport 2 con commento live in italiano dall'1, il match tra Washington Wizards e Cleveland Cavaliers, sfida al vertice della Eastern Conference

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I Cleveland Cavaliers hanno già dimostrato lo scorso 11 novembre di sapere come vincere in quel di Washington, bravi a sfruttare la pessima partenza dei capitolini (2-8 nelle prime dieci) e a portare a casa il successo dal Verizon Center per 94-105. Negli ultimi due mesi però le cose sono profondamente cambiate, con gli Wizards che cavalcano una striscia di 17 successi consecutivi tra le mura amiche; la squadra col miglior record nell’ultimo mese nell’intera NBA (14-2, meglio anche degli Warriors), nel pieno di una risalita che nessuno sembra in grado di interrompere. Una missione a cui sono chiamati i Cavs. “Probabilmente è la gara più importante per noi -  commenta John Wall, reduce dai due mesi migliori della sua carriera in NBA -; ho già disputato delle partite di rilievo prima, ma non penso che in questa stagione ce ne sia stata una più decisiva di questa. Loro non sono al meglio, ma sono comunque i campioni in carica. Sappiamo benissimo che sono la squadra da battere della Eastern Conference”. Il segreto in casa Wizards? Ce lo spiega Markieff Morris, uno dei protagonisti del quintetto di coach Scott Brooks: “Fiducia, è tutta questione di fiducia: la nostra al momento è alle stelle. Stiamo giocando tutti con grande tranquillità. Dobbiamo continuare su questa strada”.

Cavs senza Kyrie - I Cavaliers di certo non possono dire lo stesso, ripartiti dopo un mese di gennaio chiuso con record negativo: una rarità per una squadra di LeBron James, Cleveland o Miami poco importa. Il suo impiego massiccio in campo sembra aver sanato in parte il problema, oltre ad avere inevitabilmente aperto nuovi fronti di discussione: “LeBron è certamente un po’ stanco per il numero di minuti giocati nelle ultime gare [James è il secondo giocatore più utilizzato di tutta l’NBA dietro il solo Kyle Lowry con 37.5 minuti trascorsi sul parquet, i quali diventano oltre 39 nelle ultime dieci], ma noi abbiamo bisogno di lui, magari abbassando il ritmo del match e provando a sfruttare l’attacco a metà campo”. Il numero 23 sta spesso e volentieri ricoprendo anche il ruolo di direttore d’orchestra in attacco [quasi 10 assist di media nelle ultime tre settimane]: un tuttofare, che chiama a raccolta i suoi in vista della delicata sfida: “Toccherà a tutti fare un passo avanti. Kyrie è molto più di un semplice playmaker, molto più di un realizzatore. È uno dei nostri leader. Non sarà facile, ma bisognerà fare tutti un passo avanti”. Irving infatti non ci sarà (protagonista con i suoi 29 punti lo scorso novembre), sostituito in quintetto da DeAndre Liggins, rappresentazione plastica del tanto reclamato (e ancora non ricevuto) “playmaker di riserva” che LBJ pretende ormai da settimane.

Tiro… dall’arco - Una delle armi da sfruttare per i campioni NBA sarà di certo il tiro da tre punti: secondi in NBA per numero di triple segnate (631) e terzi per percentuale di squadra (38.3%), i Cavaliers sono stati i primi a far registrare nella storia NBA due partite consecutive con almeno 20 triple realizzate. Il miglior tiratore di questa regular season però gioca nell'altra metà campo, con gli Wizards; Otto Porter infatti sta viaggiando con il 45.9% dall’arco, dieci punti percentuali sopra la sua miglior prestazione stagionale in carriera. Il tiro da tre però è anche il tallone d’Achille di John Wall, al massimo in carriera per punti realizzati (23) e assist (10.4), ma incapace di andare oltre il 32% scarso dall’arco. Una freccia spuntata in una faretra piena di alternative. Dovesse diventare appuntita anche quella, fermare questi Wizards diventerebbe ancora più complesso.