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NBA, LeBron snobba Boston: "È solo regular season"

NBA

Questa notte Celtics-Cavaliers (in onda dalle 2 su Sky Sport 2) vale il primo posto della Eastern Conference. Una partita diversa dalle altre per tanti, ma non per LeBron James

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A Boston una partita così importante non si vedeva da anni. I Celtics impegnati al TD Garden questa notte dalle 2 (in onda su Sky Sport 2) si giocano il primo posto della Eastern Conference nella sfida contro i Cavaliers che, a differenza dei ragazzi di coach Stevens, reputano il match un buon test o poco più, dopo essere riusciti nuovamente dopo oltre un mese a vincere tre partite consecutive. Soprattutto per un giocatore esperto e navigato come LeBron James, diventa difficile dare peso più del necessario a una semplice gara di regular season: “Non credo sia così importante, ho giocato davvero un sacco di partite che contavano davvero. Non credo… Diciamo che sono l’ultima persona con la quale si possa parlare di una partita importante durante la regular season”. Un pompiere in grado di incendiare ancora di più l’ambiente con le sue parole insomma. “Il loro palazzetto sarà certamente pieno, con un pubblico scatenato. Stiamo per affrontare un’ottima squadra. Sappiamo che sono in forma, che stanno giocando un gran bel basket, ma io non sono uno che si preoccupa più di tanto della regular season. Mi spiace. Ho giocato le ultime sei Finali NBA consecutivamente, sono davvero l’ultimo a cui poter venire a parlare di una sfida di stagione regolare. Scusate”.

Tenere alta la concentrazione – A Tyronn Lue spetta quindi il compito di rendere meno snob le parole del numero 23: “Anche questa di Orlando era una gara importante – ripete il coach campione NBA cercando di pescare il più possibile all’interno del suo bagaglio retorico - e il nostro secondo tempo lo testimonia. Abbiamo capito di aver bisogno di una vittoria per arrivare al meglio alla sfida di Boston. Per noi sarà una grande prova”. Una sfida non da poco, visto il pessimo 1-9 di record raccolto da Cleveland nelle seconde gare giocate in trasferta in back-to-back. Sulla stessa lunghezza d’onda infatti sono le dichiarazioni sia Kevin Love che Kyrie Irving: “Sarà un ottimo test per noi”, commenta l’ex giocatore di Minnesota, mentre la point guard aggiunge: “Non vedo l’ora di scendere in campo, sono eccitato. Ci giochiamo il primo posto della Eastern Conference e sarà di certo una partita molto competitiva. Anche loro sono certamente elettrizzati all’idea: in campo ci saranno tanti giocatori di talento”.

Isaiah come LeBron - Ad ascoltare le parole di Isaiah Thomas però, non si direbbe: “È soltanto un’altra partita e dobbiamo essere bravi a considerarla così”, racconta il numero 4 al termine dell’ultimo allenamento in vista della partita. “So che ci giochiamo il primo posto in classifica, ma non sento sensazioni diverse rispetto al solito. La considero al pari di tutti gli altri match”. Anche se il piccolo grande Isaiah non ha alle spalle le quasi 200 partite di playoff disputate da James, prova lo stesso a infondere calma ai suoi compagni: “Loro sono i campioni in carica: sarà di sicuro una gran bella partita e noi siamo pronti a giocarla al meglio”. C’è chi invece, come coach Brad Stevens, non “guarda al risultato”: “Il nostro obiettivo deve essere quello di giocare nel miglior modo possibile. È così che si affronta una stagione da 82 partite e soltanto al termine si tirano le somme. Dobbiamo preoccuparci soltanto di quello”.

Bradley controcorrente - Una finta indifferenza quella in casa Celtics che non tutti riescono a portare avanti. “La sfida ha un’enorme importanza per noi”, commenta invece il non allineato Avery Bradley, che mette il carico da novanta. “Sarà un antipasto dell’atmosfera che ci attende ai playoff. Stiamo per giocare contro una contender, una delle favorite al titolo: il nostro lavoro sarà quello di capire fin dove possiamo porre i nostri limiti, i nostri obiettivi e far capire ai Cavs che cosa li attenderà in caso di uno scontro durante la post-season. Io, Isaiah [Thomas] e Jae [Crowder] ci sentiamo da sempre considerati meno del dovuto, sia come squadra e che come possibile outsider a inizio stagione. Certo, è arrivato Al Horford in estate, ma in molti non avrebbero pronosticato che ci saremmo ritrovati lì in alto. Questo deve unirci ancora di più e servire da motivazione. Stiamo giocando nel modo giusto e dobbiamo continuare lungo questa strada”.