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NBA, sette anni dopo la rivincita di Green con Hayward

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Gli Warriors hanno stravinto la serie contro gli Utah Jazz, dominando dal primo all’ultimo minuto delle quattro partite giocate. Un successo dal sapore particolare soprattutto per Draymond Green, che non dimentica i trascorsi al college con Gordon Hayward…

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Sette anni dopo il ricordo è ancora vivido, immutato. Draymond Green non ha mai fatto mistero della sua maniacale attenzione a tutto ciò che in passato non è andato per il verso giusto, come ad esempio la serata del draft in cui è stato scelto soltanto alla chiamata n°35 e di cui ricorda alla perfezione tutti e 34 i nomi di quelli che l’hanno preceduto. Anche per questo il numero 23 degli Warriors non può di certo dimenticare quanto successo il 3 aprile 2010, Final Four di NCAA, con la sua Michigan State in campo contro la sorprendente Butler di Brad Stevens e Gordon Hayward. Con 23 secondi ancora da giocare, coach Tom Izzo chiama timeout sul 50-49 in favore gli avversari per disegnare un schema per provare a vincerla. “Un punto di svantaggio, diamo palla a Money Man”, ricorda lo stesso Green, che ogni volta che riceveva il pallone era un investimento sicuro per i suoi compagni. E così andarono le cose: scarico sul fronte destro dell’attacco a meno di 14 secondi dalla fine , ricezione spalle a canestro con Hayward in marcatura su di lui. Di gran lunga il momento più importante di tutta la sua carriera al college. Un paio di palleggi di sinistro e poi il tentativo in avvicinamento dopo il movimento verso il centro dell'area con la palla che muore sul primo ferro, seguita poi dal rimbalzo catturato da Butler sinonimo di successo e di finale NCAA contro Duke.  

Tale madre tale figlio

“Era fallo”, commenta a distanza di anni Green subito dopo aver consumato la sua personale vendetta contro Hayward. “Ci hanno rubato una finale del torneo NCAA. Come può lasciarti alle spalle una cosa del genere? Come puoi dimenticare?”. Nel movimento di tiro infatti il braccio dell'attule giocatore dei Jazz scende quasi incosapevolmente e tocca quello di Green. Difficile immaginare che il numero 23 non ritorni con la mente al tiro più importante della sua carriera al college: “”Dannazione se ci penso. Per me vincere contro di lui è sempre una sorta di vendetta. Porto ancora dentro di me del risentimento. Ogni volta che gioco contro di lui torno a rifletterci a lungo sopra”. Un difetto di famiglia in casa Green, visto che secondo quanto raccontato dal diretto interessato, anche sua madre Mary prima dell’inizio della serie contro gli Utah Jazz, gli ha inviato un messaggio dal significato molto chiaro: “Fatti forza figlio mio, noi siamo ancora in debito con Hayward: DOBBIAMO FARGLI IL CULO [il maiuscolo è per mantenere fedeltà al testo]. Non dimenticare mai quel FALLO NON FISCHIATO”. Beh, il giocatore degli Warriors ha mantenuto fede alla promessa.

(il tiro "incriminato" è all'interno del video della partita linkato qui sotto a 1:26:20)