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NBA, Embiid ancora lontano dal rientro, ma Ben Simmons "già domina"

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I Philadelphia 76ers hanno reso noto che Joel Embiid non è ancora pronto per giocare cinque-contro-cinque, mentre Ben Simmons è già in campo e sta "dominando", secondo quanto riferito dal GM Brian Colangelo. Nel frattempo, la franchigia ha annunciato la campagna speciale "Spirit of 76" 

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C’è grande fermento a Philadelphia per l’inizio della prossima stagione – e non potrebbe essere altrimenti, dopo quattro stagioni di sconfitte programmate e un’estate di rivoluzione, con l’arrivo di Markelle Fultz e di veterani come J.J. Redick e Amir Johnson. Le fortune della squadra di Brett Brown dipenderanno però in larga parte dalle condizioni dei due lunghi, vale a dire Ben Simmons e Joel Embiid. E se per il primo le notizie che arrivano dalla palestra sono confortanti, per il secondo ci vorrà ancora un po’ di pazienza, visto che la parola chiave con lui è cautela. “È troppo presto per determinare esattamente a che punto sia Joel nella sua progressione per tornare in campo” ha dichiarato il GM Brian Colangelo. “Lo abbiamo sottoposto a un processo ultra-conservativo per rimetterlo in campo, sperando che lo possa portare ad avere un successo sostenibile sul parquet. La questione non è farsi trovare pronto per il primo allenamento o la prima partita: quello lo farà. La domanda è per quanto a lungo può farlo”. Quindi il centro camerunense, a poco meno di una settimana dal training camp, non è ancora pronto per scendere in campo, ma Colangelo si è detto comunque “contento di come lo vediamo da un punto di vista fisico. Sembra essere in grande forma e condizione atletica: deve migliorare nel cinque-contro-cinque, perché al momento non è ancora pronto. Siamo una squadra nettamente migliore con Joel insieme a noi: fintanto che la sua salute ci assisterà, ci sarà di enorme aiuto per molti anni”.

Il nuovo staff medico dei Sixers e le discussioni sul contratto

Viste le delicatissime condizioni di Embiid e gli infortuni che hanno piagato diversi giocatori dei Sixers, la dirigenza ha deciso di riorganizzare lo staff medico della franchigia assumendo C. Daniel Medina Leal, che ha lavorato a lungo per il Barcellona prendendosi cura di Messi, Suarez e tutti gli altri campioni blaugrana. È stato lui a dettare le linee guida per il recupero del numero 21, mettendo tutta una serie di “check point” da dover raggiungere prima di determinare il completo recupero di Embiid, che si è sottoposto a una operazione chirurgica considerata “minore” lo scorso 26 marzo e invece non è ancora in condizione di giocare. I suoi problemi fisici saranno determinanti anche nella contrattazione che durerà fino all’inizio della stagione, perché i Sixers possono offrirgli un’estensione prima del 16 ottobre. Non è semplice però determinare il reale valore del camerunense: se si considerasse solo quanto fatto vedere sul campo, sarebbe un massimo salariale senza neanche pensarci (20 punti e 8 rimbalzi di media, con impatto gigantesco sia in attacco che in difesa); il problema è che è stato in campo solamente per 31 partite, per di più con un limite di soli 25 minuti di utilizzo. “È qualcosa che stiamo certamente considerando o discutendo” ha dichiarato un criptico Colangelo, comprensibilmente abbottonato per una contrattazione molto difficile. Molto meno cauto è stato invece su Ben Simmons, che è pronto per la stagione e “sta dominando in palestra in questo momento” nelle partitelle di allenamento. Il prodotto di LSU sarà la point guard titolare, almeno nelle parole di Colangelo, anche se non è chiaro quali tipi di giocatori marcherà in difesa (è pur sempre 2.13, per quanto mobile sui piedi) né come possa coesistere con Markelle Fultz (un altro giocatore con limiti difensivi e avrà bisogno di tempo per adattarsi ai ritmi della NBA).

La nuova campagna: “Spirit of 76”

Dal punto di vista della franchigia, adattarsi ai ritmi della NBA significa offrire sempre qualcosa di nuovo ai propri tifosi per invogliarli ad andare all’arena – un obiettivo fondamentale per i Sixers, che solo nella scorsa stagione grazie a Embiid sono risaliti dagli ultimissimi posti per percentuale di riempimento del palazzetto. Anche per questo motivo, dopo il restyling delle maglie, i Sixers hanno annunciato la campagna “Spirit of 76”, che consisterà in sette partite da giocare su un parquet speciale (con la Liberty Bell, simbolo della città e dell’indipendenza americana, a centrocampo invece del logo) e con delle nuove maglie, le City Editions che ancora non sono state svelate. I 76ers inaugureranno anche tre nuove statue fuori dal nuovissimo campo d’allenamento appena costruito, che andranno a fare compagnia a quelle di Wilt Chamberlain, Hal Greer e Billy Cunningham. Le sette partite in cui i Sixers onoreranno la storia della città saranno contro Toronto (21 dicembre), Detroit (5 gennaio), Miami (2 febbraio), New Orleans (9 febbraio), Charlotte (2 marzo), Brooklyn (16 marzo) e infine Cleveland (6 aprile): se avete in programma un viaggio sulla costa est, potrebbe valere la pena fare un salto al Wells Fargo Center per veder giocare Embiid, Simmons e Fultz – o almeno così sperano a Philadelphia.