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NBA, Paul George contro i suoi Pacers: “Una serataccia, qui gli altri vincono per me”

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Tutti lo aspettavano, ma l'ex della serata non è riuscito a tenere fede alle aspettative, limitato dai falli: "Russ e Melo sapevano quanto ci tenessi e hanno voluto vincere a tutti i costi anche per me"

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A Paul George l’emozione ha giocato un brutto scherzo. I riflettori infatti non potevano che essere puntati su di lui, alla prima sfida contro i suoi Indiana Pacers, dopo il travagliato e discusso addio di questa estate. Per il numero 13 è iniziato da subito un match che si è rivelato molto più in salita del previsto: due falli in pochissimo tempo già nel primo quarto e poi un continuo andirivieni dalla panchina, costretto a sedersi in più riprese sempre perché a rischio di commettere un ulteriore errore. Alla fine, a 6:45 dal termine del match, il sesto e ultimo fallo: 10 punti, 4/8 al tiro in 19 minuti di gioco; non quello che si può definire un grande match. “Non è successo molto spesso nella mia carriera, per fortuna – racconta sconsolato il diretto interessato a fine partita -. Ci hanno pensato gli altri a trascinare la squadra al successo; sapevano bene quanto fosse importante per me questa sfida e sono scesi in campo con la voglia giusta, portando a casa il match colmando le mie mancanze”. Un plurale in realtà riferito in particolare a Russell Westbrook e Carmelo Anthony, trascinanti il primo con la seconda tripla doppia della sua stagione (28 punti, 16 assist e 10 rimbalzi), aiutato dall’ex Knicks alla sua miglior prestazione in questa regular season: prima doppia doppia da 28 punti e 10 rimbalzi, conditi con tre stoppate. Uno che sa bene quanta voglia di rivalsa ci fosse in George, sensazione già provato dal numero 7 all’esordio contro la squadra di New York: “Russ e Melo hanno fatto un lavoro incredibile, caricandosi sulle spalle la squadra e guidando al successo tutto il resto del roster, anche me. È una sensazione indescrivibile sapere che, se per una volta le cose nel mio gioco non vanno per il meglio, ci pensano loro a portare a casa la vittoria”, chiosa il numero 13. Una stoccata neanche troppo velata lanciata alla sua squadra del passato.

Anthony: “Qui ai Thunder una serata storta non è un dramma”

Un concetto ricorrente in casa Thunder quello della complementarietà del roster, in cui una stella può permettersi il lusso di bucare una gara: “Credo che questo è il motivo per cui siamo tutti uniti, legati a questa squadra, per evitare di andare in difficoltà in momenti del genere – sottolinea Anthony -. Anche quando uno dei nostri giocatori migliori non performa come vorrebbe, c’è sempre qualcuno pronto a farne le veci. Per questo non c’è alcun motivo di recriminare, come magari sarebbe accaduto a tutti noi in altri contesti. Questa è la bellezza di far parte di una squadra del genere: nessuna paura di sbagliare o di trovarsi in una situazione in cui la palla non vuol saperne di entrare. In un contesto del genere c’è sempre qualcuno pronto a darti una mano”. Anche in questo caso, il soggetto è sottinteso e le orecchie che sicuramente staranno fischiando nei pressi del Madison Square Garden non sono una casualità. In serate di questo tipo, sarebbe facile lasciarsi andare allo scoramento; cosa che George però non ha fatto: “Sono rimasto impressionato dal suo spirito d’applicazione, nonostante tutto sembrasse destinato ad andare storto nella sua gara – commenta coach Donovan -. Il suo atteggiamento, la sua applicazione, sempre con la faccia giusta. Sono soddisfatto di come è rimasto in partita. Penso che nei momenti avversi e di difficoltà venga fuori la vera scorza di cui sono fatte le persone e questo è stato un test molto positivo sotto questo aspetto”. Importante dunque sapere di poter disporre di un paracadute di salvataggio; dalla prossima però sarà vietato sbagliare.