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NBA, intervista esclusiva a Mike D'Antoni: "Harden e Paul fanno cose mai viste prima"

NBA

Prima della gara con gli L.A. Clippers, l'allenatore degli Houston Rockets si è concesso ai microfoni di skysport.it parlando delle sue stelle James Harden e Chris Paul, della crescita di Clint Capela, degli inserimenti in corsa e delle possibilità della sua squadra contro i Golden State Warriors.

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Cosa c’è stato dietro l’acquisizione di Chris Paul, perché avete scelto proprio lui da mettere di fianco a James Harden?

“Chris Paul è uno dei migliori playmaker degli ultimi 10 anni di NBA, mentre James è un 2 che ha giocato anche da playmaker. Allo stesso modo, anche Chris può giocare da 2 lontano dalla palla senza grossi problemi. Per questo trovare il modo di farli coesistere è stato facile, non c’è voluto nessun colpo di genio: basta vederli giocare per capire che la loro coesistenza è facile. Non appena c’è stata la possibilità di prenderlo, ovviamente tutti abbiamo detto sì”.

Qual è la cosa che ti piace di più nell’allenare due giocatori del genere?

“Il loro enorme talento: fanno cose in campo che io non avevo mai visto. Sono due che pensano e parlano di pallacanestro tutto il giorno, gente a cui per prima cosa piace giocare e a cui piace vincere”.

Si parla poco di Clint Capela, ma con lui, Harden e Paul siete 31-1: qual è la sua importanza?

“È importante, senz’altro: ci dà quello spazio verticale di cui noi abbiamo bisogno perché è un grande atleta. Anche in difesa è molto buono, cambia tantissimo e dà un’altra dimensione alla nostra squadra. Quando lui non c’è si sente la sua mancanza, mentre quando c’è il nostro puzzle è completo di tutti i pezzi”

A stagione in corso avete inserito Gerald Green e Joe Johnson: è più semplice inserire dei tiratori nel sistema D’Antoni?

“È facile, specialmente per Joe che è stato uno dei migliori giocatori della lega negli ultimi dieci anni. Gerald non lo conoscevo prima, ma è un bravissimo ragazzo in spogliatoio ed è un attaccante incredibile. Inserirli è stato facile e sono molto importanti per quello che vogliamo fare: abbiamo una squadra molto lunga con tanti giocatori, e anche se ne mancano uno o due non ci sono problemi perché abbiamo alternative”.

Si parla tanto di Houston contro Golden State in una ipotetica finale di conference: perché avete fiducia quest’anno?

“Sappiamo che loro sono i campioni ed è giusto che rimangono i numeri uno, noi cerchiamo di batterli e sarà così fino in fondo finché continuiamo così. Noi siamo sicuri di avere due dei migliori giocatori del mondo, loro ne hanno almeno due o tre; noi abbiamo una panchina più lunga, anche se vedremo come andranno le cose nei playoff con le panchine più corte. Soprattuto abbiamo ottimi giocatori e non c’è motivo per non credere che possiamo batterli: ovviamente loro sono molto forti e hanno già vinto, noi però ci proveremo”.

[intervista di Zeno Pisani | video di Sheyla Ornelas]