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Playoff NBA, Houston-Golden State 98-94: Rockets con il cuore, Warriors battuti in gara-5

NBA

Houston soffre, resiste e alla fine vince gara-5 contro Golden State, portandosi sul 3-2 nella serie contro i campioni in carica. Straordinari Eric Gordon (24 punti) e Chris Paul, che esce nel finale per un infortunio al bicipite femorale. Agli Warriors non bastano i 29 punti di Kevin Durant, pagando le 18 palle perse tra cui una di Draymond Green sull'ultimo possesso

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Una gara folle e intensissima, come solo le partite di playoff in cui ci si gioca l’intera stagione sanno essere. Houston Rockets e Golden State Warriors hanno dato vita a un duello lungo 48 minuti dai quali sono usciti vincitori i padroni di casa, più lucidi nel finale di gara rispetto ai campioni in carica e per questo arrivati meritatamente al successo, in una gara carica di emozioni per via della presenza sugli spalti dei superstiti della strage di Santa Fe. Negli occhi rimangono le ultime istantanee di una gara esteticamente non gradevole (Houston ha vinto tirando con il 37% dal campo, Golden State ha perso 18 palloni pagando ancora l'assenza di Andre Iguodala) ma giocata ad altissima intensità, decisa da una tripla di Eric Gordon a poco più di un minuto dalla fine per scavare un solco di quattro punti che gli ospiti non sono più riusciti a rimontare, nonostante una tripla di Draymond Green a 1:15 dalla fine avesse rimesso solo un punto di distanza tra le squadre. Nell’ultimo minuto di gioco, poi, è successo di tutto: Chris Paul ha attaccato e sbagliato un tiro a 51 secondi dalla fine procurandosi un infortunio al bicipite femorale, rimanendo fermo nella metà campo offensiva e lasciando a Quinn Cook — scongelato da Steve Kerr proprio per segnare sul perimetro — una tripla completamente smarcata ma sbagliata dalla riserva degli Warriors. Sul rimbalzo il più veloce ad arrivarci è stato Trevor Ariza, consegnando il pallone a James Harden che però non è andato a segno con la sua classica conclusione in step back da tre (0/11 dall’arco per soli 19 punti per il Barba). Golden State allora è uscita dal timeout dando palla a Steph Curry, che però ha sbagliato il floater in avvicinamento (22 punti e 8/17 al tiro per il due volte MVP) e Ariza ha catturato il suo secondo rimbalzo difensivo della partita, andando poi in lunetta per segnare uno dei due tiri liberi a disposizione. Uscendo da un altro timeout, però, gli Warriors hanno commesso un errore cruciale, perdendo un banale pallone per un incomprensione tra Curry e Green, quasi sorpreso dal passaggio — per la verità molto basso — del suo compagno col numero 30. Sul pallone vagante Eric Gordon è stato il più veloce di tutti, sigillando la vittoria dalla lunetta con due tiri liberi per salire a quota 24, il migliore dei suoi nella serata. 

Houston, vittoria meritata nonostante le percentuali

Golden State deve mangiarsi le mani per l’occasione sprecata, anche se in caso di vittoria non si può dire che avrebbe meritato il successo, visto che Houston ha giocato in maniera più disciplinata e convinta pur dovendo sopperire a una brutta serata offensiva delle sue stelle. Chris Paul e James Harden, infatti, nel primo tempo hanno combinato per soli 11 punti con 4/20 al tiro e 0/10 da tre, venendo trascinati fuori dalle secche offensive dai loro compagni. Paul ci è riuscito grazie alla linea dei tre punti, segnando 18 dei suoi 20 punti finali nel secondo tempo con 4 triple a segno su 6 tentativi — di cui almeno la metà difficilissimi e uno festeggiato con uno “shimmy” in faccia a Curry destinato a diventare un meme in tempi brevissimi. Harden invece ha litigato col tiro per tutta la partita chiudendo con 0/11 dall’arco (record di John Starks pareggiato nella storia dei playoff), ma rimanendo perfetto dalla lunetta con 9/9 di cui 8 nel solo secondo tempo. Se a loro due si aggiungono i 24 di un Eric Gordon fondamentale, i 12+14 di un presentissimo Clint Capela e il contributo impagabile dei vari Tucker, Ariza e Gerald Green, ecco confezionata una vittoria soffertissima ma meritata che li avvicina a una sola vittoria dalle Finals che potranno in ogni caso giocarsi davanti al pubblico di casa. Il vero punto di domanda, semmai, è se ci sarà Chris Paul per giocarsela: il modo in cui si è fermato non promette nulla di buono, e nel post-partita Mike D’Antoni è rimasto su un vago “vedremo se sarà a disposizione”. Non vederlo in campo per gara-6 — appuntamento nella notte tra sabato e domenica alle 3.00 sempre su Sky Sport 2 HD — sarebbe una beffa tremenda ora che è così vicino a raggiungere il suo obiettivo dichiarato.