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Mercato NBA, ancora tu? I Dallas Mavericks vogliono DeAndre Jordan dopo il gran rifiuto

NBA

A distanza di tre anni, il matrimonio tra DeAndre Jordan e i Dallas Mavericks questa volta potrebbe davvero concretizzarsi: i Clippers hanno dato il permesso al centro di cercare uno scambio nel caso in cui decidesse di esercitare l'opzione a suo favore per il prossimo anno

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Che strane strade che può prendere la vita delle volte. A tre anni di distanza dal “gran rifiuto” di DeAndre Jordan ai Dallas Mavericks, i percorsi del centro degli L.A. Clippers e della franchigia texana potrebbero tornare a incrociarsi, questa volta per davvero. Secondo quanto scritto dal New York Times, Jordan e il suo agente Jeff Schwartz, infatti, hanno ricevuto il permesso di parlare con le squadre interessate a un possibile scambio per lui, che ha tempo fino alla mezzanotte di venerdì (le 6 del mattino di sabato in Italia) per esercitare l’opzione da 24.1 milioni per la prossima stagione. Lo scenario sarebbe simile a quello utilizzato da Chris Paul lo scorso anno per andare a Houston: fare opt-in sulla player option della prossima stagione ed essere immediatamente scambiato con un’altra squadra, in questo caso i Mavericks. Nell’eventuale scambio i texani dovrebbero inserire quantomeno il contratto da 18.7 milioni di Wes Matthews, anche lui in scadenza nel 2019, ma riceverebbero così il centro tanto cercato per completare il quintetto base insieme alla coppia del futuro formata da Dennis Smith Jr. e Luka Doncic, dando loro un bersaglio per i loro passaggi e un bloccante di assoluto livello per i pick and roll. Nel caso in cui Jordan decidesse di non esercitare l’opzione diventerebbe free agent come i vari DeMarcus Cousins o Clint Capela (che però è restricted), inserendosi nel mercato dei centri e cercando un accordo superiore ai 24 milioni per il prossimo anno o quantomeno più duraturo, visto che il 21 luglio compirà 30 anni. È curioso però che a cercare Jordan siano proprio i Dallas Mavericks dopo quanto successo nell’estate del 2015: in quell’occasione, infatti, il lungo aveva dato la sua parola per unirsi ai Mavs con un contratto al massimo salariale, ma si rimangiò la promessa dopo che i suoi compagni dei Clippers volarono (o guidarono, o andarono in barca, o nuotarono, tutto con le famose emoji) a casa sua per convincerlo definitivamente a restare, mandando su tutte le furie i Mavericks. Jordan è stato sonoramente fischiato alla sua prima gara a Dallas, ma da lì in poi quanto successo è passato un po’ nel dimenticatoio: davanti alle ragioni del mercato e della pallacanestro, si può perdonare qualsiasi sgarbo.