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Davin e Cordero, i due segreti del nuovo Fognini

Tennis

Francesco Giambertone

Franco Davin, Fabio Fognini e Duglas Cordero a Miami (Foto Instagram)

Il miglior Fognini degli ultimi anni non è lì per caso: dietro i suoi successi a Miami ci sono 4 mesi di lavoro con il nuovo coach argentino e col preparatore atletico che gli hanno fatto perdere 3 chili e ridato serenità. Ecco i due uomini della rinascita di Fabio, che ora scherza con Flavia Pennetta: "Nina, non torno più"

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Mentre Fabio Fognini prendeva a pallate Kei Nishikori sul campo di Miami, le telecamere inquadravano di continuo il suo angolo, dove (giustamente) si agitava l'amico Bobo Vieri venuto a tifare per lui. Dicono sia diventato un talismano, ma i veri artefici della rinascita del “Fogna” - oltre a Fabio stesso – sono seduti due file più in giù, sotto la sorella Fulvia. Sono due sudamericani dal pelo grigio e la faccia burbera, uno affianco all'altro: Franco Davin, il coach che gli ha rimesso a posto tennis e testa, e Duglas Cordero, il preparatore atletico che lo ha riportato in forma. Soffrono, incitano, poi esultano. E fanno bene: il loro lavoro sta ripagando.

La svolta a novembre - Con la vittoria sul giapponese numero 4 del mondo Fabio Fognini ha conquistato la semifinale di un Masters 1000 dopo 4 anni (primo italiano a riuscirci sul cemento), ha recuperato 12 posizioni nel ranking mondiale (da 40° a 28°) e la vetta di quello italiano, ma soprattutto ha mostrato una solidità di colpi e di mentalità che gli mancava da mesi, forse da anni. Non si tratta di una settimana fortunata, ma della logica conseguenza di un lavoro cominciato nel novembre scorso, quando Fabio – precipitato al numero 49 del mondo - ha scelto di affidarsi a Davin, argentino per 7 anni allenatore di Del Potro.

 

Obiettivo Top 10 - Davin, ex tennista mai salito oltre la 30esima posizione, ha fatto meglio da coach che da giocatore. Con lui vinsero uno Slam Gaston Gaudio nel 2004 (Roland Garros) e “Delpo” nel 2009 (Us Open), mentre con Dimitrov la collaborazione è durata pochi mesi. “L'obiettivo è riportare Fabio in top-10”, disse Davin a gennaio tra lo scetticismo generale. “Non deve più dipendere dall'intuizione ma trovare stabilità”, quella che Fabio ha mostrato a Miami contro Harrison, Sousa, Chardy, Young e Nishikori.

Il nuovo "Fogna" rinato a Miami - A novembre Fognini ha raggiunto Davin in Florida e lì ha iniziato a lavorare su tennis e testa. A Indian Wells si erano visti i primi risultati, a Miami sono esplosi evidenti: Fabio ha ricominciato a comandare con il suo dritto da fondo, ha migliorato molto il servizio e non si è mai fatto prendere dal nervosismo, gestendo bene i momenti difficili (vedi il primo set perso con Chardy) e concedendo pochissimi passaggi a vuoto. Senza strafare, con un tabellone che glielo permetteva, Fognini ha battutto i giocatori che il suo talento gli imponeva di battere: vincere le partite alla sua portata è un primo enorme traguardo. Così è arrivato ai quarti, dove non si è lasciato sfuggire l'occasione di far fuori un Nishikori fuori forma.

Spiaggia, sudore e addominali - Il coach del “Fogna” sapeva che tutto questo non sarebbe stato possibile senza che Fabio tornasse ad avere una condizione fisica accettabile. “Fabio – raccontò Davin a gennaio - viene da un anno in cui è stato a lungo infortunato, ha preso qualche chilo. Nei prossimi tre mesi va messo a punto il metodo che gli consenta di giocare un anno senza infortuni”. E così lo ha messo nelle mani di Duglas Cordero, preparatore fisico cubano che ha seguito anche Francesca Schiavone. A furia di allenamenti funzionali in spaggia, sull'erba, sul cemento e in palestra, Cordero ha cancellato la pancetta di Fabio - per incitarlo lo chiama "bestia" - e gli ha restituito la forza nelle gambe che gli è servita per arrivare bene su ogni palla.

 

"Nina, non torno più" - Ora che abbiamo rivisto il miglior Fognini degli ultimi 4 anni bisogna tenere (tutti) i piedi per terra: non chiedetegli la semifinale in tutti i 1000 della stagione, ma solo di continuare come ha fatto questa settimana, superando i tennisti più indietro di lui in classifica, giocando tranquillo e concentrato, convinto dei suoi colpi. A Miami tutto sta funzionando, al punto che sulla telecamera a fine match il Fogna ha scritto un messaggio per la sua Flavia Pennetta, che lo aspetta a Barcellona in dolce attesa: “Nina, non torno più”. Ma Fabio, in realtà, è già tornato.