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Signori del Tennis, Berrettini: "La svolta del mio 2019 e i miti Federer e Nadal”

Tennis

Uno speciale dedicato al tennista italiano e al suo indimenticabile anno, concluso all’ottavo posto del ranking ATP, con la storica partecipazione alle Finals di Londra

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Matteo hai avuto modo di riflettere. Se devi stabilire un nuovo inizio, un momento o un punto dell’anno. Quand’è che inizia il Berrettini 2.0, quello che poi farà il grande exploit?

Credo che la mia stagione sia svoltata proprio su questo campo qua dietro perché ho perso contro Dimitrov al primo turno del torneo di Montecarlo, Masters 1000. Ero molto deluso, ero abbastanza arrabbiato perché non ero riuscito a dare il massimo. Parlai con il mio team e gli dissi: “ragazzi dobbiamo cambiare qualcosa perché non mi va di stare in campo così”. Non era neanche la sconfitta ad avermi fatto male, quanto il modo in cui era arrivata. Da lì ci sono state un paio di cose sul quale abbiamo parlato e riflettuto e lavorato. Vincenzo Santopadre mi dato una mano sia dentro che fuori dal campo. E poi dalla settimana seguente ho iniziato ad inanellare una serie di risultati utili che mi hanno permesso di ripartire alla grande. D’altronde come è sempre stato nella mia giovane carriera le sconfitte mi hanno sempre fatto ripartire per fare buoni risultati.

 

Parliamo dei tuoi colleghi importanti, mi dici cosa invidi ai tuoi colleghi. C’è qualcosa che cerchi di rubare, in senso buono a quelli più famosi. C’è qualcosa che ti piace prendere da uno o da un altro? Magari tu sei diventato un tennista famoso anche imitando, in senso buono, cercando di rubare il meglio da quelli già bravi...

Sono cresciuto nel mito di Roger Federer, nel senso che guardavo e tifavo lui. Poi man mano che mi affacciavo a questo sport ho imparato ad apprezzare tantissimo Rafa Nadal, per come lotta e per il suo atteggiamento in campo. È sempre pronto a guardare le cose positive e questa è una cosa che apprezzo molto. È ovvio che poi ci sono anche gli aspetti tecnici, nel senso che non potrò mai assomigliarli in termini tecnici. Prima di tutto lui è mancino ma anche la tipologia di giocatore. Quindi cerco di rubare da tutti ma allo stesso tempo cerco di far crescere Matteo Berrettini.