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21 marzo 2013

Addio Mennea, Berruti: un asceta. Wells: il più grande

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IL RICORDO. "Pietro era un inno alla tenacia", commenta l'ex velocista. "Per lui l'atletica era lavoro, per me divertimento. Lui pragmatico, io idealista: eravamo come Platone e Aristotele". Pescante: "L'oro di Mosca è la sintesi della sua personalità"

Wells, il mio più grande rivale - "Sono molto triste, è stato il mio più grande rivale". Così Allan Wells ha voluto ricordare Pietro Mennea, suo avversario alle Olimpiadi di Mosca, dove l'azzurro vinse l'oro nei 200 battendolo di appena due centesimi. "E' un giorno molto triste, non mi aspettavo questa notizia. Mi consola sapere che verrà sempre ricordato come un grande atleta, tra i migliori della sua generazione".

Napolitano: "Atleta indimenticabile" -
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla signora Manuela Olivieri Mennea, un messaggio di cordoglio. "Ho appreso con personale tristezza e rammarico la notizia della prematura scomparsa di Pietro Mennea, indimenticabile atleta simbolo dello sport italiano".

Monti: "Ha onorato il nostro Paese"-
Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha inviato alla famiglia di Pietro Mennea il seguente messaggio di cordoglio: "Desidero esprimere il più profondo cordoglio per la prematura scomparsa di Pietro Mennea, grande uomo di sport. Campione di impegno e determinazione, nell'atletica e nella vita, ha onorato il nostro Paese con le sue straordinarie imprese. Il suo ricordo rimarrà nella memoria di tutti gli italiani".

Berruti: "Un inno alla tenacia" -
"Scompare un asceta dello sport, interpretato sempre con ferocia, volontà, determinazione". Livio Berruti, medaglia d'oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Roma 1960, ricorda così Pietro Mennea, morto oggi a Roma. "Mennea - aggiunge - è stato un inno alla resistenza, alla tenacia e alla sofferenza. All'atletica italiana manca questa grande voglia di emergere e di mettersi in luce. Tra noi c'è stato un rapporto molto dialettico: per lui l'atletica era un lavoro, io lo facevo per divertirmi; lui era pragmatico, io idealista. Il nostro è stato uno scontro, come tra Platone e Aristotele".

Il Cio: lascia un grande vuoto - "E' stato atleta prestigioso e anche dirigente di valore, Pietro Mennea lascia un grande vuoto nel movimento olimpico". Così il presidente del Cio, Jacques Rogge, ha tratteggiato in una lettera al presidente del Coni, Giovanni Malagò, la figura dell'ex primatista mondiale e medaglia d'oro a Mosca '80 dei 200.

Prandelli: "Un simbolo del Sud che tutti noi italiani abbiamo dentro" - "Il mio ricordo di Mennea, che non ho mai avuto il piacere di conoscere - le parole del ct della nazionale di calcio - è il terzo posto alle Olimpiadi del '72. Tutto nacque da lì, un bianco, italiano, del Sud, che sfidava i neri della velocità, o i grandi dell'est come Borzov. Aveva una determinazione e una volontà fortissime, il dna italiano. Di tutti noi che ci portiamo dentro il nostro sud".

Buffon: "Indimenticabile per tutti noi" - "Ci ha lasciato Pietro Mennea. Un uomo che ha portato il tricolore a sventolare alto in tutto il mondo". Queste le parole del portiere della Nazionale di calcio, che ha dedicato un pensiero su Twitter al re della velocità.

Totti: "Ciao campione, sei stato il nostro orgoglio" - Attraverso il proprio sito ufficiale, ecco il ricordo del capitano giallorosso: "Quando ero bambino e poi anche da ragazzo, tra noi amici a quello che correva più forte si chiedeva sempre: Ma chi sei, Mennea? Perchè a quei tempi per noi Mennea rappresentava il mito della velocità.  Mando un abbraccio a tutta la sua famiglia, in questo giorno di dolore mi stringo a loro. Lui è stato il nostro orgoglio, ha affrontato i più grandi corridori e li ha battuti. Ciao Pietro, ciao campione".

Sara Simeoni: "Noi rivoluzionari della vittoria"
-  "Il ricordo di Pietro Mennea è quello di un ragazzo che faticava: eravamo solo noi due a Formia ad allenarci e abbiamo condiviso la fatica. Ci siamo incoraggiati a vicenda, senza tanti giri di parole: bastava guardarci negli occhi. In ogni caso abbiamo intrapreso un percorso molto bello". Così Sara Simeoni, olimpionica a Mosca nell'80 ed ex primatista mondiale del salto in alto, ricorda Pietro Mennea.

Malagò: "Perdita incolmabile"
- Pietro Mennea "non era un superuomo, ma è riuscito in imprese che hanno fatto la storia dello sport". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò ha ricordato l'olimpionico scomparso oggi. "Sono molto, molto triste. Sapevo della sua malattia, gestita con riservatezza, come era nello stile della persona. E' una perdita incolmabile, dobbiamo fare il possibile per ricordare un atleta più unico che raro".

Abete: "La sua morte sconvolge tutto il mondo dello sport" - "Mennea per noi era un simbolo". Il presidente della Figc Giancarlo Abete ricorda così il velocista azzurro: "La sua morte ci colpisce tutti e sconvolge l'intero mondo dello sport, quindi anche il calcio".

Carraro: "Rappresentante dell'atletica pulita" - "Le medaglie olimpiche, le straordinarie vittorie, il record del mondo durato moltissimo hanno collocato Pietro Mennea tra i più grandi dell'atletica mondiale di tutti i tempi. Ha ottenuto tutto ciò grazie al talento naturale e a una vita di sacrifici indicibili". E' il ricordo di Franco Carraro, presidente del Coni all'epoca dei successi di Mennea. "Aveva un carattere complesso, ma non gli si poteva non voler bene per la sua generosità e per l'amore che aveva per lo sport. E' stato un fantastico rappresentante di una atletica pulita e ha onorato lo sport italiano".

Pescante: "L'oro di Mosca è il suo ritratto" - "Si tratta di uno dei più grandi atleti della storia dello sport italiano e mondiale", il ricordo di Mario Pescante, membro del Cio ed ex presidente del Coni. "Sono legato a Pietro Mennea dal ricordo di Mosca 1980: credo che quella vittoria rappresenti la sintesi della personalità dell'uomo prima che dell'atleta: difficoltà interiori superate combattendo con se stesso e poi esplodendo sul campo".

Stefano Baldini: "Fonte di ispirazione" - "Sono indimenticabili quei 200 metri a Mosca in ottava corsia, rimangono nella leggenda dello sport", dice Stefano Baldini, vincitore della maratona alle Olimpiadi di Atene. "La sua figura era di riferimento nel momento in cui l'atletica era davvero lo sport di riferimento a livello nazionale. Per me è stato motivo di ispirazione, le prime gare che ho visto sono state quelle con Mennea e Simeoni".

Valentina Vezzali: "Esempio per i giovani" - "Era il mio mito", le parole di Valentina Vezzali. "E' una notizia che mi ha lasciato di stucco, lo avevo visto proprio a Jesi a giugno prima delle Olimpiadi. Avevamo cenato insieme, aveva scherzato con il mio Pietro. Lo ricordo con quegli occhi da bambina con i quali da bambina lo vedevo compiere imprese per la nostra Italia. Ha fatto grande la nostra Italia, mi auguro che quello che ha fatto per il nostro sport rimanga ben radicato nei nostri cuori e possa essere d'esempio per le future generazioni".

Josefa Idem: "Ricordo indelebile" - "Sgomento e profonda tristezza, è questo ciò che ho provato apprendendo la notizia della scomparsa di Pietro Mennea", il messaggio di cordoglio della campionessa olimpica Josefa Idem. "Mi stringo alla famiglia a cui rivolgo il mio pensiero rammentando che la grandezza dell'atleta, pari alle sue qualità umane, lasceranno indelebile in tutti noi il suo ricordo".

Pagnozzi: "Determinazione quasi maniacale" - "Ha rappresentato una svolta epocale ed ha insegnato al mondo dello sport che con l'impegno e la determinazione quasi maniacale si poteva arrivare anche ai vertici del mondo", le parole dell'ex segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi. "Di lui ho un ricordo molto particolare, legato al suo carattere, al suo modo di esprimersi, al suo essere sempre spontaneo".

Arese: "Serietà senza eguali" - "Io ero capitano in quella squadra in cui lui era uno dei protagonisti. Penso sia una perdita non solo per l'atletica italiana ma per tutto lo sport italiano". Così l'ex atleta ed ex presidente della Fidal, Franco Arese. "La sua voglia di arrivare, la sua serietà, il suo agonismo, non hanno avuto eguali. Ci lascia questi valori, è stato un grande atleta e un grande uomo. Lo ricordo con affetto e stima".

Giomi: "Giorno tristissimo" - "E' una situazione troppo dolorosa, si fa fatica a fare commenti, perché non solo era un grande uomo di sport, ma anche un grande amico. Proprio qualche settimana fa ci eravamo ripromessi di vederci presto, al telefono. E non ci siamo riusciti. Per la Fidal è un giorno tristissimo", il commento di Alfio Giomi, presidente della Federazione Italiana Atletica Leggera.

Gola: "Uno dei più grandi dello sport italiano" - "Sono veramente sconvolto", le prime parole dell'ex presidente della Fidal Gianni Gola. "Purtroppo sono fuori dall'ambiente sportivo da tanti anni e non sapevo che stesse male, ormai le notizie mi arrivano di riflesso. Sono basito, era nel fiore degli anni, e una delle più grandi figure dello sport italiano e un grande uomo. Riesco a dire solo di essere sconvolto".

Damilano: "Un uomo che ha dato la svolta all'atletica"
- "Sono sconvolto. Con Pietro  abbiamo condiviso tanti momenti sportivi e non, con lui viene a  mancare uno dei più grandi riferimenti nella storia dell'atletica, un atleta e un uomo che ha saputo dare una svolta al nostro mondo".

Oliva: "Ha compiuto imprese impossibili" - "Oltre a perdere un grande uomo di sport perdo un grande amico. Pietro con lo spirito, il sudore e la  fatica ha compiuto imprese impossibili, a Mosca nei 200 metri all'uscita di quella curva era quarto e riuscì nella rimonta".

Masala: "Per lui ogni cosa si poteva fare"
- "Mennea era uomo solitario e in controtendenza. Dal punto di vista umano era piuttosto introverso, lui ragionava e valutava. E qualsiasi fossero i suoi obiettivi, sportivi e non, tirava fuori la grinta per raggiungerli. Quando c'era da dire qualcosa lui la diceva. Pietro rappresentava la frase: si può fare".

Il Ministro Gnudi: "Simbolo di uno sport pulito" -  "Oltre a essere un eccezionale campione, Mennea è stato e continuerà a essere il simbolo di uno sport pulito e leale, lontano dagli scandali e dalla mondanità".