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Fabio Scozzoli, l'oro della resilienza. Dedicato all'amico scomparso Mattia

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Lia Capizzi

Nella prima giornata degli Europei di nuoto in vasca corta, uno strepitoso Fabio Scozzoli sale sul gradino più alto del podio nei 50 rana, centrando anche il record continentale. E il pensiero va subiro all'amico scomparso, Mattia Dall'Aglio. Bene il baby fenomeno Martinenghi e ottimo argento della 4x50 sl

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La dedica d'oro di Fabio per Mattia Dall'Aglio, nuotatore ma soprattutto amico del cuore scomparso lo scorso agosto, stroncato da un malore mentre si allenava in palestra. "Mattia mi è sempre stato vicino nei momenti più difficili".

Decisiva la bracciata in più che Scozzoli ha da poco aggiunto alla sua nuotata. L'adrenalina dei 50 rana e un oro luccicante per il 29enne di Forlì, capace di lasciarsi alle spalle il russo Prigoda e, sul gradino più basso del podio, il fuoriclasse britannico Adam Peaty che ha rivoluzionato la specialità, con il suo vistosto leone tatuato sul petto. Ma il vero leone a Copenaghen si chiama Fabio, capace di rialzarsi dopo una Via Crucis di problemi, la rottura del crociato nel 2013 nel momento più alto della sua carriera, una serie di cambi di residenza e scelte tecniche sbagliate che Scozzoli da autocritico ha sempre ammesso, ricordandole come esperienze di vita comunque formative.

La memoria corta di alcuni sponsor, troppo frettolosi nell'accantonarlo. Infine, a spronarlo negli ultimi 12 mesi, la concorrenza in casa, piuttosto agguerrita, del baby fenomeno Nicolò Martinenghi (ottavo nei 50 rana dopo aver stabilito il nuovo Record Mondiale Juniores in semifiminale, 26"31), il re e il piccolo principe della rana azzurra si piacciono e si stimano, uno fa da stimolo all'altro. Ai Mondiali di Budapest dello scorso luglio Scozzoli era tornato a nuotare - dopo 3 anni- sotto il minuto nei 100 rana, ma è nella vasca da 25 metri che si esalta, mica è un caso se nel 2012 a Istanbul fu il primo oro mondiale in assoluto di un italiano in corta. Qui a Copenaghen fa il botto: oro e record Europeo in 25"62.

Esempio di resilienza, di chi sa rialzarsi dopo aver quasi perso tutto. Hanno appena perso il loro trascinatore, Filippo Magnini fresco di ritiro, gli azzurri della velocità che al vecchio capitano dedicano l'argento nella 4x50sl. Due debuttanti, l'artista Lorenzo Zazzeri e Alessandro Miressi, il ritrovato bomber Marco Orsi e il mattatore tirato a lucido Luca Dotto che in prima frazione stampa il suo personale a distanza di 7 anni (20"92). Segnali importanti di adesso con vista sul futuro per il nostro nuoto.