Mondiali nuoto, il duo misto Minisini-Flamini d'argento nel sincronizzato

Nuoto

Seconda medaglia italiana al Mondiale in corso in Corea del Sud: Minisini-Flamini conquistano l'argento alle spalle dei russi Maltsev e Gurbanderdieva. Dopo il successo dello scorso anno all'Europeo di Edimburgo, Chiara Pellacani e Elena Bertocchi chiudono al nono posto la prova del sincro dal trampolino di 3 metri

Un argento che brilla di emozione con però un ombra di dispiacere. Giorgio Minisini e Manila Flamini devono abdicare lo scettro di campioni del mondo nel duo misto tecnico. In uno sport valutato da una giuria il risultato a volte può essere frutto della soggettività a discapito delle prestazioni e dei parametri certi. La medaglia d’oro se la mette al collo la coppia russa  Aleksandr Maltsev e Mayya Gurbanderdieva con 92.0749 punti (28.00 per l’esecuzione, 27.3 per l’impressione artistica, 36.1749 per gli elementi). Già secondi in classifica dopo i preliminari, con un ritardo di 1.2 punti dai rivali russi, gli azzurri cercano la carta della rimonta. Un vero peccato perché le due esecuzioni sono totalmente diverse, da una parte la classicità dei russi dall’altra l’innovazione degli italiani. Minisini e la Flamini in finale sfoderano una prova di grande spessore tecnico. Ad emozionare è soprattutto l’espressione emotiva della routine, la migliore. Due anni fa avevano conquistato l’oro ai Mondiali di Budapest con anche il messaggio sociale sulle note di “Un urlo da Lampedusa”. Qui a Gwangju mettono in scena la storia struggente di “Tritone” (musiche di Michele Braga e coreografia di Anastasia Ermakova), l’amore impossibile del figlio del Dio del mare Poseidone nei confronti di una sirena. Giorgio e Manila si cercano, si sfiorano, si vivono disperati. Il pubblico applaude commosso ma il verdetto dei giudici non è altrettanto magnanimo: 90.8511 (27.5 per l’esecuzione, 27.4 per l’impressione artistica, 35.9511 per gli elementi). Con signorilità il 23enne e la 31enne, entrambi romai (Fiamme Oro e Aurelia Nuoto), si inchinano ai vincitori e accettano con il sorriso la loro medaglia d’argento, la seconda in ordine cronologico per l’Italia in questi Mondiali dopo il bronzo di Rachele Bruni nella 10 km di nuoto di fondo. Medaglia di bronzo, la coppia giapponese Atsushi Abe e Yumi Adachi (88.5113). Per la prima volta non sale sul podio iridato l’americano Bill May, 40 anni, la vera icona del nuoto sincronizzato maschile. Si deve accontentare del quarto posto in coppia con la connazionale Vera Figueroa (86.9235). Fu lui a vincere, con caparbia, la battaglia per introdurre gli uomini in gara ai Mondiali di Kazan nel 2015 dove conquistò l’oro nel tecnico con pure l’esordio del 19enne Giorgio Minisini che da May era volato Oltreoceno per partecipare ad uno stage e ricevere preziosi consigli.

Italia, argento nella highlight routine di nuoto sincronizzato

L'Italia conquista l'argento nella nuova gara indrodotta da questa edizione nel programma Mondiale. Si chiama highlight routine e prevede un mix tra esercizi classici attraverso spinte, coreografie a fior d'acqua e connessioni.  È la prima medaglia mondiale di squadre nella storia del nuoto sincronizzato azzurro. Beatrice Callegari, Linda Cerruti, Costanza Di Camillo, Gemma Galli, Alessia Pezone, Federica Sala, Domiziana Cavanna, Francesca Deidda, Costanza Ferro ed Enrica Piccoli, queste le sincronette protagoniste dell'esibizione che vale l'argento ( 91.7333 punti) dietro all'Ucraina medaglia d'oro (94.5). Terzo posto per la Spagna (91.1333).  Non erano iscritte Russia, Cina e Giappone che hanno preferito snobbare questa gara novità

Tuffi, nono posto per la coppia Pellacani-Bertocchi

La Cina non sbaglia un colpo. E’ un dominio nei tuffi, come da pronostico. Arriva la sesta medaglia cinese in sei gare ai Mondiali di Gwangju grazie all’oro conquistato dalla formidabile coppia Shi Tingmao e Wang Han (342.00 punti) nel sincro 3 metri femminile. Argento per le canadesi Jennifer Abel e Melissa Citrini Beaulieu (311.10) davanti alle messicane, la 33enne neo mamma Paola Espinosa Sanchez e Melany Hernandez Torres (294.90). Chiara Pellacani e Elena Bertocchi chiudono al nono posto al termine di una prestazione con qualche sbavatura di troppo. L’anno scorso agli Europei di Edimburgo furono capaci di salire sul gradino più alto del podio, successo eclatante divenuto fenomeno mediatico grazie alla rivelazione della baby Chiara, campionessa d’Europa a 15 anni, più precoce di Tania Cagnotto che aveva vinto la prima medaglia della sua prestigiosa carriera all’età di 17 anni. A questi Mondiali coreani la coppia azzurra arriva a corto di allenamento per via degli infortuni (spalla e tallone) della milanese Bertocchi nell’ultima fase di preparazione. Concludono il programma obbligatorio dei primi due tuffi con 91.80 punti. Il sincronismo non è perfetto nel doppio salto mortale e mezzo con un avvitamento (60.30 punti). Grazie al penultimo tuffo, il triplo e mezzo avanti carpiato da 63.24 punti, risalgono al settimo posto per concludere la finale con il doppio e mezzo ritornato carpiato (59.40) e un totale di 274.74 punti (il punteggio 289.26 degli Europei di un anno fa sarebbe valso oggi il quinto posto). Il pass olimpico lo conquistano solo le prime tre classificate, per la Pellacani e la Bertocchi le possibilità di qualificazione nel sincro sono rimandate alle gare di Coppa del mondo del prossimo inverno. Entrambe torneranno in gara venerdì per la prova dal trampolino 3 metri e qui dovranno giocarsi le loro chance individuali: le prime dodici volano automaticamente a Tokyo.

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