Europei scherma, infinita Errigo: argento nel fioretto, 23^ medaglia continentale
Scherma Foto Bizzi/FederschermaSeconda medaglia per l'Italia ai Campionati Europei di scherma in corso ad Antony: Arianna Errigo ha conquistato l'argento, fermata solo in finale dall'ucraina Sopit (15-8). Per Arianna è la 23^ medaglia europea in carriera. Nella sciabola maschile 5° posto per Michele Gallo
Arianna Errigo allunga ancora la sua storia europea: ad Antony è argento nel fioretto femminile. La capitana azzurra sale sul podio continentale per la 23^ volta in carriera, diciassette anni dopo la prima medaglia europea conquistata nel 2009. La finale l’ha vinta l’ucraina Olga Sopit, 15-8, ma la giornata di Errigo resta una delle immagini forti dell’Europeo italiano. A bordo pedana, fino all’ultimo assalto, c’erano il marito e maestro Luca Simoncelli, i figli, i genitori e tutto lo staff azzurro. Una presenza familiare che ha accompagnato una gara lunga, nervosa, cominciata senza pieno controllo nel girone. Errigo ha chiuso la fase preliminare con quattro vittorie e due sconfitte, poi nel tabellone ha cambiato passo. Nei sedicesimi ha battuto la romena Dinca 15-6, entrando davvero dentro la gara. Negli ottavi è arrivato il derby con Anna Cristino, vinto 15-13 dopo un assalto combattuto e mai banale. Nei quarti, contro l’ungherese Jazmin Papp, il punteggio è stato ancora 15-13: la stoccata della certezza della medaglia. Papp aveva appena eliminato Martina Batini, poi nona nella classifica finale. In semifinale Errigo ha superato 15-11 la russa Vladislava Peniushkina, guadagnandosi un’altra finale europea. Solo nell’ultimo atto Sopit ha trovato più ritmo e più pulizia, chiudendo 15-8. Alla fine, per Errigo, abbracci e sorrisi più che rimpianti: una medaglia pesante, dentro una carriera già enorme. Le altre azzurre hanno chiuso lontano dal podio: Batini nona, Cristino quattordicesima, Martina Favaretto diciottesima. Proprio Favaretto, a fine gara, ha scelto parole lucide e molto equilibrate. Ha riconosciuto di non aver tirato al suo livello e di non essere riuscita a gestire al meglio la tensione della giornata. Una lettura onesta, senza alibi, che restituisce anche la pressione di una gara europea affrontata da una delle favorite. Nel complesso, il fioretto femminile porta una medaglia, ma meno di quanto il valore del gruppo lasciasse immaginare, pur considerando un tabellone non particolarmente fortunato. Tutte considerazioni condivise dal ct del fioretto Simone Vanni, consapevole di punti di forza su cui spingere ed errori da non ripetere.
Gallo a una stoccata dal podio
Nella sciabola maschile il rammarico più grande è per Michele Gallo, quinto a una sola stoccata dal podio Il salernitano dei Carabinieri era entrato in corsa nella convocazione, prendendo il posto dell’infortunato Luca Curatoli. Una chiamata non semplice, arrivata in un quadro cambiato all’ultimo, ma Gallo ha risposto con una gara di sostanza. Dopo un finale di stagione in crescita, ha confermato anche ad Antony di poter stare nelle zone alte del tabellone. Nel primo assalto a eliminazione diretta ha battuto lo spagnolo Florez 15-9. Poi ha superato con autorità il russo Danilenko, 15-10, entrando tra i migliori otto. Il quarto di finale contro il francese Jean-Philippe Patrice è stato l’assalto della giornata per la sciabola azzurra. Gallo ha retto il confronto in un palazzetto inevitabilmente spinto verso l’atleta di casa. Si è arrivati fino al 14 pari, con la medaglia a una sola stoccata. L’ultima l’ha messa Patrice, poi diventato campione d’Europa: 15-14 e quinto posto per Gallo. Più indietro gli altri azzurri: Cosimo Bertini diciottesimo, Matteo Neri diciannovesimo, Pietro Torre ventottesimo. Dopo due giornate l’Italia è a quota due medaglie: l’oro di Simone Mencarelli e l’argento di Arianna Errigo. Giovedì si chiude il programma individuale con 100 spadiste e 66 fiorettisti al via: per l’Italia Fiamingo, Rizzi, Santuccio, Kowalczyk, Bianchi, Macchi, Marini e Martini. Il medagliere aggiornato mostra una Francia balzata in avanti a quota 3 medaglie, grazie alla finale della sciabola tutta firmata Blues e subito dopo l’Italia, che con un oro e un argento dopo quattro prove individuali già sta facendo meglio dello scorso anno a Genova.