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Europei, Italia d'oro nel fioretto femminile

Scherma
Sara Cometti

Sara Cometti

Bizzi Federscherma

L'Italia ha vinto la medaglia d'oro agli Europei di scherma di Antony nel fioretto femminile. Il quartetto azzurro composto da Arianna Errigo, Martina Batini, Anna Cristino e Martina Favaretto si è laureato campione d'Europa battendo in finale le padrone di casa della Francia con il punteggio di 45-31. In precedenza, le azzurre del Ct Vanni avevano superato la Polonia e l'Ucraina. Per l'Italia è la sesta medaglia in questa edizione degli Europei, la terza d'oro: superata la Francia

Il fioretto femminile era la carta più forte del mazzo azzurro, con la striscia positiva di vittorie del 2026 e lo ha confermato senza lasciare molto alle avversarie. Le ragazze del CT Simone Vanni hanno esordito nei quarti contro la Polonia, battuta 45-27, poi hanno dominato la semifinale contro l’Ucraina, chiusa 45-22. Due assalti molto diversi per peso e contesto, ma identici nella sostanza: Italia sempre in controllo, turni ben distribuiti, nessuna vera frattura tecnica o emotiva. La finale con la Francia ha aggiunto il carico del palazzetto di casa e il tema che attraversa tutto questo Europeo: Italia-Francia è diventata la sfida dentro la sfida. Gli spadisti azzurri avevano tolto il titolo ai francesi il giorno prima, battendoli 45-30 nella finale della spada maschile. Qui il fioretto femminile ha completato il percorso, riportando l’Italia davanti anche nel medagliere. Dentro questo oro c’è soprattutto il lungo filo Arianna Errigo. Il suo Europeo era cominciato con un’altra medaglia individuale, l’argento numero 23 a livello continentale, diciassette anni dopo il primo podio europeo del 2009 e dieci anni dopo il primo oro individuale del 2016. Ad Antony Arianna ha vissuto tutto con la famiglia a bordo pedana, marito, figli e genitori, dentro quella normalità organizzata delle trasferte che da anni accompagna la sua carriera, così la sua storia diventa in tutti i sensi un racconto di squadra. Un clima difficile da immaginare solo alcuni anni fa. Accanto a lei, invece, Batini, Cristino e Favaretto hanno dato alla gara il peso che il gruppo non era riuscito a esprimere fino in fondo nell’individuale. Le parole a fine gara dicono questo. Favaretto, dopo la prova personale chiusa lontano dal podio e analizzata con molta lucidità, ha trovato nella squadra il contesto giusto per ripartire. Cristino ha confermato presenza e affidabilità, Batini ha portato esperienza e gestione. Il risultato è una vittoria costruita più sulla tenuta complessiva che sul singolo assalto. Per queste ultime, le parole del maestro di staff Alessandro Puccini sono di stima vera e ammirazione, come quelle del ct Simone Vanni, che pur nell’euforia della vittoria riesce a trovare anche un pensiero toccante per il campione Igor Protti: ammirato in campo, sebbene avversario del suo Pisa. Diversa la giornata della sciabola maschile. L’Italia di Andrea Terenzio, con Cosimo Bertini, Michele Gallo, Matteo Neri e Pietro Torre, aveva cominciato bene: 45-19 all’Azerbaijan negli ottavi, poi 45-40 alla Polonia nei quarti, in un assalto non semplice ma sempre condotto nel punteggio. In semifinale è arrivata la sconfitta con l’Ungheria, 45-36, e nella finale per il bronzo il ko con la Francia, 45-32. Il quarto posto lascia rammarico, ma anche una lettura chiara. In questo Europeo l’assenza di Luca Curatoli ha pesato non solo dal punto di vista tecnico, ma anche nella struttura emotiva del gruppo. Lo hanno sottolineato Andrea Terenzio e gli stessi sciabolatori: Curatoli è un riferimento in pedana e fuori, un elemento di equilibrio in una squadra giovane che ad Antony ha dovuto adattarsi in corsa. Michele Gallo, subentrato dopo l’infortunio di Curatoli, aveva già dato un segnale forte nell’individuale, quinto, dopo il 15-14 perso contro Patrice, poi campione d’Europa. A squadre l’Italia ha mostrato momenti buoni, ma non abbastanza continuità per salire sul podio. Il messaggio del gruppo, a fine gara, è stato netto: umiltà, serietà, senso di responsabilità e lavoro da riprendere subito, a testa bassa. Dopo cinque giornate l’Italia sale in testa al medagliere e supera la Francia: tre ori contro due. Il confronto con i padroni di casa resta il filo competitivo più forte di questi Europei, anche perché molte delle stoccate più pesanti sono passate proprio da lì: la finale vinta nella spada maschile, quella del fioretto femminile, la finale per il bronzo persa nella sciabola maschile, la semifinale della sciabola femminile. Domani si chiude con spada femminile e fioretto maschile a squadre. La notizia arrivata in mattinata è che nel fioretto maschile a squadre non ci sarà Tommaso Martini, bronzo individuale al debutto europeo Senior. Il problema al flessore accusato nella gara individuale consiglia prudenza: al suo posto tirerà Giulio Lombardi (già finalista in coppa del mondo in questa stagione). Una sostituzione che cambia la composizione del quartetto e aggiunge un tema tecnico alla prova di domani, con Bianchi, Macchi, Marini e Lombardi chiamati a difendere il titolo dello scorso anno. Per gli azzurri, un’ultima occasione per dare forma definitiva al bilancio di Antony.

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