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Prima Categoria, bestemmia in area: l'arbitro lo espelle e assegna il calcio di rigore

Calcio

È accaduto durante BM8 Spoleto-Cascia, match valido per la Prima Categoria umbra: sul risultato di 1-1, il difensore dei padroni di casa pronuncia un'espressione blasfema all'interno della propria area di rigore. L'arbitro lo espelle e concede un penalty agli ospiti che vinceranno 4-2. Pronto il ricorso: l'eventualità della ripetizione del match ammette un precedente a novembre nella sfida Bacigalupo-Barracuda

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Era successo due mesi fa tra Bacigalupo e Barracuda nella Prima Categoria piemontese, campionato che in Umbria ha registrato lo stesso episodio. Durante BM8 Spoleto-Cascia, match valido per la 18^ giornata del girone C, è andato in scena un altro eccesso di nervosismo. Non si parla di violenza fisica ma verbale, trattasi di un’espressione blasfema d’attualità pure in Serie A (Mandragora punito in questa stagione) sebbene dai contorni incredibili. Sull’1-1 della partita, il difensore di casa Falchi ha accompagnato un rinvio dalla sua area di rigore con una bestemmia: inflessibile il giovane arbitro ternano Daniele Fora che, interrotto il gioco, ha assegnato un penalty alla formazione ospite ed espulso il giocatore. Inutili le proteste del BM8 Spoleto a precedere la trasformazione del rigore, gol che è valso il vantaggio ad inaugurare il 4-2 finale per il Cascia.

Increduli i membri della squadra di casa al termine del match, stupore che ha spinto alla presentazione di un ricorso ufficiale per chiedere la ripetizione della partita. Come passaggio fondamentale nel reclamo, infatti, s’insiste sul regolamento che punisce l’uso di linguaggi ingiuriosi o infrazioni verbali con una punizione indiretta. E in caso di fischio arbitrale, dunque, sarebbe dovuta essere assegnata una punizione a due e non un calcio di rigore: ecco perché l’BM8 Spoleto attende il verdetto sulla vicenda dalle dinamiche identiche a Bacigalupo-Barracuda. Due mesi fa la formazione ospite presentò ricorso al Comitato Regionale Piemonte Valle d’Aosta incontrando l’ammissione d’errore dell’arbitro, quanto bastò per ripetere il match. Ecco perché quanto accaduto in Umbria potrebbe ammettere lo stesso sviluppo.