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Messi e quella "pazza" notte con Icardi: bentornato a Milano

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Alfredo Corallo

Dopo alcuni anni di "assenza" il fuoriclasse del Barça torna a Milano per affrontare l'Inter (sempre se giocherà), ma in passato i suoi "blitz" erano frequenti, legati anche all'amicizia con Dolce e Gabbana, che nel 2013 organizzarono un mega-party per il suo compleanno. Tra gli invitati pure un giovane Icardi, appena acquistato dai nerazzurri

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Cosa ci facevano Leo Messi, Maurito Icardi e Pippo Inzaghi seduti al tavolo di una discoteca, a Milano, a bere champagne e a parlare di... Giaccherini? Altro che autogol! Fu quella notte che cominciammo a chiamarlo "Giaccherinho": tacco di Balotelli, diagonale a incrociare e ciao Julio Cesar, ricordate? Esattamente il 22 giugno del 2013: dall'altra parte del mondo, a Salvador, Brasile e Italia in campo per la Confederations Cup; mentre in un vecchio cinema milanese di Via Piave il nostro trio di super bomber si godeva il megaparty organizzato da Dolce & Gabbana per il 26° compleanno della Pulce, considerato un fratello per la coppia di stilisti più famosa del mondo. D'altronde, soltanto loro potevano convincerlo a ritirare un Pallone d'oro indossando uno smoking a pois...

Torna a casa Messi

Il fuoriclasse del Barcellona torna a Milano per affrontare l'Inter (sempre che giocherà) a distanza di 4 anni dall'ultima volta, precisamente dal settembre del 2014, quando aveva "approfittato" della pausa per le nazionali - in ripresa dall'infortunio e dallo "shock" post-finale Mundial - per un blitz nella boutique D&G in corso Venezia con la fidanzata (oggi moglie) Antonella Roccuzzo. Da allora - vuoi per l'assenza di incroci dei blaugrana con Inter e Milan, ma anche per gli impegni extra-calcistici con i figli, nel frattempo diventati tre - non si sono più "registrate" incursioni dell'argentino nel quadrilatero nella moda (quelle pubbliche, almeno). Eppure, c'è stato un tempo in cui Leo era di casa a Milano, specialmente in quel "famoso" 2013. 

Cotoletta e prosecco

Fresco di Pallone d'Oro (il 4° consecutivo, davanti al solito Cristiano e al compagno blaugrana Iniesta) era volato nemmeno una settimana più tardi a Milano per ringraziare personalmente Domenico e Stefano della chiacchieratissima "mise" che avevano confezionato per lui (la celebre giacca di seta nera a pallini bianchi e con papillon a pendant). Smessi i panni luccicanti della star e tornato in felpa, jeans e "scarp de tenis", lo incontrammo all'entrata del ristorante "Gold", in piazza Risorgimento, insieme ai fratelli Matias e Rodrigo, e a papà Jorge. Sceso dal suv di ordinanza, accontentò alcuni coraggiosissimi e speranzosi fan interisti (saranno stati 4-5 gradi sotto zero, era gennaio), ma li persuase, con uno sguardo eloquente, che la Serie A fosse veramente l'ultimo dei suoi pensieri. Quindi un saluto allo staff, che ci racconterà "live" il menù dell'ospite, accomodato in una saletta privata: risotto, cotoletta alla milanese, e uno specialissimo succo di macedonia e zucchero, annaffiato da una goccia - di numero - del suo prosecco preferito. 

Calciatore-modello

Non passerà un mese che Leo farà di nuovo tappa in Italia, per gli ottavi di Champions contro il Milan di Allegri, che vincerà 2-0 (eurogol di Boateng e Muntari) prima di capitolare proprio sotto i colpi del 10 argentino al Camp Nou (4-0 Barça). Eliminato in semifinale dal Bayern Monaco, ma campione di Spagna e Pichici della Liga con 46 gol, eccolo ancora a Milano per una giornata tutta dedicata a lui dai "compari" stilisti, quel "fatidico" 22 giugno. Iniziato con la sfilata della Collezione Primavera-Estate della maison (e la pacifica "invasione di campo" di un uomo nudo sulla passerella) e proseguita nel pomeriggio con la presentazione del volume fotografico "Lionel Andrés Messi" firmato dallo stesso Domenico Dolce e autografato dal giocatore per 1.500 fortunati, con ricavato in beneficenza alla Fundacionleomessi per bambini decisamento meno fortunati. Ma il vero show era atteso in serata al Metropol, un vecchio cinema alle spalle di Corso Buenos Aires, trasformato magicamente nel Cocoricò...  

Leo deejay

Messi si presenta intorno alla mezzanotte, al triplice fischio di Brasile-Italia (4-2, nonostante la prodezza di Giaccherinho). Lo vediamo scendere da una Jaguar, nel suo smoking total white, e l'entrata è spettacolare: atteso da una ventina di cheerleaders colorate di nero e oro (naturalmente) e un grande "10" sul petto, scortato fino al palchetto "reale" che si affacciava su questa sorta di arena impazzita al ritmo di "Simply the best" della Turner. In un turbinio di bellissime modelle e habitué del jetset, immerso in un mare di Moët & Chandon, Messi si libera dell'abito "monacale" di ragazzo tutto casa e Camp Nou e sorprende tutti, in maniche di camicia e alla consolle con Domenico e Stefano sulle note di "Vogue" e Madonna. 

Icardi & Zhang

Musica per le orecchie del rossonero Pippo Inzaghi - in "rappresentanza" del Milan - e del giovanissimo Mauro Icardi, invitato dal "maestro" Messi, in nome di Rosario e dei tempi della Masia, al suo debutto assoluto nella mondanità milanese da neo acquisto dell'Inter di Massimo Moratti, che l'avrebbe visto bene a duettare con Leo. Sogno proibito - da sempre - dell'ex presidente nerazzurro, che nel 2006 era pronto a pagare la clausola da 150 milioni di euro, come raccontato in più di una occasione dal patron catalano Joan Laporta. E sebbene le visioni oniriche non facciano impazzire Steven Zhang ("Non mi piace parlare di sogni perché non si avverano mai" ha detto all'insediamento da neo presidente), pare che invece ci stia lavorando: e chissà che d'ora in avanti Messi non torni di moda da queste parti.