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Real, crisi di metà stagione. E il Napoli spera

Liga
Zinedine Zidane, allenatore del Real Madrid (Getty)

Dopo 40 partite senza sconfitte e 9 mesi di imbattibilità, il Real Madrid di Zidane è caduto per due volte nel giro di 4 giorni. "Nulla di preoccupante", rassicura l'allenatore francese. A metà febbraio, però, al Bernabeu arriverà il Napoli per l'andata degli ottavi di Champions e i tifosi azzurri sperano che il periodo di appannamento possa diventare una vera crisi 

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"Siamo in un momento negativo e dobbiamo trovare una soluzione, ma ne usciremo. Non sono in alcun modo preoccupato". Ci tiene a fermare l'emorraggia il prima possibile, Zinedine Zidane. A scacciare immediatamente ombre, fantasmi e critiche roventi. E lo fa parlando molto chiaramente al termine della partitra persa contro il Celta, andata dei quarti di finale di Coppa del Re, seconda sconfitta nel giro di quattro giorni dopo quella, rocambolesca, patita a Siviglia per mano di Jovetic. Una mini crisi di mezza stagione, dunque, che fa parlare media e tifosi soprattutto perché stona con il resto del passo tenuto dall'allenatore francese da quando è sulla panchina del Real Madrid, in grado di collezionare una striscia positiva di 40 partite (30 vittorie e 10 pareggi) senza subire sconfitta.

Nove mesi di imbattibilità improvvisamente polverizzati, sequenza record della storia del calcio spagnolo già dimenticata. D'altronde è così, la stretta attualità prima di tutto. A voler tenere un profilo ottimistico, in ogni caso, c'è da dire che due indizi ancora non fanno una prova e che soprattutto, al momento attuale delle cose, nulla è compromesso. In Coppa del Re, tra una settimana, ci sarà una gara di ritorno nella quale potersi andare a prendere la semifinale della competizione, e nella Liga, sebbene riaperta, Zidane mantiene un punto di vantaggio sul Siviglia e due sul Barcellona, nei confronti delle quali però può vantare anche una gara da recuperare, quella contro il Valencia rinviata a causa del Mondiale per Club. Che ovviamente il Real ha conquistato. 

E' chiaro, comunque, che una flessione nei giocatori di Zidane c'è sicuramente stata, seppure fisiologica all'interno di una stagione che sino a 4 giorni fa aveva regalato ai Blancos solo soddisfazioni. E a preoccupare, questa volta sì, potrebbero essere le dinamiche con le quali sono arrivate le due sconfitte, frutto di blackout improvvisi di pochi minuti. A Siviglia il ko è maturato infatti solo negli ultimi 7 minuti, causa anche un autogol di Sergio Ramos, mentre quello in coppa contro il Celta è stato segnato da 6 minuti neri, quelli tra il 64' e il 70', quando il Real è stato piegato dalle reti di Aspas e Jonny. "La sconfitta del Sanchez Pizjuan ci ha infastidito", ha continuato Zidane dopo la partita di Coppa del Re, "e ha chiaramente avuto un effetto negativo sulla squadra. Però non abbiamo scuse per aver perso contro il Celta, siamo il Real Madrid e non possiamo permettercelo. Ora dobbiamo rimetterci subito a lavoro e pensare alla prossima partita. Io sono il responsabile e devo trovare una solzuzione. Ma, lo ripeto, non sono preoccupato". E allora già sabato, contro il Malaga, l'allenatore francese avrà l'occasione per tradurre in realtà le sue parole e riprendere il cammino interrotto 4 giorni fa. Anche perché se la Coppa del Re e la Liga sono ancora sotto controllo, il 15 febbraio al Bernabeu arriverà il Napoli, acccompagnato tra l'altro da Maradona, per l'andata dell'ottavo di finale di Champions League. Zidane di certo non tremerà, ma se non dovesse risolvere in fretta la situazione, allora sì che potrebbe preoccuparsi sul serio.