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"Mia moglie vuole bruciarli". L'incredibile collezione di un ex poliziotto inglese

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Ian Wilson ha collezionato circa mezzo milione di programmi (foto Daily Mirror)

Ex poliziotto di 55 anni, ha iniziato la sua raccolta da bambino comprando il primo dal nonno per uno scellino. Oggi ne ha mezzo milione, e in casa sono ovunque. La moglie li odia: "Ma se tengo pulito cucina e soggiorno è più tollerante". Ecco la storia dei Matchday programme, ma il loro destino in Inghilterra è in bilico

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Una collezione enorme, nel pieno rispetto di quella che in Inghilterra è una tradizione affascinante, che accompagna tutti i tifosi prima delle partite di campionato. Il Matchday Programme, in Italiano programma, è una piccola rivista venduta fuori dallo stadio ad ogni partita. Notizie, informazioni, grafica accattivante e soprattutto… un souvenir immancabile per chi ne è appassionato. Lo fanno tutte le squadre, e ce ne sono di bellissimi. Collezionarli oltremanica è un hobby nato dagli anni Sessanta in poi, ma a Ian Wilson, ex poliziotto di 55 anni, la questione - per sua stessa ammissione - sembra essergli sfuggita leggermente di mano. Quanti ne ha? Mezzo milione, sparsi ovunque per la casa, anche se la moglie non sembra toppo contenta della situazione: “Vorrebbe bruciarli tutti” - giura lui, nel reportage del Mirror sulla sua incredibile raccolta di tutta una vita.

(Foto Daily Mirror)

La sua collezione

Ian Wilson è un signore pelato e in forma, e sorride nelle foto pubblicate sul celebre giornale britannico. Mostra e coccola i suoi programmi all’occhio della telecamera, perché quando inizi una collezione del genere a sette anni - comprando il primo nel 1970 per uno scellino dal tuo stesso nonno - non puoi che incominciare a sentire quelle riviste parte della tua vita. Mezzo milione sono tantissime, e Ian può considerarsi tra i migliori al mondo in questa corsa alla raccolta. “Sono sotto al letto, sotto le scale, in cucina, nel porticato, in salotto, in soffitta e anche nella camera da letto” - dice lui, fiero, dopo aver anche noleggiato un garage per farcene stare altri. “Mia moglie vorrebbe bruciarli tutti, ma quando tengo pulita la cucina e il soggiorno diventa più tollerante”.

Il garage di Ian è pieno di programmi, ecco alcuni esempi: inglesi e non (foto Daily Mirror)

Il destino dei programmi

Soldi? Tanti, ma per Ian sono sempre stati solo il mezzo e mai il fine. In 48 anni di collezionismo l’inglese ha speso tantissimo, cifre che toccano le 50mila sterline, ma senza mai il pensiero di venderli: “Non faccio questo per soldi - ha detto l’ex poliziotto - lo faccio per passione e interesse. Se li facessi valutare e li vendessi tutti ora probabilmente sarei in riva al mare da qualche parte nel sud della Francia”. Tra i pezzi più rari alcuni risalenti a inizio secolo, o il Graal dei collezionisti: il Matchday programme della finale Mondiale inglese del 1966. Il reportage del Mirror viene inoltre pubblicato in un periodo particolare per questa tradizione inglese. Da sempre venduti fuori dagli stadi, la Football League voterà il prossimo mese per decidere se abolirne o meno l’obbligo di vendita. “I programmi fanno parte di tutta l’esperienza del calcio inglese” dice Ian, e - molto probabilmente, e indipendentemente dal voto finale - molti club continueranno a produrli. Nel segno della tradizione.

Tra le mani lo storico Matchday programme della finale del Mondiale inglese del 1966, sotto altri cimeli storici (foto Daily Mirror)