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Roma, De Rossi: "Pensavo che Totti fosse eterno"

Serie A
Daniele De Rossi, capitano della Roma

Il centrocampista giallorosso al primo ritiro da capitano: "Le motivazioni per andare avanti me le dà l'amore per questa squadra. Totti? Il suo addio è una responsabilità per noi". Su Di Francesco: "Vuole come me il bene della Roma. La Juve? La speranza di vincere c'è sempre"

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Vittoria con il Tottenham, sorrisi e - da quest’estate - anche la fascia da capitano. Daniele De Rossi ha raccolto l’eredità di Francesco Totti dopo 16 ritiri estivi in giallorosso: “Il primo ritiro è stato nell'estate del 2001, c'era un entusiasmo contagioso per lo Scudetto. Questo è il 16°, è un orgoglio per me. Le motivazioni per andare avanti? Me le dà l'amore per questa squadra”, ha raccontato il centrocampista a Roma Radio dagli USA. “Ripenso spesso al mio percorso: quando si è vecchietti, calcisticamente parlando, si tende ad avere fretta. Ma una carriera non è eterna, bisogna conviverci. Riguardo il mio percorso e dico ai giovani di godersi ogni cosa, anche la lontananza dalla famiglia e dagli amici: fare il calciatore è qualcosa di unico”. De Rossi studia da capitano: “Siamo tutti un po’ vedovi del nostro capitano storico: tra virgolette ho fatto il capitano l’anno scorso, era normale che Francesco avrebbe giocato un po’ di meno. Dal punto di vista tecnico non cambia molto, ma manca il simbolo, colui che portava la gente allo stadio. È una responsabilità in più per noi, per me in particolare. Prima o poi doveva succedere, non siamo eterni, nonostante Francesco lo sembrasse”.

"Di Francesco vuole il bene della Roma come me"

De Rossi ha parlato anche di Eusebio Di Francesco, suo ex compagno di campo alla Roma: “È strano lavorare con lui, ma se fosse arrivato qualcun altro sarebbe stato uguale. Il fatto che lo conosca è un vantaggio minimo, sono un giocatore come tutti gli altri. Di Francesco vuole il bene della Roma proprio come me. Dovrò sudare e rispettarlo come qualsiasi altro tecnico”. Sul 4-3-3: “Forse è stato uno dei moduli più usati dagli allenatori che ho avuto, da Spalletti a Garcia. Stiamo lavorando per assimilare i concetti del mister, che sono simili anche a quelli dello stesso Zeman. Dal punto di vista offensivo è ottimo per noi. Il mio ruolo? Dal punto di vista tattico mi sento quasi unico. Fino a quando il fisico ha retto sono stato una mezzala universale, segnavo e difendevo, poi sono diventato centrocampista centrale, il pensare di saper fare più ruoli è un qualcosa di positivo. Ci si mette a disposizione, le caratteristiche sono quelle”.

"Ünder? Sono protettivo con i più giovani"

Dopo la gara col Tottenham lunga conversazione con il nuovo arrivato, il turco Ünder: “Sono protettivo con i più giovani: deve essere difficile cambiare città cosi giovane, se avessi cambiato squadra a quell’età avrei voluto che qualcuno si comportasse così, facendolo sentire tranquillo e parte del gruppo, è un giocatore importante. Le amichevoli contano il giusto, ma lui si è subito fatto trovare pronto, siamo felici quando segna un giovane, sono andato ad abbracciare anche Tumminello, lo ha allenato anche mio padre e ci tengo particolarmente. Tutti i nuovi mi hanno lasciato ottime impressioni, alcuni già li conoscevo, Ünder non l’avevo mai sentito nominare, ma in allenamento sta facendo vedere il motivo per cui è stato fatto un investimento importante. Abbiamo perso giocatori importanti, anche a livello di leadership nello spogliatoio, ma ora sono stati rimpiazzati con gente brava e di personalità sia a livello umano che come giocatori”.

"Vogliamo provare a costruire qualcosa per i tifosi"

Una battuta sul calendario di Serie A: “Mi interessa perchè voglio iniziare, le amichevoli hanno una valenza minore. L’inizio non poteva essere migliore o peggiore a seconda dei punti di vista: è bello iniziare con partite così impegnative, dovremo sudarci i primi punti. Alla seconda incontriamo il nostro ex mister, sarà una partita che porterà anche molti tifosi allo stadio”. In chiusura De Rossi ha parlato della Juventus, che sembra inarrivabile: “La speranza c’è sempre, sui 4 punti dello scorso anno ci si può lavorare, ma bisogna analizzarli, loro hanno un po’ tirato il freno, ma non ci deve interessare. Quest’anno sarà ancora più difficile, ma bisogna lavorare per colmare il gap con la Juventus e provare a costruire qualcosa per i tifosi, poi a campionato in corso vedremo dove saremo”.