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Pipita dove sei finito? Segnano tutti gli argentini tranne te

Serie A

Domenico Motisi

Per un Dybala versione fenomeno che sta trascinando la Juventus, c’è un Higuaín lontano dagli standard mostrati a Napoli e – in parte – anche nella scorsa stagione. Nel frattempo, gli attaccanti che gli contendono un posto in nazionale segnano a raffica

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Se un attaccante segna due gol nelle prime quattro partite di campionato è difficile parlare di "crisi". Se quell’attaccante è Gonzalo Higuaín e se aggiungiamo le prestazioni tutt’altro che esaltanti contro la Lazio in finale di Supercoppa e al Camp Nou, contro il Barcellona di Messi, in Champions League, allora le cose cambiano. Lo scorso anno fu l’acquisto più costoso nella storia del calcio italiano e segnò proprio contro la Fiorentina il suo primo gol in maglia bianconera. Era il suo esordio e la rete del 2-1 (appena dieci minuti dopo l’ingresso in campo) fu la prima delle 25 totali che portarono la Juve allo scudetto. La sua prima stagione a Torino, partì in maniera piuttosto positiva: furono tre le reti nelle prime quattro, una solo in più rispetto a quest’anno in cui però è apparso decisamente più nervoso e meno coinvolto.

Adiós Argentina?

In vista del match contro la Fiorentina, Massimilano Allegri ha ribadito che, nonostante ci sia la possibilità che parta dalla panchina, il Pipita deve stare sereno in quanto punto fermo e giocatore fondamentale per la sua Juventus. Higuaín, però, ha diversi motivi per non essere tranquillo: il suo momento di appannamento, infatti, è coinciso con lo stato di grazia di tutti gli attaccanti argentini che gli contendono un posto nella Selección. Posto che sembra aver momentaneamente perso visto che il Ct Jorge Sampaoli l’ha escluso sia dalla lista dei convocati per le partite contro Uruguay e Venezuela della prima sosta, sia da quella per gli scontri decisivi contro Perù ed Ecuador del prossimo 5 e 10 ottobre. Nelle gerarchie dell’ex allenatore del Siviglia, dando per intoccabili Messi e Dybala, il Pipita è stato superato anche da Mauro Icardi e da Sergio Aguero. Scelte peraltro dettate dai numeri spaventosi di questi campioni: Dybala segna un gol ogni 37 minuti ed è già a quota otto in quattro partite di campionato più la doppietta in finale di Supercoppa. Messi ha segnato nove gol in cinque match di Liga, un gol in finale di Supercoppa di Spagna e due, proprio contro la Juventus, in Champions League. Icardi sembra ormai essere il centravanti designato per guidare l’Argentina al Mondiale russo e con i suoi sei gol in cinque partite sta confermando il suo stato di forma. Aguero è in testa alla classifica marcatori della Premier League con cinque reti all’attivo. 

Amico Paulo

Il motivo per cui la Juventus non ha risentito del momento negativo di Higuaín ha un nome e un cognome: Paulo Dybala. L’ex attaccante del Palermo s’è travestito da bomber e sta segnando con medie spaventose nascondendo le lacune del compagno di reparto. Tuttavia, a differenza dello scorso anno, la Joya è ancora a quota zero alla voce assist ed è vero, non si può chiedere la luna a chi fa un gol ogni 37 minuti ma di questa sua "astinenza" ne sta risentendo soprattutto il connazionale Gonzalo Higuaín. La storia e i numeri del centravanti bianconero parlano per lui: ammesso che sia crisi, sarà passeggera. I gol arriveranno, magari con l’aiuto dell’amico Paulo.