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Genoa, Kouamé e il suo calcio gioioso: "Gioco come nei campetti del mio paese"

Serie A

Kouamé, tra sorrisi e l'orgoglio di avercela fatta: "Sono 5 anni che non vado in Costa d'Avorio, ora sono un calciatore di Serie A e posso tornare al mio paese. All'inizio avevo paura di sbagliare, ora ho capito che devo giocare come quando giocavo nei campetti"

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Da Piatek a Sanabria, Christian Kouamé ha cambiato il suo partner d'attacco ma resta un punto fermo del Genoa. L'attaccante ivoriano classe 1997 ha segnato 4 gol in 23 partite ed è una delle grandi sorprese di questo campionato, essendo comunque un esordiente in Serie A. E proprio il Genoa gli ha permesso di realizzare il sogno che ha sempre avuto sin da bambino: "Il pallone è stato il primo amico che ho avuto da piccolo, me lo tengo stretto. Se ho rotto qualcosa in casa? Per forza”, ha raccontato l'attaccante in uno speciale su Sky Sport tra le strade di Genova. Una città che lo ha subito accolto con grande affetto: “Sono così, se vedo un bambino o un'altra persona non mi sento superiore. Sono una persona normale. Se mi manca il mio paese? Sì, certo. Manco da lì da 5 anni. Quando sono andato via non sapevo dove sarei arrivato, ora gioco in Serie A e quindi posso tornare".

"Gioco come quando giocavo nei campetti nel mio paese"

Il calcio è felicità. E Kouamé combatte la tensione delle partite con il sorriso: "Sono così. Ma quando sono arrivato qui avevo paura di sbagliare, mentre al mio paese ero tranquillo. Poi ho capito che devo giocare come quando giocavo da piccolo nei campetti". Il punto più alto della stagione? Il gol al Napoli e l'esultanza... alla Drogba: "Era la settimana in cui Didier ha annunciato l'addio, è l'idolo nazionale e ho esultato come lui".