In Evidenza
Tutte le sezioni
Altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Atalanta-Juventus, le chiavi tattiche della sfida

Serie A

Dario Pergolizzi

©Getty

Nessuna delle due squadre sarà al completo, ma non mancano gli spunti. La "Dea" punta a dominare le fasce con la posizione avanzata degli esterni, per i bianconeri saranno importanti invece le rotazioni a centrocampo per battere le marcature a uomo previste da Gasperini. Atalanta-Juventus è in diretta esclusiva sabato 23 novembre alle 15 su Sky Sport Serie A

ATALANTA-JUVE LIVE

Condividi:

Da quando Gian Piero Gasperini è arrivato a Bergamo, Atalanta-Juventus non è più una partita qualsiasi: per complessità tattica e qualità degli interpreti, è diventata una delle sfide più belle del campionato. L’andamento delle partite negli anni scorsi, quando a guidare la Juve c’era Massimiliano Allegri, è spesso stato equilibrato, con le due squadre a giocare più “partite nella partita”. Sarà invece una piacevole novità osservare come la Juve di Sarri affronterà un avversario così intenso e vorace.

 

Né la Juventus né l’Atalanta saranno al completo: mancheranno Cristiano Ronaldo, Ilicic e Malinovskyi, mentre saranno in dubbio fino all’ultimo Muriel, Zapata, Freuler, Alex Sandro, Pjanic e Rabiot. Ci sono pochi dubbi sul tema che caratterizzerà l’andamento della partita, ovvero l’intensità. Sarri, nelle ultime partite, ha lamentato una mancanza di compatezza e continuità da parte dei suoi nelle fasi di pressing alto, identificando la problematica più come una carenza mentale che fisica. L’Atalanta è una squadra che non si risparmia mai, dunque sarà probabilmente una partita dai ritmi molto alti e con margini di errore parecchio ridotti.

Il confronto sulle fasce

Entrambe le squadre utilizzano sistemi di gioco con un giocatore per fascia, che viene supportato dal difensore, dall’interno, dalla punta o dal trequartista di parte. Gli esterni di Gasperini, forti del fatto di avere un difensore centrale in più alle spalle, riescono ad alzare parecchio il proprio baricentro medio, diventando una grossa preoccupazione per i corrispettivi avversari, sempre in difficoltà nel capire se seguirne l’avanzata o stringere per controllare i movimenti altrettanto temibili degli attaccanti.

Un esempio nitido della posizione avanzata degli esterni di Gasperini.

 

Hateboer, Gosens e Castagne sono importantissimi nei meccanismi dell’Atalanta per prendere campo, dando profondità grazie alle loro corse costanti, che li rendono un riferimento anche diretto per le verticalizzazioni da dietro, oppure una soluzione pronta per l’appoggio delle punte. Non è un caso, infine, se uno dei gol più riconoscibili dell’Atalanta di Gasperini è il cross di un esterno per il taglio interno dell’esterno opposto. Gli esterni hanno però la duplice funzione di impensierire e tenere “bloccati” i terzini avversari, o di abbassare il raggio di azione delle ali, facendosi seguire per i raddoppi di marcatura. Contro il Napoli, però, abbiamo avuto un esempio di cosa può succedere quando uno degli esterni dell’Atalanta subisce un atteggiamento del medesimo tipo.

Il baricentro di tutta la squadra è stato generalmente più basso, ma la notizia è che Gosens non sia riuscito ad attestarsi mediamente oltre la linea di centrocampo a causa della grande propositività di Di Lorenzo. Dall’altra parte, Hateboer poteva alzarsi perché dalla sua parte c’era un difensore più prudente come Luperto, adattato per l’occasione in una posizione ibrida tra il terzo centrale difensivo e il terzino a sinistra.

 

Una situazione simile potrebbe riproporsi contro i terzini della Juventus: con Alex Sandro non al meglio, sulla sinistra potrebbe toccare a De Sciglio, che storicamente da quel lato ha sempre agito da terzino bloccato. Hateboer potrebbe dunque trovare parecchio spazio per le sue corse in avanti, costringendo la mezzala sinistra della Juventus a ripiegamenti anche molto profondi.

 

A destra, invece, sia Cuadrado che Danilo garantiscono un’interpretazione “di spinta”, con il colombiano al momento molto più a suo agio nella gestione dei tempi e nella lettura delle posizioni dei compagni, mentre il brasiliano tende a stringere spesso la sua posizione, un atteggiamento forse ancora figlio degli anni passati con Guardiola. Ad ogni modo, sarebbe una novità per Sarri, parecchio refrattario a generare discontinuità nei quattro dietro, cambiare entrambi i terzini nella stessa partita, ma se giocherà De Sciglio a sinistra, toccherà sicuramente al compagno di destra proporsi più spesso, creando potenzialmente una situazione simile alla partita contro il Napoli per Gosens.

 

Le rotazioni dei centrocampisti della Juventus

Contro la marcatura molto orientata all’uomo di Gasperini, Pjanic (o Bentancur) potrebbero soffrire parecchio a ricevere palla in avvio di manovra. Come abbiamo visto, la priorità della Juventus quando costruisce dal basso con i difensori centrali è trovare Pjanic, optando solo in seconda battuta per altre soluzioni. Le scalate aggressive dei mediani orobici, che oltretutto potrebbero contare sull’apporto difensivo di Pasalic, schierato da trequartista, possono essere dunque un problema.

 

Per uscire in maniera pulita da dietro, la Juventus avrà bisogno che almeno una delle mezzali sia pronta a proporsi come soluzione diretta per i difensori, sfruttando gli allontanamenti strategici del vertice basso (Pjanic o Bentancur). Rabiot, nelle ultime presenze, ha mostrato di saper leggere bene queste situazioni e di avere la giusta dimestichezza per raccogliere il possesso anche prima della linea di centrocampo, ma dovrebbe a sua volta stare molto attento alle marcature strette degli avversari.

 

Finora la Juventus non ha avuto grosse difficoltà, fatta eccezione per le partite contro Fiorentina e Verona, giocate con il momentaneamente accantonato 4-4-2 asimmetrico, nell’uscire dalla difesa in maniera pulita. L’Atalanta, coi suoi 17,9 recuperi nella metà campo avversaria a partita, è la seconda squadra del campionato da questo punto di vista e sarà sicuramente un ulteriore banco di prova per misurare la qualità della costruzione, e soprattutto la puntualità nelle rotazioni posizionali dei centrocampisti di Sarri.

In questa situazione, per esempio, la Juventus stava facendo densità sul lato destro del campo, Pjanic compreso. Sul giro palla difensivo, Rabiot è rapido a proporsi come soluzione centrale e a prendersi le responsabilità di regia.

 

Le rotazioni avranno un peso rilevante anche dall’altra parte del campo: ipotizzando che la Juve riesca a consolidare una buona supremazia territoriale, costringendo l’Atalanta a difendere con un blocco basso, sempre a causa dell’aggressività sull’uomo ci sarà bisogno di tanti movimenti senza palla, fatti con i tempi giusti. Dalla disponibilità o meno di Pjanic e Matuidi potrebbe indirettamente dipendere anche l’eventuale reintegro di Ramsey, potenzialmente più efficace di Bernardeschi nella creazione di occasioni offensive, ma in svantaggio rispetto a quest’ultimo nell’applicazione difensiva, senza dimenticare l’esperimento Douglas Costa trequartista, con un’interpretazione logicamente votata alla ricerca del pallone sull’esterno.

 

Come al solito, dunque, a Bergamo si giocherà una partita densa di spunti tattici, tra due squadre paradossalmente “condannate” a dare risposte convincenti di gara in gara, soprattutto a causa dello status acquisito e della continuità a cui ci hanno abituato.