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Inter, Eriksen: "Tutti vogliono giocare". Poi spiega le differenze tra Serie A e Premier

Serie A
©Getty

Le parole del centrocampista nerazzurro dopo il gol del raddoppio contro il Getafe: "Quando entri dalla panchina devi lasciare il segno, io sono stato bravo e fortunato". E parla del suo processo di ambientamento e delle differenze tra il calcio inglese e quello italiano: "In Serie A ci sono momenti e momenti, in Premier il calcio è sempre dinamico"

RIGUARDA GLI HIGHLIGHTS DI INTER-GETAFE

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Contro il Getafe, gli è bastato un minuto di partita (è entrato in campo all’82’) per costruire l’azione prima, e mettere a segno il gol del raddoppio che ha regalato all’Inter la certezza di tornare in Germania per le Final Eight di Europa League. Christian Eriksen ha parlato a Inter Tv: "Ovviamente tutti vogliono giocare – ha detto – quando entri dalla panchina devi provare a lasciare un segno. Io sono stato bravo e fortunato a sfruttare quell’occasione e questo ci ha permesso di chiudere la partita. È stata una gara tosta ma siamo felici di aver passato il turno”. Il danese ha poi raccontato il suo gol: "Sono ambidestro, calcio con entrambi i piedi. Se la palla viene sul mio sinistro, se sul destro tiro con quello. Faccio la cosa che è più veloce. Non l’ho colpita benissimo ma il portiere si è tuffato prima, quindi mi è andata bene".

Eriksen e le differenze tra Premier e Serie A

L’ambientamento in un nuovo calcio continua. "Secondo me, la differenza più grande è che in Italia ci sono momenti in cui vai veloce e altri in cui sei più lento. Ci sono momenti nella stessa partita in cui attacchi o tieni la palla prima di costruire l’occasione. In Inghilterra invece il calcio è molto più dinamico, avanti e indietro. In Italia riconquisti la palla e poi riparti e inizi a costruire. Ci sono questi diversi momenti in Italia. In Italia conquisti la palla e riparti e inizi a costruire, ci sono questi diversi momenti. Queste cose si vedono se metti a confronto i due campionati. Alla fine si tratta di fare gol e in Italia ne bastano uno o due».