Maradona, Diego jr: "Con mio padre sempre felice, se ne è andato un pezzo della mia vita"

le parole

Il terzo figlio di Diego Maradona, colpito dal Covid nei giorni scorsi, racconta i momenti in cui è venuto a sapere della scomparsa del padre e ricorda l'evoluzione del loro rapporto, dopo che nel 2007 el Pibe de Oro l'aveva ufficialmente riconosciuto: "Non ci volevo credere, non dimenticherò mai i 5 anni passati con lui. Ho un solo rammarico"

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"Avevo già perdonato mio padre 5 anni fa quando l'ho incontrato a Buenos Aires. Mi piace pensare che nel tempo trascorso con lui sono stato felice". In un'intervista a Radio Crc Targato Italia Diego Armando Maradona Junior parla così del difficile rapporto col padre, che solo nel 2007 lo aveva riconosciuto come proprio figlio, quando Diego jr aveva 21 anni, prima di raccontare i momenti molto duri passati negli ultimi giorni tra la scomparsa del Pibe de Oro e la sua positività al Covid. "Vivevo già da alcune settimane una brutta situazione, ho visto la morte in faccia due volte in pochi giorni. Il virus, la mancanza di respiro, il ricovero in ospedale e poi la morte di papà. Il Covid è stata una mazzata pesante, stare in ospedale isolato da tutto e tutti ha rappresentato per me un momento buio anche dal punto di vista psicologico. Il 24 novembre sera avevo fatto fatica a dormire mi ero ripromesso di non riposare il pomeriggio del giorno seguente, stavo guardando la tv per far passare il tempo quando ho ricevuto una telefonata da un amico mio e di papà, un giornalista spagnolo, che mi ha detto: 'Diego non ci posso credere'. Quando mi ha raccontato, ho subito cercato di mettermi in contatto con l'Argentina. Nessuno mi ha risposto. Questo da un lato mi ha tranquillizzato in quanto pensavo che la notizia non fosse fondata, cosa che peraltro era già accaduto varie volte. Dopo alcuni minuti mi ha chiamato mia moglie Nunzia che mi ha confermato la notizia". 

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Dall’incredulità per la scomparsa del padre ai ricordi dei loro anni passati insieme, Diego junior continua a ruota libera, ricordando il loro rapporto ritrovato e rivelando un unico rammarico: "All'inizio pensavo non fosse possibile fosse morto. Mi sono reso conto che se n'era andato un pezzo della mia vita, faccio ancora oggi fatica a realizzare quanto successo. Dio ha i tempi giusti, io sono molto religioso ma papà è andato via troppo presto, mi piace però pensare che nel tempo trascorso con lui sono stato felice. Ho impiegato 29 anni e mezzo per recuperare questo legame, i 5 anni vissuti insieme non li dimenticherò mai. Io non volevo recriminare il passato e covare inutili rancori, dissi a mio padre che volevo costruire un futuro assieme a lui, partendo da zero. Il mio rammarico oggi è non essere potuto andato in Argentina a causa del Covid, non essere andato allo stadio San Paolo. Io ho un rapporto viscerale con la mia città e sono orgoglioso delle dimostrazioni d'amore che abbiamo ricevuto in questi giorni. La grandezza di mio padre è stata proprio questa: rendere felici le persone giocando a calcio ma soprattutto, restare sempre umile. L’ultima volta che ci siamo sentiti? Ci videochiamammo dopo la sua operazione alla testa. Ero già positivo al covid, ma non volevo preoccuparlo e non glielo dissi. Era sorridente, scherzò con me, mi prese anche in giro. Pensavo fosse in ripresa, lo pensavamo tutti. Non mi aspettavo quello che è accaduto”.

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