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Serie A, le migliori giocate della 29^ giornata

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Daniele Manusia

Il dribbling di Damsgaard, l'assist di Insigne, il gioco di squadra del Sassuolo e altre grandi giocate dall'ultima giornata di campionato

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La giornata che ha segnato l'allungo forse decisivo dell'Inter nella corsa scudetto è stata segnata da diverse grandi prestazioni individuali: quella di Damsgaard, che ha fermato il Milan a San Siro; quella di Insigne, che ha fatto a pezzi la difesa del Crotone e rimesso in gioco il Napoli nella corsa alla Champions League; quella di Muriel, che ha migliorato ulteriormente la sua incredibile media gol; quella di Sanabria, che ha messo ancora più nei guai la Juventus, fermata sul 2-2 nel Derby della Mole. È stata una giornata di grandi spunti individuali, insomma, abbiamo cercato di fare del nostro meglio di selezionare e raccontare i migliori.

 

Il dribbling di Damsgaard

Il gioco della Sampdoria mette così tante volte Damsgaard in questa situazione, a ricevere spalle alla porta il passaggio in verticale del terzino, vicino alla linea laterale e con un uomo addosso, che l’esterno danese sa ormai benissimo cosa deve fare per aggirare la pressione e far continuare l’azione. E cioè, avvicinarsi alla palla per guadagnare un po’ di spazio, senza aspettarla girato di spalle, e voltarsi verso Saelemaekers prima ancora di toccare il pallone per darsi la possibilità di dribblare il belga non appena si fa avanti. Certo, poi non è da tutti riuscire a farlo davvero, dribblare un avversario in uno spazio così stretto, e Damsgaard ci riesce con un movimento di gambe rapidissimo. Con il primo tocco di sinistro allontana il pallone da Saelemaekers, con il secondo di destro se lo porta avanti e salta il belga. È innanzitutto per questa sua incredibile capacità di dribblare in spazi ridotti, e in situazioni scomode, che Damsgaard è diventato presto così prezioso per la Sampdoria, ma va detto può ancora migliorare molto nelle scelte e nella precisione delle giocate subito dopo il dribbling. In questo caso sbaglia il cambio di gioco verso Candreva, una giocata che, se eseguita con più precisione, avrebbe permesso alla Samp di arrivare in modo pericoloso nella metà campo del Milan.

 

L’azione di Bastoni nel gol dell’Inter

Per le statistiche non sarà neanche assist, vista la prima respinta del portiere che ha costretto Lukaku al tap-in più facile della sua carriera, ma l’azione di Bastoni è fondamentale. In una partita chiusa, finita 1-0, e che praticamente consegna lo scudetto all’Inter è strano pensare che a influire così tanto nel gol sia stato un difensore centrale. Non è neanche la prima volta: Bastoni aveva servito a Barella il gol del 2-0 contro la Juventus, altro momento di svolta della stagione. Più passano le partite più il centrale dell’Inter prende confidenza con il suo ruolo, dimostrando di poterlo interpretare nella maniera più ricca possibile. Non solo anticipi e chiusure, ma anche apporto alla manovra. Un difensore capace di correre oltre la difesa avversaria e mettere di prima un cross in area di rigore con quella qualità è troppo importante nel calcio di oggi, dove a tutti è chiesto di partecipare alla fase di costruzione del gioco. Bastoni oggi è uno dei difensori italiani più completi, e speriamo Mancini se lo ricordi. 

 

Il Sassuolo palla a terra

Il Sassuolo ha dominato la partita contro la Roma attraverso il controllo del pallone. Siamo così abituati alla peculiarità dello stile tattico della squadra di De Zerbi che rischiamo di cominciare a darlo per scontato. Ma non c’è niente di scontato nel fatto che una squadra di metà classifica - a cui mancava l’intera ossatura della squadra Ferrari-Locatelli-Berardi - dominasse la partita contro la Roma, un’altra squadra che sa di essere in difficoltà quando non ha il pallone (per ammissione del suo allenatore, Paulo Fonseca). Se non vi piace la costruzione dal basso vi sconsigliamo di aprire il video, vi toccherebbe vedere la cosa più inaccettabile: una serie di passaggi ripetuti tra i due centrali difensivi. All’apparenza sono tocchi inutili che danno alla partita un ritmo sonnolento, ma il Sassuolo sta costruendo la ragnatela dentro cui trarre la Roma. Rogerio va in verticale su Djuricic, che è venuto incontro tirando fuori i difensori della Roma; alle sue spalle Maxime Lopez si è già buttato nello spazio aperto e ha ricevuto il filtrante del serbo. Il gol non arriva per il recupero disperato di Spinazzola e la leggera imprecisione di Lopez, ma attraverso la semplicità e la pazienza il Sassuolo ha disordinato la confusa difesa della Roma.

 

L’assist di Insigne

Quella del Napoli è prima di tutto una bella azione. Politano che cambia gioco, Insigne che controlla, entra dentro al campo, scambia con Fabian Ruiz e poi taglia dentro l’area, lo spagnolo che, da fermo, di sinistro gioca una palla alle spalle della difesa con una grande sensibilità per chiudere il triangolo. Insigne che mette al centro e Osimhen si fa trovare pronto. Poi però bisogna concentrarsi sul passaggio di Insigne. La palla di Ruiz è lenta e gli arriva leggermente dietro, il capitano del Napoli avrebbe potuto provare a girare il corpo e colpirla col sinistro, ma difficilmente avrebbe avuto la stessa precisione. L’altra soluzione poteva essere uno stop per poi cercare uno scarico dietro. Insigne invece si ricorda del gol di Di Canio contro il Wimbledon e esegue una mezza sforbiciata, saltando con la gamba sinistra per poi colpire al volo con l’esterno del piede destro, riuscendo a far passare il pallone sopra l’avversario e sul piede del compagno. Un assist geniale, nel pensiero e nell’esecuzione. 

 

Il filtrante di Malinovskyi nel gol di Zapata

Forse quella di Malinovskyi non è neanche una “giocata”, insomma è un passaggio abbastanza normale, almeno a prima vista. Se però aveste messo pausa all’azione prima del suo filtrante, senza sapere cosa sarebbe successo dopo, sareste stati in grado di vedere quel corridoio? A Malinovskyi riconosciamo qualità diverse su un campo da calcio: la violenza del suo sinistro, la capacità di spostare gli avversari con quel fisico compatto e massiccio, ma certo non ha quella creatività a la Ilicic o a la Gomez. Eppure qui ci ha stupito: ha messo in pausa il gioco sulla trequarti, non ha pensato subito a tirare una pezza o provare a spezzare la difesa dell’Udinese come fosse una tavoletta di compensato. Ha aspettato il movimento di Zapata, lo ha visto con la coda dell’occhio e lo ha servito in maniera controintuitiva. Avere più spartiti è quello che viene chiesto ai trequartisti, se Malinosvskyi riesce a essere anche questo da qui alla fine, l’Atalanta avrebbe quasi certamente un posto nella prossima Champions League.