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Maldini: "Dimentichiamo il Milan di Berlusconi ma se ci sarà la possibilità di vincere..."

MILAN

Il direttore dell'area tecnica del Milan parla chiaro ai suoi tifosi nel prepartita dell'ultimo match del 2021, contro l'Empoli: "Ci si attende sempre di più da un club glorioso come il nostro, ma dobbiamo dimenticarci del Milan di Berlusconi. La strategia ora è diversa, la strada può essere più lunga ma l'obiettivo è comunque quello di tornare protagonisti"

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Il Milan questo mercoledì sera chiude il suo 2021 e nel prepartita del match contro l'Empoli, il direttore dell'area tecnica rossonera, Paolo Maldini, ha ribadito la filosofia del club e le strategie per il presente e per il futuro: "Il nostro progetto è stato chiaro sin dall’inizio. Non avevamo la certezza di riuscire ma abbiamo provato a mettere delle idee. Noi abbiamo una storia talmente grande che i nostri tifosi si aspettano sempre qualcosa di più, ma dobbiamo dimenticarci del Milan di Berlusconi. La strategia è diversa adesso. La strada può essere più lunga ma l’obiettivo è comunque quello di tornare protagonisti". Maldini non si è però tirato indietro di fronte alla possibilità di togliersi nel breve termine grandi soddisfazioni (e magari qualche trofeo): "Sappiamo che ci sarà da lottare. Siamo in linea con l’anno scorso dove abbiamo fatto un'impresa, perché a inizio stagione non tutti mettevano il Milan tra le prime quattro. Quindi non dobbiamo né dimenticarci da dove siamo partiti né rinunciare ai nostri obiettivi. Se ci sarà la possibilità di vincere, ci proveremo, perché vincere è nel dna del nostro club". 

"Anche quando eravamo tra le migliori al mondo non abbiamo vinto tanti scudetti"

Maldini, comunque, ha ribadito l'impossibilità di paragonare il Milan dei prossimi anni con quello di Berlusconi e soprattutto la difficoltà di vincere uno scudetto: "Fare confronti con il passato per noi è sempre complicato perché è un passato glorioso in cui il Milan era una delle più forti al mondo. Nonostante questo, il Milan ha vinto solo due scudetti negli ultimi vent’anni. Anche quando c’era Sacchi abbiamo vinto un solo scudetto: per noi non è mai stata un’impresa facile, neanche quando eravamo la squadra migliore al mondo".