Caso Malagò, al Coni si vota su possibile commissariamento Figc: le news in diretta
È il giorno decisivo per Giovanni Malagò e per il suo futuro da presidente della Federcalcio. Nella Giunta Coni in programma alle 13 è infatti in agenda la votazione sul possibile Commissariamento della Federcalcio per il mancato tesseramento dello stesso Malagò al momento dell'elezione. Nelle ultime ore è circolata la voce su una una mediazione fra il Coni e la stessa Figc mentre Malagò ha raccolto ancora il consenso della Lega serie A
Il caso tesseramento
La vicenda fra Coni e Figc si gioca tutto sul mancato tesseramento di Malagò al momento dell'elezione. L’articolo 29 dello statuto Figc stabilisce che alle cariche federali possono essere eletti o nominati soggetti "in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura". La FIGC sostiene che essere "in regola" non voglia dire essere già tesserati; la Procura generale dello Sport ha invece ritenuto che il requisito presupponga l’esistenza di un tesseramento
Buonfiglio-Malagò: contatto telefonico ieri sera, oggi incontro
C'è stato un contatto telefonico nella serata di ieri fra il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e Giovanni Malagò per cercare di definire l'accordo che porterebbe lo stesso Malagò a diventare Commissario della Figc prima delle nuove elezioni da indire in tempi rapidi. Oggi, prima della Giunta, che ci sarà alle 13, i due dovrebbero incontrarsi nella sede del Coni per definire gli ultimi dettagli dell'intesa
La Lega serie A blinda Malagò
I club della Lega Serie A continuano a compattarsi a sostegno di Giovanni Malagò per garantire la continuità del movimento. Nella serata di ieri è arrivato un comunicato ufficiale di appoggio all'attuale numero uno della Figc: "La Lega Calcio Serie A si dissocia e prende le distanze dalla apparente querelle giuridica di cui non comprende i fondamenti in diritto e le ragioni politiche. Giovanni Malagò, candidato in primis dalla Serie A, è stato eletto con largo margine e la stessa Serie A continua a manifestargli completo supporto. Pur nel rispetto dei principi e delle regole della Federazione e del Coni, la Lega Calcio Serie A ritiene il commissariamento del tutto inopportuno, anche perché potrebbe condurre nel caos il calcio, in una fase delicatissima. Anche alla luce della chiara posizione espressa dall’UEFA, si raccomanda e si auspica il rispetto dell’autonomia del calcio italiano”
Malagò commissario di sé stesso
Prende sempre più quota la soluzione che vedrebbe la Figc commissariata, ma con lo stesso Giovanni Malagò nominato nel ruolo di commissario straordinario. Lo scenario prevede un mandato a tempo di circa 90 giorni, propedeutico a indire nuove elezioni federali. In questo modo Malagò avrebbe il tempo di regolarizzare il tesseramento e ricandidarsi formalmente con tutti i requisiti previsti.
Contatti in corso Coni-Figc: ipotesi mediazione
Nelle ultime ore frenetiche si è aperta una concreta via diplomatica per evitare lo scontro totale. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio sta portando avanti una strategia di mediazione per sbloccare l'impasse normativa ed evitare ricorsi legali duraturi. Sul tavolo c'è un piano concordato che punta a ristabilire le regole statutarie senza però azzerare completamente l'attuale governance calcistica.
La Figc respinge con fermezza l'ipotesi di invalidità affidandosi ai pareri dei propri consulenti legali. La tesi degli avvocati della Federcalcio si basa sul superamento dei termini procedurali, fissati in soli sette giorni per opporsi alle candidature. Poiché il ricorso di Miele non ha rispettato tali tempistiche celeri, l'elezione di Malagò viene giudicata ormai "blindata" e non più ribaltabile
La Procura Generale dello Sport del Coni ha aperto un fascicolo affidando l'analisi a un pool di giuristi. Il verdetto degli esperti del Coni aggrava la posizione della Figc: il tesseramento preventivo viene definito un "requisito indispensabile e soggettivo". Di conseguenza, la mancata tessera renderebbe irregolare giuridicamente l'intera procedura elettorale di via Allegri
L'impianto del ricorso presentato dall'avvocato Miele si fonda su un vizio di forma legato ai requisiti di eleggibilità. Secondo il testo della contestazione, Malagò avrebbe depositato la sua candidatura senza avere attivo un tesseramento formale alla Figc in quel preciso momento. Una mancanza che di fatto, viola lo statuto federale del calcio
Lo scontro istituzionale nasce dopo l'Assemblea elettiva della Figc dello scorso 22 giugno nella quale Giovanni Malagò ha ottenuto una netta vittoria con il 68,58% delle preferenze. Subito dopo il voto, però, Renato Miele, la cui candidatura non era stata considerata ammissibile perché priva del necessario accredito da parte di almeno la metà più uno dei Delegati assembleari di almeno una Lega o una componente tecnica, ha presentato un ricorso formale alla giustizia sportiva
Buongiorno amici di Skysport.it, è la giornata decisiva per il futuro di Giovanni Malagò alla guida della Federcalcio. Il presidente della Figc sarà presente alla Giunta Coni che potrebbe votare per il Commissariamento della sua Federazione. Il motivo sarebbe il mancato tesseramento dello stesso Malagò nel momento cui sono state svolte le elezioni lo scorso 22 giugno